Volere il bene dell’altro

Foto di micheile henderson su Unsplash
Una nuova rubrica per ospitare i “Passaparola” di don Nino Carta, sacerdote per diversi anni in Brasile, oggi direttore del CMD di Ozieri, in Sardegna
Volere il bene dell’altro, con un cuore misericordioso, compassionevole e bene-volente, è il modo migliore per creare un rapporto serio, profondo e personale con tutti. L’aggettivo benevolente del passaparola di oggi infatti sempre si coniuga con il “benedicente”.
Mi pare di aver sottolineato qualche altra volta come il “bene-volente” riesce a penetrare nell’anima degli altri e scoprire così quale è il loro vero bene.
Il bene-volente infatti è mosso sì da un sentimento del cuore, ma anche da una luce della mente che fa intravedere ciò che è più importante per l’altro, ossia ciò di cui ha veramente bisogno per essere felice.
Ecco perché una cosa è voler bene, un’altra cosa è “volere il bene”, che non necessariamente coincide col sentimento affettuoso del voler bene.
Se vogliamo aiutare gli altri a crescere veramente, e crescere anche noi con loro, dobbiamo puntare sul “volere il bene dell’altro”.
E questo a volte può assumere anche la modalità di un momento difficile e doloroso di chiarimento o di qualche rimprovero per cui non sempre è facile, ma se siamo spinti dall’amore vero, senza attaccamenti, prima o poi arriverà la luce.
Ed è proprio questo che oggi il passaparola ci vuole aiutare a scoprire, passando dal solo “voler bene” al “volere il bene” dell’altro.
Concretamente questo vorrà dire chissà… non nascondere la sporcizia sotto il tappeto dei nostri rapporti, avendo il coraggio di sollevare il tappeto per pulire bene.
E se c’è qualche lacrima che scende… dai, benedette siano: senza la croce infatti mai riusciremo ad avere una luce vera.
Più che il voler bene, è il “volere il bene” la vera chiave dell’esperienza educativa e luminosa del nostro cammino di fede.
Ci vogliamo tentare?
Fonte
- “Passaparola” – Profilo Fb don Nino Carta (28 febbraio 2026)
Immagine
- Foto di micheile henderson su Unsplash
Una nuova rubrica per ospitare i “Passaparola” di don Nino Carta, sacerdote per diversi anni in Brasile, oggi direttore del CMD di Ozieri, in Sardegna
Volere il bene dell’altro, con un cuore misericordioso, compassionevole e bene-volente, è il modo migliore per creare un rapporto serio, profondo e personale con tutti. L’aggettivo benevolente del passaparola di oggi infatti sempre si coniuga con il “benedicente”.
Mi pare di aver sottolineato qualche altra volta come il “bene-volente” riesce a penetrare nell’anima degli altri e scoprire così quale è il loro vero bene.
Il bene-volente infatti è mosso sì da un sentimento del cuore, ma anche da una luce della mente che fa intravedere ciò che è più importante per l’altro, ossia ciò di cui ha veramente bisogno per essere felice.
Ecco perché una cosa è voler bene, un’altra cosa è “volere il bene”, che non necessariamente coincide col sentimento affettuoso del voler bene.
Se vogliamo aiutare gli altri a crescere veramente, e crescere anche noi con loro, dobbiamo puntare sul “volere il bene dell’altro”.
E questo a volte può assumere anche la modalità di un momento difficile e doloroso di chiarimento o di qualche rimprovero per cui non sempre è facile, ma se siamo spinti dall’amore vero, senza attaccamenti, prima o poi arriverà la luce.
Ed è proprio questo che oggi il passaparola ci vuole aiutare a scoprire, passando dal solo “voler bene” al “volere il bene” dell’altro.
Concretamente questo vorrà dire chissà… non nascondere la sporcizia sotto il tappeto dei nostri rapporti, avendo il coraggio di sollevare il tappeto per pulire bene.
E se c’è qualche lacrima che scende… dai, benedette siano: senza la croce infatti mai riusciremo ad avere una luce vera.
Più che il voler bene, è il “volere il bene” la vera chiave dell’esperienza educativa e luminosa del nostro cammino di fede.
Ci vogliamo tentare?
Fonte
- “Passaparola” – Profilo Fb don Nino Carta (28 febbraio 2026)
Immagine
- Foto di micheile henderson su Unsplash

Foto di micheile henderson su Unsplash


