Una nuova Tac per Ikonda

11 Febbraio 2025

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Su Missioni Consolata, il racconto dell’inaugurazione della nuova Tac al “Consolata hospital Ikonda” in Tanzania (20 settembre 2024)

Nella Giornata Mondiale del Malato, il pensiero di spazio + spadoni corre anche agli ammalati di tutto il mondo, a quelle persone che non possono curarsi perché non ne hanno la possibilità.
Va raccontata, quindi, la notizia di una nuova tac in un ospedale con 404 posti letto in Tanzania: un centro sanitario aperto dai Missionari della Consolata nel 1962 che, col tempo, si è ampliato, divenendo un faro di speranza per la gente dei dintorni 

(a cura di p. Gigi Anataloni, IMC)

Caspita, 316mila euro non sono noccioline. Anche se, per chi sfreccia con i bolidi di «Formula uno», o chi batte e ribatte le palline gialle da tennis, o chi rincorre il variopinto pallone da calcio, 316mila euro sono quasi quisquilie. Ma quisquilie non sono né noccioline per il Consolata hospital Ikonda in Tanzania.

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L’ospedale conta 404 posti letto, sei sale operatorie e cura le principali patologie con la presenza di 349 persone: medici, farmacisti, infermieri, tecnici di laboratorio, addetti alle pulizie, ecc. Gli ammalati provengono soprattutto da Morogoro, Iringa, Njombe, Songea, Mbeya, Rukwa, Katavi, ma qualcuno viene anche da più lontano, persino dall’isola di Zanzibar. I bambini del distretto di Makete fino ai 10 anni vengono curati gratuitamente, mentre i pazienti Hiv ricevono alcune prestazioni gratuite, così come le partorienti del distretto.

Il centro sanitario è dei Missionari della Consolata. Fu costruito nel 1962, e successivamente ampliato. Venne inaugurato ufficialmente un anno dopo l’indipendenza del Tanzania con Julius Nyerere presidente, il quale affermava: «I nemici del nostro paese sono la povertà, l’ignoranza e la malattia».

Il Consolata hospital Ikonda affrontò subito «il nemico» malattia.

L’ospedale sorge fra le montagne dell’Ukinga a 2.050 metri di altitudine. Dista circa 800 chilometri da Dar Es Salaam, la capitale del Tanzania. Fino a tre anni fa, gli ultimi 90 chilometri da Njombe a Ikonda erano in terra battuta, una salita scivolosa durante le piogge, rasente precipizi. Oggi da Mbeya giunge ogni giorno un autobus stracolmo di ammalati: affronta nebbie fitte, pantani traditori, pietre massacranti, buche da sprofondare. Il tutto per 7-8 ore, se non capitano guasti meccanici.

(P. Gigi Anataloni (Missioni Consolata, 1 Dicembre 2024)

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