Da don Vito Vacca, fidei donum rientrato dopo diversi anni in missione, una riflessione sull’ecologia che si contrappone all’inquinamento
Mi è venuto da pensare che una delle opere di misericordia dei nostri giorni sia proprio l’ecologia. Nel mondo del progresso, la cura del creato non è più un tema accessorio: è diventata una responsabilità primaria. Se le quattordici opere di misericordia tradizionali si rivolgono soprattutto a poveri, malati e sofferenti, la custodia della casa comune riguarda tutti, senza eccezioni.
In altre parole, prendersi cura dell’ambiente è un modo concreto e attuale di vivere la misericordia.
Oggi si può parlare di ecologia come di un atto di amore e di giustizia dovuto verso il prossimo, e parlare di inquinamento come di una ferita inflitta alla comunità e all’ambiente. Inquinare significa dimenticare che il mondo è di tutti ma che dovremmo trattarlo come fosse nostro. Penso di parlarne non in roboanti termini teorici ma con particolari concreti.
L’inquinamento è un peccato perché non rispetta l’opera di Dio e offende il prossimo. Lo è ogni volta che considero la mia proprietà privata come un diritto assoluto, da usare in modo egoistico, senza preoccuparmi delle conseguenze sugli altri o sul creato. È un peccato quando mi concedo comportamenti malsani con l’unica accortezza di “farla franca”, di “aggirare le regole”, di “fare il furbo”. Non dimentichiamo che l’amore a Dio non può essere genuino se non amiamo il prossimo.
- Gettare immondizia in luoghi non idonei o scaricare sostanze inquinanti nei fiumi provoca malattie;
- Strappare piante protette priva la comunità di beni preziosi e uccidere animali per divertimento è crudeltà;
- Provocare incendi, non dico per dolo, ma per incuria e sbadataggine, è da criminali;
- Ti stai disfacendo di rifiuti abbandonandoli quando nessuno ti vede? Pensa che stai sporcando il giardino che Dio ti ha affidato. Il giardino che è il pianeta che ci ospita, invece di motivo di benedizione diviene causa di irritazione. Insieme al creato noi benediciamo il Signore. Ogni creatura diviene fratello e sorella nostra, motivo di rendimento di grazie. O forse che tu non vedi nelle creature dei doni di Dio?;
- Abbandonare plastica per strada, nei giardini o nei campi è segno di poca carità; scaricare mobili e rifiuti fuori dai cassonetti rende la città invivibile.
Che tristezza passeggiare per Roma e, invece di contemplare la natura e l’arte, dover schivare cartacce, sterco di animali o respirare cattivi odori!
In Qatar ho visto netturbini pulire con una spugna piccole macchie sull’asfalto di strade pubbliche: non raccolgono mozziconi o pezzettini di carta perché nessuno osa gettarli per terra. È una lezione per alcune nostre città un tempo all’avanguardia nella custodia della bellezza e oggi soffocate dai rifiuti. Piccolezze? Da queste “piccolezze” si passa ai grossi affari, a materiali industriali inquinanti che possono uccidere migliaia di persone!
Se poi dovessi respirare l’aria viziata che viene da rifiuti tossici o da materiali usati come combustibile? E se l’acqua arrivasse a intervalli e l’elettricità scattasse appena attacchi una stufetta elettrica?
Normalmente, sono i ricchi che inquinano di più, chi ha case enormi, surriscaldate a tal punto da viverci tutto l’inverno con abbigliamento estivo. Sprechi di gas, di luce, di acqua, di vestiti e di cibo. I rifiuti di dispositivi elettronici o di elettrodomestici o prodotti tossici presso i ricchi sono sempre tanti, mentre i poveri non si permettono di sprecare nulla.
La natura cura e sana, ma se viene violentata si vendica, se viene inquinata ci fa ammalare. I fiori vanno rispettati come gli arredi di casa, i giardini vanno curati con amore come fossero nostri.
L’aria che respiriamo è di tutti, ma viene avvelenata per incuria o per grettezza: l’egoismo e l’amore per il guadagno possono condurre a veri crimini. Da bambini noi bevevamo senza paura l’acqua dei fiumi e dei ruscelli; oggi non possiamo più fidarci: persino sulle fonti dalle quali abbiamo attinto una vita intera, oggi troviamo scritto: “non potabile”.
La musica che allieta il creato? Ogni creatura ha un’armonia che diviene musica delicata e si armonizza delicatamente con la natura. Tra le forme di inquinamento c’è anche la musica strapazzata, il rumore eccessivo, quel fracasso artificiale stonato e fuori luogo: perché quegli altoparlanti a tutto volume che bucano i timpani in certe auto che sfrecciano nelle vie urbane? Perché le discoteche devono iniziare per forza dopo mezzanotte e negare il sonno non solo ai giovani che le frequentano ma anche ad anziani che abitano vicino?
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- Foto di Guillaume de Germain su Unsplash





