Dove stanno andando i nostri ragazzi?
Cronache recenti raccontano con frequenza un disagio giovanile diffuso: risse concordate, sopraffazione e preoccupanti fenomeni di emulazione.
Quando la realtà ci sbatte in faccia questi fatti, sorge spontanea una domanda amara: cosa sta succedendo ai nostri ragazzi?
Si denuncia spesso una drammatica perdita di valori, l’assenza di punti cardinali educativi e un vuoto affettivo che sfocia nell’aggressività del branco.
Tuttavia, fermarsi solo a questa narrazione significa cogliere solo una parte della realtà.
Il richiamo distruttivo dell’emulazione
Gli episodi di violenza minorile non rappresentano semplici sfoghi d’ira, ma un grido d’aiuto inascoltato. In una società rapida, iperconnessa e dominata dal mito della visibilità immediata, la mancanza di relazioni profonde genera isolamento.
Per molti adolescenti, il conformismo e l’imitazione di modelli negativi diventano l’unica via per colmare una solitudine pesante e affermare la propria identità.
La violenza è il sintomo evidente di una carenza di riferimenti stabili: un bisogno disperato di riconoscimento che fatica a trovare adulti capaci di proporre percorsi costruttivi.
L’altra gioventù: la forza del volontariato e della missione
Accanto a questa ferita sociale, vive però una moltitudine silenziosa di ragazzi che percorre una direzione diametralmente opposta. Sono giovani che scelgono la strada del volontariato, che investono il proprio tempo libero in esperienze missionarie, nel supporto a persone fragili o nella tutela del bene comune.
Questa gioventù dimostra che la solidarietà e l'altruismo non sono affatto scomparsi: necessitano solo di contesti fertili in cui germogliare.
Quando ai giovani viene offerta una testimonianza coerente e una fiducia sincera, essi rispondono con entusiasmo, dimostrando che il desiderio di bene è autentico e contagioso.
Seminare vicinanza: HIC SUM e le opere di misericordia
Per sottrarre le nuove generazioni alla trappola dell’emulazione violenta occorre ricostruire comunità accoglienti.
La risposta più efficace risiede nel riscoprire la concretezza delle «opere di misericordia», vissute come prassi viva di prossimità, ascolto e condivisione. È l’orizzonte verso cui cammina spazio + spadoni: offrire contesti educativi in cui ciascuno sia valorizzato per ciò che è.
Rispondere alla chiamata di HIC SUM significa farsi presenti dove lo smarrimento è più acuto. Coinvolgere i giovani nel servizio e nella fraternità permette loro di comprendere che la vera grandezza non risiede nella prevaricazione, ma nel dono sincero di sé agli altri.
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