Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
Il Vangelo odierno ritorna sul tema della riconciliazione di domenica scorsa, focalizzando però l’attenzione sul dovere di perdonare sempre e tutti, senza se e senza ma.
Ricordiamoci bene: il perdono di Dio sempre precede la nostra riconciliazione con il prossimo. Ma poi la esige in maniera cogente: la mancanza della pacificazione con gli altri annullerà la misericordia di Dio. Nella parabola odierna, un Padrone condona a un suo servo un debito immenso: diecimila talenti, una somma esorbitante; un talento pesa circa 34 chili, quindi 340 tonnellate di oro o di argento! Ma questi non sa perdonare un piccolo debito di un altro servo: cento denari; il denaro è la paga giornaliera di un contadino: in proporzione alla prima somma, pochi spiccioli. Gesù conclude: “Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: «Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu avere pietà del tuo compagno, come io ho avuto pietà di te?». E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore il vostro fratello” (Mt 18,23-35).
Afferma il Catechismo: “Ora, ed è cosa tremenda, il flusso di misericordia che viene da Dio non può giungere al nostro cuore finché noi non abbiamo perdonato a chi ci ha offeso… Nel rifiuto di perdonare ai nostri fratelli e alle nostre sorelle, il nostro cuore si chiude e la sua durezza lo rende impermeabile all’amore misericordioso del Padre” (CCC, n, 2840). Solo l’amore al prossimo ci apre all’amore di Dio: solo “chi ama conosce Dio; chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è Amore” (1 Gv 4,7-8).
Dice San Paolo: “E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe” (1 Cor 13,3): se anche facessi mille turni di servizio alla Misericordia ma non sapessi perdonare chi mi ha offeso o portassi rancore contro qualcuno, il mio impegno sarebbe vano.
Buona Misericordia a tutti!
Chi volesse leggere un’esegesi più completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a migliettacarlo@gmail.com.
Vangelo di Domenica 13 Settembre: Matteo 18, 21-35
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Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
Il Vangelo odierno ritorna sul tema della riconciliazione di domenica scorsa, focalizzando però l’attenzione sul dovere di perdonare sempre e tutti, senza se e senza ma.
Ricordiamoci bene: il perdono di Dio sempre precede la nostra riconciliazione con il prossimo. Ma poi la esige in maniera cogente: la mancanza della pacificazione con gli altri annullerà la misericordia di Dio. Nella parabola odierna, un Padrone condona a un suo servo un debito immenso: diecimila talenti, una somma esorbitante; un talento pesa circa 34 chili, quindi 340 tonnellate di oro o di argento! Ma questi non sa perdonare un piccolo debito di un altro servo: cento denari; il denaro è la paga giornaliera di un contadino: in proporzione alla prima somma, pochi spiccioli. Gesù conclude: “Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: «Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu avere pietà del tuo compagno, come io ho avuto pietà di te?». E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore il vostro fratello” (Mt 18,23-35).
Afferma il Catechismo: “Ora, ed è cosa tremenda, il flusso di misericordia che viene da Dio non può giungere al nostro cuore finché noi non abbiamo perdonato a chi ci ha offeso… Nel rifiuto di perdonare ai nostri fratelli e alle nostre sorelle, il nostro cuore si chiude e la sua durezza lo rende impermeabile all’amore misericordioso del Padre” (CCC, n, 2840). Solo l’amore al prossimo ci apre all’amore di Dio: solo “chi ama conosce Dio; chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è Amore” (1 Gv 4,7-8).
Dice San Paolo: “E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe” (1 Cor 13,3): se anche facessi mille turni di servizio alla Misericordia ma non sapessi perdonare chi mi ha offeso o portassi rancore contro qualcuno, il mio impegno sarebbe vano.
Buona Misericordia a tutti!
Chi volesse leggere un’esegesi più completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a migliettacarlo@gmail.com.
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Spazio Spadoni
Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
Il Vangelo odierno ritorna sul tema della riconciliazione di domenica scorsa, focalizzando però l’attenzione sul dovere di perdonare sempre e tutti, senza se e senza ma.
Ricordiamoci bene: il perdono di Dio sempre precede la nostra riconciliazione con il prossimo. Ma poi la esige in maniera cogente: la mancanza della pacificazione con gli altri annullerà la misericordia di Dio. Nella parabola odierna, un Padrone condona a un suo servo un debito immenso: diecimila talenti, una somma esorbitante; un talento pesa circa 34 chili, quindi 340 tonnellate di oro o di argento! Ma questi non sa perdonare un piccolo debito di un altro servo: cento denari; il denaro è la paga giornaliera di un contadino: in proporzione alla prima somma, pochi spiccioli. Gesù conclude: “Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: «Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu avere pietà del tuo compagno, come io ho avuto pietà di te?». E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore il vostro fratello” (Mt 18,23-35).
Afferma il Catechismo: “Ora, ed è cosa tremenda, il flusso di misericordia che viene da Dio non può giungere al nostro cuore finché noi non abbiamo perdonato a chi ci ha offeso… Nel rifiuto di perdonare ai nostri fratelli e alle nostre sorelle, il nostro cuore si chiude e la sua durezza lo rende impermeabile all’amore misericordioso del Padre” (CCC, n, 2840). Solo l’amore al prossimo ci apre all’amore di Dio: solo “chi ama conosce Dio; chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è Amore” (1 Gv 4,7-8).
Dice San Paolo: “E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe” (1 Cor 13,3): se anche facessi mille turni di servizio alla Misericordia ma non sapessi perdonare chi mi ha offeso o portassi rancore contro qualcuno, il mio impegno sarebbe vano.
Buona Misericordia a tutti!
Chi volesse leggere un’esegesi più completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a migliettacarlo@gmail.com.
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Spazio Spadoni
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Vangelo di domenica 19 ottobre: XXIX domenica anno C: Luca 18, 1-8
Vangelo di domenica 12 ottobre: XXVIII domenica anno C: Luca 17, 11-19
Vangelo di domenica 05 ottobre: XXVII domenica anno C: Luca 17, 5-10
Vangelo di domenica 28 settembre: XXVI domenica anno C: Luca 16, 19-31
Vangelo di domenica 21 settembre: XXV domenica anno C: Luca 16, 1-13
Vangelo di domenica 14 settembre: Esaltazione della Santa Croce: Giovanni 3, 13-17
Vangelo di domenica 7 settembre: XXIII domenica anno C: Luca 14, 25-33
Vangelo di domenica 31 agosto: XXII domenica anno C: Luca 14, 1. 7-14
Vangelo di domenica 24 agosto: XXI domenica anno C: Luca 13, 22-30
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