Con la partenza dall’aeroporto di Roma-Fiumicino, il 6 novembre, ha preso ufficialmente il via il sesto viaggio apostolico di Papa Leone XIV, una missione pastorale che toccherà l’America Latina fino al 17 novembre.
La prima tappa di questo cammino è l’Uruguay, a cui seguiranno Argentina e Perù.
L’arrivo a Montevideo segna un momento storico: il Pontefice è infatti il secondo Successore di Pietro a visitare la nazione dopo san Giovanni Paolo II.
L’accoglienza a Montevideo e il valore dell’ascolto
L’itinerario uruguaiano si apre con una fitta serie di incontri istituzionali ed ecclesiali. Dopo l’atterraggio all’aeroporto internazionale di Carrasco, il programma prevede la cerimonia ufficiale di benvenuto in piazza dell’Indipendenza alla presenza del presidente della Repubblica, Yamandú Orsi, e dei rappresentanti delle principali istituzioni dello Stato. L’agenda riflette la centralità del dialogo con la società civile, il corpo diplomatico e le comunità locali.
Il momento di preghiera nella cattedrale metropolitana dell’Immacolata Concezione e dei Santi Filippo e Giacomo, dove si celebrano i Vespri con i vescovi, il clero e i religiosi, sottolinea il desiderio di rafforzare la comunione fraterna. Questo pellegrinaggio intende rinnovare una pastorale di prossimità, capace di sostenere chi ogni giorno opera con dedizione a servizio delle periferie e delle persone più fragili.
Semi di speranza dinanzi alle sfide globali
Nel telegramma inviato durante il sorvolo al presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, il Papa ha affidato le aspirazioni di «pace e fraternità». delle popolazioni latinoamericane all’intercessione della Vergine Maria e dei Santi, richiamando l’importanza del «Vangelo della carità».
Nella sua risposta, il capo dello Stato italiano ha evidenziato come questa visita rappresenti una testimonianza fondamentale per il mondo intero. In un contesto internazionale scosso da forti disuguaglianze, crisi ambientali e tensioni sociali, la presenza del Vescovo di Roma offre una guida morale e spirituale.
Il viaggio si configura così come un appello alla solidarietà, ricordando che la vera trasformazione nasce da gesti concreti di reciprocità e dall’impegno instancabile per la giustizia sociale. L’America Latina, terra di ricca fede e profonde contraddizioni, accoglie questo messaggio con l’attesa di chi cerca speranza e riconciliazione.
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