Salmo 22
1. L’Antico Testamento ci presenta IHWH come il “Pastore di Israele” (Gen 48,15): “Il Signore è il mio pastore…, su pascoli erbosi mi fa riposare” (Sl 22); “Tu, pastore di Israele,.., guidi Giuseppe come un gregge” (Sl 80,2; cfr Is 40,11). Dio si serve di uomini (giudici, re, profeti) per pascere Israele: ma spesso questi sono indegni, mercenari, e lasciano perire il gregge loro affidato (Ger 23,1-3; Ez 34,1-10). Ma, alla fine dei tempi, IHWH stesso si prenderà cura del gregge (Ger 23,3), lo radunerà (Mi 4,6), lo ricondurrà (Ger 50,19), e infine lo custodirà (Ger 31,10; Ez 34,11-22). Per far ciò, dice IHWH: “Io susciterò per loro un pastore che pascerà le mie pecore, Davide mio servo. Egli le condurrà al pascolo, sarà il loro pastore” (Ez 34,23-24). Nasce l’attesa del pastore messianico, che “pascerà con la forza del Signore” (Mi 5,3): che però sarà colpito (Zac 13,7), trafitto (Zac 12,10), e la cui morte sarà salutare (Zac 13,1).
2. Quale tenerezza nella definizione di Gesù come pastore: c’è tutta la sua agàpe, la sua provvidenza, il suo pensare a ciascuno di noi, preoccupandosi di noi, conoscendo i nostri ritmi, preparando per noi acque e pascoli tranquilli, conducendoci pian piano anche nelle tenebre e nei pericoli, difendendoci, recuperandoci se smarriti, dando la vita per noi! Quale sicurezza, quale serenità, quale pace quale gioia deve nascere per noi dalla contemplazione di questo mistero!
3. Non siamo più noi a dover gestire, programmare la nostra vita. Non siamo più noi a dover cercare la nostra strada. Non siamo più soli nel pericolo e nelle difficoltà. C’è Dio che pensa a noi, provvede a noi, ci aiuta. Si scioglie la nostra ansia, la nostra angoscia: “Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita”.
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Salmo IV DOMENICA DI QUARESIMA
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Salmo 22
1. L’Antico Testamento ci presenta IHWH come il “Pastore di Israele” (Gen 48,15): “Il Signore è il mio pastore…, su pascoli erbosi mi fa riposare” (Sl 22); “Tu, pastore di Israele,.., guidi Giuseppe come un gregge” (Sl 80,2; cfr Is 40,11). Dio si serve di uomini (giudici, re, profeti) per pascere Israele: ma spesso questi sono indegni, mercenari, e lasciano perire il gregge loro affidato (Ger 23,1-3; Ez 34,1-10). Ma, alla fine dei tempi, IHWH stesso si prenderà cura del gregge (Ger 23,3), lo radunerà (Mi 4,6), lo ricondurrà (Ger 50,19), e infine lo custodirà (Ger 31,10; Ez 34,11-22). Per far ciò, dice IHWH: “Io susciterò per loro un pastore che pascerà le mie pecore, Davide mio servo. Egli le condurrà al pascolo, sarà il loro pastore” (Ez 34,23-24). Nasce l’attesa del pastore messianico, che “pascerà con la forza del Signore” (Mi 5,3): che però sarà colpito (Zac 13,7), trafitto (Zac 12,10), e la cui morte sarà salutare (Zac 13,1).
2. Quale tenerezza nella definizione di Gesù come pastore: c’è tutta la sua agàpe, la sua provvidenza, il suo pensare a ciascuno di noi, preoccupandosi di noi, conoscendo i nostri ritmi, preparando per noi acque e pascoli tranquilli, conducendoci pian piano anche nelle tenebre e nei pericoli, difendendoci, recuperandoci se smarriti, dando la vita per noi! Quale sicurezza, quale serenità, quale pace quale gioia deve nascere per noi dalla contemplazione di questo mistero!
3. Non siamo più noi a dover gestire, programmare la nostra vita. Non siamo più noi a dover cercare la nostra strada. Non siamo più soli nel pericolo e nelle difficoltà. C’è Dio che pensa a noi, provvede a noi, ci aiuta. Si scioglie la nostra ansia, la nostra angoscia: “Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita”.
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Salmo 22
1. L’Antico Testamento ci presenta IHWH come il “Pastore di Israele” (Gen 48,15): “Il Signore è il mio pastore…, su pascoli erbosi mi fa riposare” (Sl 22); “Tu, pastore di Israele,.., guidi Giuseppe come un gregge” (Sl 80,2; cfr Is 40,11). Dio si serve di uomini (giudici, re, profeti) per pascere Israele: ma spesso questi sono indegni, mercenari, e lasciano perire il gregge loro affidato (Ger 23,1-3; Ez 34,1-10). Ma, alla fine dei tempi, IHWH stesso si prenderà cura del gregge (Ger 23,3), lo radunerà (Mi 4,6), lo ricondurrà (Ger 50,19), e infine lo custodirà (Ger 31,10; Ez 34,11-22). Per far ciò, dice IHWH: “Io susciterò per loro un pastore che pascerà le mie pecore, Davide mio servo. Egli le condurrà al pascolo, sarà il loro pastore” (Ez 34,23-24). Nasce l’attesa del pastore messianico, che “pascerà con la forza del Signore” (Mi 5,3): che però sarà colpito (Zac 13,7), trafitto (Zac 12,10), e la cui morte sarà salutare (Zac 13,1).
2. Quale tenerezza nella definizione di Gesù come pastore: c’è tutta la sua agàpe, la sua provvidenza, il suo pensare a ciascuno di noi, preoccupandosi di noi, conoscendo i nostri ritmi, preparando per noi acque e pascoli tranquilli, conducendoci pian piano anche nelle tenebre e nei pericoli, difendendoci, recuperandoci se smarriti, dando la vita per noi! Quale sicurezza, quale serenità, quale pace quale gioia deve nascere per noi dalla contemplazione di questo mistero!
3. Non siamo più noi a dover gestire, programmare la nostra vita. Non siamo più noi a dover cercare la nostra strada. Non siamo più soli nel pericolo e nelle difficoltà. C’è Dio che pensa a noi, provvede a noi, ci aiuta. Si scioglie la nostra ansia, la nostra angoscia: “Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita”.
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