«Ti amo costa quattro pezzi da venti/ Me l’ha urlato una maman tra i denti».
È il ritornello che Peace, giovane nigeriana appassionata di canto, ripete spesso, quasi ad esorcizzare quello che ha passato quando è arrivata in Italia ancora minorenne, prima di riuscire a scappare alla tratta e ad essere messa in salvo. Durante il lungo e terribile viaggio che dalla Nigeria la porta in Italia, Peace perde la voglia di cantare. La ritrova solo poco alla volta, quando a piccoli passi riprende in mano la sua vita, il suo presente, il suo futuro, provando a fare i conti con il passato di violenza, sfruttamento, squallore.
La graphic novel di Fondazione Migrantes
La storia di Peace viene raccontata nella graphic novel dal titolo “Quattro pezzi da 20. Un futuro oltre la tratta” realizzata dalla Fondazione Migrantes, pubblicata da Tau Editrice, ideata da Cristina Molfetta, Chiara Marchetti, Manuela Valsecchi, Irene Pagnotta, sceneggiata da Emanuele Bissattini e illustrata da Valerio Chiola.
Nel mese in cui la Chiesa celebra la 112esima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (domenica 27 settembre 2026), ricordare che Peace ha un debito con l’umanità per tutto quello che ha dovuto subire di disumano, aiuta a restituirle un po’ di dignità. A lei e a tutte le altre ragazze, spesso minorenni, che sono costrette a subire la stessa infamia.
Il fumetto racconta anche la storia di altre giovani donne con cui Peace ha condiviso un pezzo di strada. Come Kajsi, una ragazza albanese sua compagna di comunità, o Precious, una donna nigeriana che non ha avuto il coraggio di riprendere in mano la sua vita. Ma c’è anche Sandra, l’operatrice di cui Peace impara a fidarsi, dopo un lungo percorso di conoscenza vicendevole e di supporto per liberarla dalla rete che la teneva prigioniera.
Il coraggio e la speranza di ricominciare
“Quattro pezzi da 20” è un racconto dal punto di vista di chi subisce la tratta. Di chi sente di essere solo un «involucro umano», senza più un corpo, una dignità. Di chi, a 16 anni, si fida degli adulti, ma poi capisce di essere stata terribilmente ingenua. Di chi, con fatica e speranza, una volta in salvo sperimenta l’amicizia e l’amore. E sceglie di ricominciare.
Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
Fonte: Popoli e Missione, sett-ott 2026, p. 55.

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