Riscoprire il dono di Dio nella contemplazione

5 Maggio 2026

Un pensiero, questo del passaparola di oggi, che rispecchia profondamente la visione cristiana dell’ecologia integrale, spesso ispirata a San Francesco

Interessante come nel pensiero cristiano, più che la parola natura usiamo la parola “creazione”, che ha in sé una profondità più marcata e una vera esperienza spirituale. Infatti se la natura viene intesa come un sistema da conoscere, rispettare e gestire, il termine creazione ci parla di un dono di Dio e quindi di un vero progetto d’amore dove ogni creatura ha il suo posto specifico, il suo valore e la sua dignità.

E’ per questo allora che il nostro “guardare la natura” non è solo un fermarsi al suo esteriore, ma un riconoscerci parte di essa, sperimentando sia meraviglia come gratitudine per la bellezza di tutto il creato.

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Una natura che così diventa “trasparenza” del divino e ci permette di essere a contatto in continuazione con la presenza di Dio creatore. Ancora, il guardare così la creazione, comporta la responsabilità di proteggerla e non di sfruttarla, sforzandoci di cambiare il nostro rapporto con essa da meri spettatori, a persone piene di gratitudine.

Si! Se manca in noi la contemplazione, è molto facile cadere in un antropocentrismo superbo e distruttore che fa di noi uomini dei dominatori della natura, portandoci a sfruttarla fino a soffocarla. Ed è questo il nostro peccato, nel volerci mettere al posto di Dio rovinando così l’armonia del creato e il progetto di Dio sulla storia.

É fondamentale recuperare la nostra “dimensione contemplativa” guardando la natura e quindi tutto il creato non per averne profitto ma come un dono, come ben sottolineava Papa Francesco: “Contemplare è andare oltre l’utilità di una cosa che mai deve essere sfruttata proprio perché è sempre gratuita”.

E da buon gesuita, lo stesso Papa Francesco sottolinea le parole che Sant’Ignazio di Loyola colloca alla fine dei suoi esercizi spirituali, “invitandoci alla contemplazione per giungere all’amore”. Ossia a contemplare anche noi, a come Dio guarda le sue creature e gioisce con esse, perché scopre in esse la Sua presenza e con libertà e grazia le ama e se ne prende cura.

Ecco perché una vera esplosione di una coscienza nuova del creato in questi nostri tempi, pieni sì di contraddizioni ma anche di un incentivo nuovo e un aiuto ad immergerci in questa contemplazione e in questa lode della natura, cantando coralmente non solo con San Francesco d’Assisi ma con tutti i Francesco della storia: “Laudato sì’, o mi’ Signore”.

Fonte

  • “Passaparola” – Profilo Fb don Nino Carta (26 aprile 2026)

Immagine

  • Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

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