Portare la pace nei nostri ambienti

il: 

21 Aprile 2026

di: 

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Foto di Katya Azimova su Unsplash

La rubrica per ospitare i “Passaparola” di don Nino Carta, sacerdote per diversi anni in Brasile: c’è bisogno di pace e di opere di misericordia

La pace è un seme che richiede cura, costanza e coraggio a partire da noi stessi, dalle nostre scelte quotidiane, per poter fare la nostra parte nella costruzione di un mondo più giusto e più umano.

Tutte le violenze e le guerre che nel nostro tempo stanno devastando la convivenza e la serenità tra le nazioni e fra noi, iniziando dalle nostre famiglie, hanno come causa la mancanza di piccoli, semplici ma potenti gesti di pace intorno a noi.

Molto spesso, pensiamo alla pace come ad un obiettivo lontano, riservato a grandi eventi o chissà alle decisioni politiche dei grandi della terra, mentre in realtà la pace si costruisce passo dopo passo nelle azioni di ogni giorno, soprattutto nelle relazioni tra noi e nei valori che ci impegniamo a vivere ogni giorno.

In un mondo segnato da conflitti sociali e tensioni globali, ogni piccolo gesto conta, è importante: dalla scelta di ascoltare chi ci sta intorno, alla apertura verso le diversità, fino alla responsabilità di informarci correttamente, senza cadere nella trappola ingannevole della propaganda.

Ed esempi, grazie a Dio, nonostante tante guerre e violenze, ne vediamo emergere ogni giorno:

  • Comunità che si uniscono per accogliere rifugiati.
  • Giovani che promuovono iniziative di dialogo interculturale.
  • Associazioni che sostengono la tutela dei diritti umani e ambientali…

Portare la pace nei nostri ambienti è vivere l’esperienza dell’amore tra noi nei piccoli gesti di ogni giorno, sia in famiglia che nel nostro ambiente di lavoro e nelle nostre comunità.

Per questo, forse, ci possono aiutare concretamente cinque gesti del nostro vivere giornaliero:
1. Saper ascoltare in profondità e con la mente libera da pregiudizi anche chi la pensa diversamente da noi, partendo dal principio che i nostri fratelli sono più importanti delle loro ideologie.
2. Imparare e sforzarci a chiedere sempre scusa, anche quando questo ci sembra difficile.
3. Per chi di noi frequenta e usa i social, stare attenti e riflettere prima di postare qualcosa on-line per non seminare zizzania.
4. Essere attenti e cercare di aiutare chi è vicino a noi, coscienti che ogni piccolo atto d’amore è un contributo per la pace.
5. Ancora, avere cura di noi stessi: non possiamo infatti portare la pace fuori di noi, se non la coltiviamo dentro di noi.
6. Ed infine, cercare di stare attenti ogni momento, perché la pace non è una idea vaga e lontana, ma una scelta concreta da fare ogni giorno sapendoci rapportare non solo con le persone, ma anche con l’ambiente intorno a noi.

Diceva con sapienza Gandhi: “Non esiste un cammino per la pace, perché è la pace il cammino“.

Ed ecco una mia esperienza di questi giorni: non immaginate che momento stupendo di pace ho sperimentato dopo essermi confessato prima di Pasqua.
Ho sentito molto forte dentro di me ed ho potuto capire sempre di più come la pace più che un fare è un essere, ossia che solo quando “sono pace” posso portare la pace dappertutto, iniziando proprio dai nostri ambienti.

Allora: volete essere portatori di pace?

Sforzatevi sempre di “essere pace” e vedrete che la pace che è in voi informerà i vostri ambienti come per osmosi.

Fonte

  • “Passaparola” – Profilo Fb don Nino Carta (10 aprile 2026)

Immagine

La rubrica per ospitare i “Passaparola” di don Nino Carta, sacerdote per diversi anni in Brasile: c’è bisogno di pace e di opere di misericordia

La pace è un seme che richiede cura, costanza e coraggio a partire da noi stessi, dalle nostre scelte quotidiane, per poter fare la nostra parte nella costruzione di un mondo più giusto e più umano.

Tutte le violenze e le guerre che nel nostro tempo stanno devastando la convivenza e la serenità tra le nazioni e fra noi, iniziando dalle nostre famiglie, hanno come causa la mancanza di piccoli, semplici ma potenti gesti di pace intorno a noi.

Molto spesso, pensiamo alla pace come ad un obiettivo lontano, riservato a grandi eventi o chissà alle decisioni politiche dei grandi della terra, mentre in realtà la pace si costruisce passo dopo passo nelle azioni di ogni giorno, soprattutto nelle relazioni tra noi e nei valori che ci impegniamo a vivere ogni giorno.

In un mondo segnato da conflitti sociali e tensioni globali, ogni piccolo gesto conta, è importante: dalla scelta di ascoltare chi ci sta intorno, alla apertura verso le diversità, fino alla responsabilità di informarci correttamente, senza cadere nella trappola ingannevole della propaganda.

Ed esempi, grazie a Dio, nonostante tante guerre e violenze, ne vediamo emergere ogni giorno:

  • Comunità che si uniscono per accogliere rifugiati.
  • Giovani che promuovono iniziative di dialogo interculturale.
  • Associazioni che sostengono la tutela dei diritti umani e ambientali…

Portare la pace nei nostri ambienti è vivere l’esperienza dell’amore tra noi nei piccoli gesti di ogni giorno, sia in famiglia che nel nostro ambiente di lavoro e nelle nostre comunità.

Per questo, forse, ci possono aiutare concretamente cinque gesti del nostro vivere giornaliero:
1. Saper ascoltare in profondità e con la mente libera da pregiudizi anche chi la pensa diversamente da noi, partendo dal principio che i nostri fratelli sono più importanti delle loro ideologie.
2. Imparare e sforzarci a chiedere sempre scusa, anche quando questo ci sembra difficile.
3. Per chi di noi frequenta e usa i social, stare attenti e riflettere prima di postare qualcosa on-line per non seminare zizzania.
4. Essere attenti e cercare di aiutare chi è vicino a noi, coscienti che ogni piccolo atto d’amore è un contributo per la pace.
5. Ancora, avere cura di noi stessi: non possiamo infatti portare la pace fuori di noi, se non la coltiviamo dentro di noi.
6. Ed infine, cercare di stare attenti ogni momento, perché la pace non è una idea vaga e lontana, ma una scelta concreta da fare ogni giorno sapendoci rapportare non solo con le persone, ma anche con l’ambiente intorno a noi.

Diceva con sapienza Gandhi: “Non esiste un cammino per la pace, perché è la pace il cammino“.

Ed ecco una mia esperienza di questi giorni: non immaginate che momento stupendo di pace ho sperimentato dopo essermi confessato prima di Pasqua.
Ho sentito molto forte dentro di me ed ho potuto capire sempre di più come la pace più che un fare è un essere, ossia che solo quando “sono pace” posso portare la pace dappertutto, iniziando proprio dai nostri ambienti.

Allora: volete essere portatori di pace?

Sforzatevi sempre di “essere pace” e vedrete che la pace che è in voi informerà i vostri ambienti come per osmosi.

Fonte

  • “Passaparola” – Profilo Fb don Nino Carta (10 aprile 2026)

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Foto di Katya Azimova su Unsplash

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