Venezuela, cresce il dolore: salgono le vittime del terremoto

26 Giugno 2026

Sale il bilancio delle vittime del terremoto in Venezuela

Il tempo, dopo un terremoto, non scorre mai normalmente. Ogni ora che passa porta con sé nuove speranze, ma anche nuovi lutti.
È quanto sta accadendo in Venezuela, dove il bilancio del devastante doppio sisma continua purtroppo ad aggravarsi.

Le autorità hanno aggiornato nelle ultime ore il numero delle vittime, che ha ormai superato le 180 persone, mentre i feriti sono oltre 1.500. Ma il dato che più colpisce è quello delle persone di cui non si hanno ancora notizie. La piattaforma online “Desaparecidos Terremoto Venezuela”, nata per aiutare le famiglie a ritrovare i propri cari, ha già raccolto più di 42.000 segnalazioni di dispersi, un numero destinato purtroppo a variare con il proseguire delle operazioni di soccorso.

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Il Venezuela è stato colpito da due violentissime scosse di magnitudo 7.2 e 7.5, avvenute a meno di un minuto di distanza l’una dall’altra. Si tratta dell’evento sismico più potente registrato nel Paese da oltre un secolo. Interi quartieri sono stati devastati, soprattutto nelle aree di La Guaira e della capitale Caracas, dove decine di edifici sono crollati e migliaia di persone hanno trascorso la notte all’aperto, temendo nuove scosse di assestamento.

I soccorritori lavorano senza sosta tra montagne di macerie. Ogni salvataggio, come quello dei tre bambini estratti vivi, viene accolto da applausi e lacrime, ma con il passare delle ore diminuiscono le possibilità di trovare superstiti. Le difficoltà sono enormi: strade danneggiate, interruzioni dell’energia elettrica, problemi nelle comunicazioni e risorse limitate rallentano gli interventi. A sostenere le squadre locali stanno arrivando aiuti e offerte di collaborazione da numerosi Paesi e organizzazioni internazionali.

Dietro i numeri, però, ci sono volti e storie. Quelle dei genitori che cercano i figli, dei bambini che attendono notizie dei propri familiari, delle persone che hanno perso in pochi secondi la casa, il lavoro e ogni punto di riferimento. Le migliaia di segnalazioni pubblicate sulla piattaforma dei dispersi raccontano l’altra faccia della tragedia: quella dell’incertezza, forse la ferita più difficile da sopportare.

Per i credenti questo è il tempo della preghiera, e per tutti è quello della solidarietà concreta. Le comunità cristiane, gli organismi umanitari e le reti ecclesiali sono già in azione per sostenere le popolazioni colpite. Papa Leone XIV ha inviato un primo aiuto di 100mila euro al Paese.

Il Venezuela oggi ha bisogno di aiuti materiali, ma anche di una comunità internazionale capace di restare accanto a un popolo ferito anche quando l’attenzione mediatica diminuirà. È allora che inizierà la ricostruzione più difficile: quella delle case, delle relazioni e della speranza.

Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

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