Per strada, vivono moltissime persone prive di un alloggio stabile, soggette a esclusione sociale, isolamento, fragilità sanitaria e psicologica. Offrire una casa non è solo dare un tetto: è dare dignità, speranza e la possibilità di ricostruire vita e relazioni
È ciò che fa il progetto Housing First Roma, una realtà che lavora molto con le persone senza dimora, promuovendo modelli di accoglienza innovativi. Il progetto “Housing First Roma” è partito nel giugno 2019.Comunità di Sant’Egidio insieme a fio.PSD.
Lo scopo
Offre alloggi a persone che vivono in strada o in situazioni di grave precarietà abitativa, non come “step intermedio”, ma come punto di partenza per ricostruire stabilità, dignità, struttura di vita. Lo scopo è inserire 40 persone in casa nel corso di 4 anni, con sostegno sociale, accompagnamento, servizi, per aiutare a tornare a una vita stabile.
Come funziona concretamente
Alloggio immediato: invece di passare per lunghi tempi di emergenza o per strutture temporanee, le persone entrano direttamente in un’abitazione. Questo riduce molto l’instabilità, l’insicurezza, il senso di dimenticatoio.
Accompagnamento: non basta la casa; servono servizi sociali, supporto psicologico, orientamento, aiuto per gestire pratiche, favorire il reinserimento. In Housing First Roma si lavora affiancando le persone.
Sostegno a lungo termine: il progetto è su più anni, perché uscire dalla condizione di senzatetto richiede tempo, fiducia, costanza. Non è un’azione una tantum.
Impatto umano
Dignità e stabilità: avere un luogo che è tuo, in cui stare ogni giorno, cambiano la percezione di sé, la speranza, la possibilità di ricostruire legami, autocura.
Salute: meno esposizione al freddo, al rischio di malattia, al degrado quotidiano. Meno stress, più possibilità di cura.
Autonomia sociale: con l’accompagnamento si lavora perché la persona possa reimpossessarsi delle sue capacità, trovare un lavoro, relazioni, struttura quotidiana.
Sfide
Risorse: servono finanziamenti, immobili accessibili, operatori preparati, coordinamento con i servizi pubblici.
Accettazione sociale: a volte c’è resistenza, pregiudizi, difficoltà a far sì che la comunità circostante accolga queste persone nei quartieri.
Gestione complessità: chi vive per strada spesso ha più problemi insieme: salute mentale, dipendenze, mancanza di documenti, alienazione. Il progetto deve saper “prendere per mano” dimensioni diverse.
Significato più ampio come opera di misericordia
Dare una casa, non aspettare che la persona “si meriti” il sostegno, ma riconoscerla come degna di aiuto subito.
Non è solo soccorso, è accompagnamento: stare accanto, dedicare tempo, cure, ascolto, fiducia.