III Domenica di Quaresima
Gesù scaccia i mercanti dal tempio
C’è misericordia nell’ira di Dio? Certamente si perché Dio è giusto e corregge. Difendere la Fede e il luogo di culto è un atto di giustizia. Quando Gesù a Gerusalemme trovò nel tempio, mercanti, animali e cambiavalute, rovesciò i loro tavoli, gettò a terra il denaro, cacciò tutti fuori dal tempio dicendo: portate via da qui queste cose, non fate della casa di mio Padre un mercato. Diversi artisti hanno illustrato questo episodio del Vangelo e tra questi c’è Gennari Bartolomeo che, nella prima metà del milleseicento, collaborò col Guercino, grande artista barocco, nel dipingere la tela oggi patrimonio del Palazzo Rosso di Genova.
Gesù grandeggia nella composizione ricca di personaggi dalle espressioni e dagli atteggiamenti più vari, mentre una luce forte e calda esalta ogni particolare. Il suo inserirsi con forza tra i mercanti è evidenziato non solo dal gesto, ma soprattutto dal rosso acceso della sua tunica e dal blu del suo manto. Colori che per secoli hanno simboleggiato con il rosso la regalità e con l’azzurro la divinità. Il volto del Cristo mantiene comunque una certa serenità e anche i venditori non dimostrano che un po’ di stupore. Certamente l’artista ha voluto mitigare l’asprezza del momento riconoscendo al Cristo, comunque, l’autorità e la priorità della giustizia e della correzione. I costumi dei personaggi non sono storicamente rispondenti al periodo vissuto al momento dell’episodio, molto probabilmente perché come avveniva nel seicento l‘insegnamento da ricevere era anche per il mondo a loro contemporaneo.

Mentre nel precedente episodio considerato, Gesù scaccia e corregge l’atteggiamento sbagliato, qui raduna intorno a se le folle e i suoi discepoli per insegnare la tenerezza della misericordia di Dio, che porta speranza e pace nel cuore dell’uomo.
È quindi la misericordia di Dio che salva l ‘uomo in qualsiasi modo questa si presenti.
Immagini
- Paola Carmen Salamino

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