Suore in ospedale, testimoni di misericordia

il: 

15 Luglio 2025

di: 

fiori-ospedale

La storia di suor Ana Maria Lizarrondo e le sue opere di misericordia soprattutto tra i piccoli malati bambini poliomelitici

Il sito delle Suore ospedaliere presenta i “Testimoni di misericordia” della Famiglia Ospedaliera. Tra loro, emerge in modo singolare la figura di Suor Ana Maria Lizarrondo, una religiosa che incarna concretamente l’amore di Cristo attraverso l’impegno verso i più vulnerabili.

Una chiamata fin da bambina

Fin da piccola, Suor Ana Maria ha avvertito, in modo profondo e interiore, la voce che la chiamava a vivere la misericordia. Non un richiamo uditivo, ma una percezione del volto compassionevole di Dio che la spingeva a donarsi agli altri. Questo stimolo interiore l’ha portata a scelte concrete: lasciare famiglia e affetti per entrare nella Famiglia Ospedaliera, seguendo il carisma del fondatore, San Benedetto Menni, che invita ad accogliere “il volto sofferente di Cristo”.

La misericordia vissuta in prima linea

Il carisma delle Suore Ospedaliere si fonda sull’azione concreta al capezzale dei malati, compiendo le opere di misericordia corporali: visitare gli ammalati, assistere i poveri, soccorrere i sofferenti. Suor Ana Maria ha fatto di queste opere non soltanto un dovere, ma “un cuore che si commuove e si attiva di fronte al dolore”, secondo le belle parole di una collega.

Nel suo servizio quotidiano, la suora compie atti semplici — portare acqua, cambiare bende, ascoltare paure, confortare — ma profondamente efficaci: sono gocce che diventano oceano di misericordia.

Il consiglio di San Benedetto Menni di “avvicinarsi con fantasia della carità” si traduce, nelle sue parole e gesti, in un insegnamento vitae: pregare, ascoltare, perdonare, incoraggiare chi è scoraggiato. Perciò, testimonia che la misericordia non è solo conforto, ma evangelizzazione incarnata.

Suor Ana Maria Lizarrondo è un esempio vivo di carità evangelica: attraverso le opere di misericordia, trasforma la compassione in “atto” e in presenza. Il suo cammino ci sfida a non restare passivi, ma a diventare “strumenti” di misericordia nel nostro quotidiano: nelle nostre case, nei luoghi di servizio, nei momenti di sofferenza altrui.

Fonte

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La storia di suor Ana Maria Lizarrondo e le sue opere di misericordia soprattutto tra i piccoli malati bambini poliomelitici

Il sito delle Suore ospedaliere presenta i “Testimoni di misericordia” della Famiglia Ospedaliera. Tra loro, emerge in modo singolare la figura di Suor Ana Maria Lizarrondo, una religiosa che incarna concretamente l’amore di Cristo attraverso l’impegno verso i più vulnerabili.

Una chiamata fin da bambina

Fin da piccola, Suor Ana Maria ha avvertito, in modo profondo e interiore, la voce che la chiamava a vivere la misericordia. Non un richiamo uditivo, ma una percezione del volto compassionevole di Dio che la spingeva a donarsi agli altri. Questo stimolo interiore l’ha portata a scelte concrete: lasciare famiglia e affetti per entrare nella Famiglia Ospedaliera, seguendo il carisma del fondatore, San Benedetto Menni, che invita ad accogliere “il volto sofferente di Cristo”.

La misericordia vissuta in prima linea

Il carisma delle Suore Ospedaliere si fonda sull’azione concreta al capezzale dei malati, compiendo le opere di misericordia corporali: visitare gli ammalati, assistere i poveri, soccorrere i sofferenti. Suor Ana Maria ha fatto di queste opere non soltanto un dovere, ma “un cuore che si commuove e si attiva di fronte al dolore”, secondo le belle parole di una collega.

Nel suo servizio quotidiano, la suora compie atti semplici — portare acqua, cambiare bende, ascoltare paure, confortare — ma profondamente efficaci: sono gocce che diventano oceano di misericordia.

Il consiglio di San Benedetto Menni di “avvicinarsi con fantasia della carità” si traduce, nelle sue parole e gesti, in un insegnamento vitae: pregare, ascoltare, perdonare, incoraggiare chi è scoraggiato. Perciò, testimonia che la misericordia non è solo conforto, ma evangelizzazione incarnata.

Suor Ana Maria Lizarrondo è un esempio vivo di carità evangelica: attraverso le opere di misericordia, trasforma la compassione in “atto” e in presenza. Il suo cammino ci sfida a non restare passivi, ma a diventare “strumenti” di misericordia nel nostro quotidiano: nelle nostre case, nei luoghi di servizio, nei momenti di sofferenza altrui.

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