Alla scoperta dei missionari che per il 2025 hanno ricevuto il 37esimo Premio Cuore Amico (prima parte)
Orizzonti aperti… a dismisura!
(di Cuore Amico)
Aderendo agli ideali dei missionari saveriani è uscito dalla propria cultura, dai propri confini geografici e si è consacrato alla causa missionaria.
Originario di Sorico (Como), in più di 50 anni di missione padre Luigi Paggi ha vissuto tra i paria Rishi, impuri e intoccabili, combattendo l’analfabetismo per insegnare ai loro figli a leggere e scrivere.
Nel 2003 si è spostato a Ishwaripur, un villaggio tribale nel sud ovest del Bangladesh.
Nella Foresta del Sunderban, dove vive la tigre del Bengala, condivide la quotidianità con i Munda, tribù di fuori casta discriminati e in lotta per la conservazione della propria identità. Sono per lo più analfabeti e vivono in miseria.
Il suo impegno è per migliorarne le condizioni di vita e per «estirpare la malefica tradizione dei matrimoni forzati delle bambine in tenera età», come lui stesso scrive. Ne ha incoraggiate molte a ribellarsi disubbidendo ai genitori; ne ha ospitate a decine in missione offrendo un tetto, un letto e la possibilità di andare a scuola.
I Munda vivono in capanne di fango, in una zona esposta a cicloni e alluvioni. Il sogno di ognuno di loro è avere una casa in mattoni che resista ai disastri naturali.
Grazie al Premio Cuore Amico padre Luigi lo realizzerà, costruendo piccole casette. In cambio chi le abiterà si impegna a ospitare chi perde la propria casa durante un’alluvione.
Fonte e immagine
- Cuore Amico 9/25, p. 3




