Mettersi in dialogo

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31 Marzo 2026

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dialogo-ascolto-misericordia
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Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

Una nuova rubrica per ospitare i “Passaparola” di don Nino Carta, sacerdote per diversi anni in Brasile: il dialogo, tra le espressioni più profonde dell’amore

Quale è la condizione essenziale del mettersi in dialogo?

Per la mia esperienza, sono convinto che è la capacità che uno ha di porsi dal punto di vista dell’altro, perché questo richiede un atteggiamento di rispetto.

Ed è anche per questo che il dialogare seriamente diventa così un accogliersi con cordialità, frutto del saper abbassare le proprie difese per aprire le porte non solo della nostra casa ma anche del nostro cuore, per offrire amore, amicizia, calore umano e, perché no? anche … calore divino.

Quando il nostro metterci in dialogo è serio, non solo non temiamo il confronto, anzi lo speriamo in continuazione, perché se siamo persone intelligenti, siamo convinti che è una vera ricchezza e una vera grazia.

Per noi cristiani, poi, metterci in dialogo non è solo un dovere ma un atto di intelligenza sopraffina, proprio perché il dialogo è una delle espressioni più profonde dell’amore.

Quando tra noi manca il dialogo, manca una delle espressioni più concrete dell’amarci che ci aiuta a superare il monologo, quando invece sapiamo che soltanto nel dialogo possiamo sperimentare la vera armonia dei nostri cuori e delle nostre anime.

Ma come puntare seriamente al dialogo?

C’è un dialogo che avviene con lo sguardo e che non ha bisogno di parole, perché è un guardarsi negli occhi senza sfidarsi, un avvicinarsi senza incutere soggezione e un accogliere senza pretendere di essere accolti.

Quante volte, nelle prove della corale polifonica, ho cercato di insegnare come deve esistere un dialogo profondo tra le voci, perché la vera armonia si conquista non nell’ascolto innamorato della propria voce, ma in un cantare soave in modo da poter ascoltare la voce del corista chile ci sta accanto: così si, può nascere la vera armonia e la vera polifonia.Ancora, come ho già accennato altre volte in qualche passaparola, il saper dialogare è il DNA della natura.

Quando mi immergo silenzioso in mezzo al parco davanti a casa, posso sentire l’emozionante dialogo tra le brezze, tra i profumi, tra i colori e tra i suoni; e la pace che dona mi fa capire che sono in mezzo all’armonia del Creato.

Si! Dialogare è vivere veramente cone vive la Trinità: un vai e vieni d’amore che inebria, affascina e appaga.
Quando ne facciamo l’esperienza, con certezza possiamo dire: “Ne vale veramente la pena!”.

Fonte

  • “Passaparola” – Profilo Fb don Nino Carta (13 marzo 2026)

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  • Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

Una nuova rubrica per ospitare i “Passaparola” di don Nino Carta, sacerdote per diversi anni in Brasile: il dialogo, tra le espressioni più profonde dell’amore

Quale è la condizione essenziale del mettersi in dialogo?

Per la mia esperienza, sono convinto che è la capacità che uno ha di porsi dal punto di vista dell’altro, perché questo richiede un atteggiamento di rispetto.

Ed è anche per questo che il dialogare seriamente diventa così un accogliersi con cordialità, frutto del saper abbassare le proprie difese per aprire le porte non solo della nostra casa ma anche del nostro cuore, per offrire amore, amicizia, calore umano e, perché no? anche … calore divino.

Quando il nostro metterci in dialogo è serio, non solo non temiamo il confronto, anzi lo speriamo in continuazione, perché se siamo persone intelligenti, siamo convinti che è una vera ricchezza e una vera grazia.

Per noi cristiani, poi, metterci in dialogo non è solo un dovere ma un atto di intelligenza sopraffina, proprio perché il dialogo è una delle espressioni più profonde dell’amore.

Quando tra noi manca il dialogo, manca una delle espressioni più concrete dell’amarci che ci aiuta a superare il monologo, quando invece sapiamo che soltanto nel dialogo possiamo sperimentare la vera armonia dei nostri cuori e delle nostre anime.

Ma come puntare seriamente al dialogo?

C’è un dialogo che avviene con lo sguardo e che non ha bisogno di parole, perché è un guardarsi negli occhi senza sfidarsi, un avvicinarsi senza incutere soggezione e un accogliere senza pretendere di essere accolti.

Quante volte, nelle prove della corale polifonica, ho cercato di insegnare come deve esistere un dialogo profondo tra le voci, perché la vera armonia si conquista non nell’ascolto innamorato della propria voce, ma in un cantare soave in modo da poter ascoltare la voce del corista chile ci sta accanto: così si, può nascere la vera armonia e la vera polifonia.Ancora, come ho già accennato altre volte in qualche passaparola, il saper dialogare è il DNA della natura.

Quando mi immergo silenzioso in mezzo al parco davanti a casa, posso sentire l’emozionante dialogo tra le brezze, tra i profumi, tra i colori e tra i suoni; e la pace che dona mi fa capire che sono in mezzo all’armonia del Creato.

Si! Dialogare è vivere veramente cone vive la Trinità: un vai e vieni d’amore che inebria, affascina e appaga.
Quando ne facciamo l’esperienza, con certezza possiamo dire: “Ne vale veramente la pena!”.

Fonte

  • “Passaparola” – Profilo Fb don Nino Carta (13 marzo 2026)

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  • Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
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