XI Domenica A
“Cap. 9: 36Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. 37Allora disse ai suoi discepoli: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! 38Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!”.
Cap.10: 1Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. 2I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; 3Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; 4Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. 5Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: “Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; 6rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. 7Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. 8Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”.
Mt 9, 36 – 10, 8
Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it).
Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
La bellezza di Gesù
Il brano di Vangelo odierno inizia con una bellissima descrizione di Gesù. Egli, instancabile, si fa vicino a tutti i sofferenti, percorrendo senza sosta città e villaggi. E a tutti i poveri, gli emarginati, gli esclusi, i deboli, i malati, insegna la via della salvezza, annuncia l’immensa gioia del Regno di Dio che in lui si rende presente, e guarisce ogni malattia ed infermità.
Di fronte ad ogni infermità o bisogno, Gesù “si commuove”, “sente compassione”. Sono termini molto forti, che ritroviamo nei Vangeli per esprimere i sentimenti del Signore di fronte alle folle senza guida e affamate: “36Vedendo le folle, ne sentì compassione (esplanchnìsthe), perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore” (Mt 9,36); al lebbroso: “Mosso a compassione (splanchnisthèis), stese la mano” (Mc 1,41); “Sento compassione (splanchnìzomai) di questa folla, perché… non hanno da mangiare” (Mc 8,2); alla gente che non ce la fa più: “Vedendo le folle ne sentì compassione (esplanchnìsthe) perché erano stanche e sfinite” (Mt 9,36); ai malati: “Sentì compassione (esplanchnìsthe) per loro e guarì i loro malati” (Mt 14,14); alla vedova di Naim: “Il Signore ne ebbe compassione (esplanchnìsthe) e le disse: «Non piangere»” (Lc 7,13)… È sempre usato il verbo splanchnìzomai, che indica commozione viscerale, che richiama l’utero materno: è il fremito di una madre per i suoi figli, è un’emozione intensissima. È il verbo che indica la Misericordia di Dio.
La chiamata dei Dodici
Gesù sceglie un gruppo preciso, i Dodici, numero che richiama subito le dodici Tribù di Israele. Questo gruppo ha tre finalità:
1. Stare con Gesù (“Li chiamò a sé”: Mt 10,1): ecco il primato della contemplazione, della meditazione, della preghiera, dell’adorazione: fine del nostro essere cristiani è stare con Gesù.
2. “Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni” (Mt 10,8): cioé vincere le forze del male, operare segni concreti di liberazione.
3. La missione: predicare il Vangelo, annunciare la Parola. Durante la vita di Gesù, la missione del Maestro e dei Dodici sarà essenzialmente limitata alle pecore perdute della casa di Israele (Mt 10,6; 15,24), perché secondo Matteo, che scrive per gli Ebrei, Gesù è il Messia che porta a compimento l’attesa di Israele; dopo la morte e resurrezione di Gesù, la missione della Chiesa sarà invece universale (Mt 28,19-20).
C’è un elenco dei Dodici che è una delle varie liste che compaiono nel Nuovo Testamento (Mc 3,16; Lc 6,14; At 1,13): non si sa più bene quali fossero alcuni di questi Dodici. Tra questi comunque c’era anche gente poco raccomandabile: Giacomo e Giovanni sono detti “boanerghès”, “figli del tumulto”, quindi probabilmente appartenenti a qualche movimento rivoluzionario; c’è Simone lo Zelota, cioè il sovversivo; ricordiamo che anche Pietro aveva la spada; c’è Giuda iscariota, cioè “il sicario”, il ribelle armato della sica, un pugnale corto e curvo, tipico dei pirati libici. .
Gesù non chiama i migliori: “Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo” (Gv 6,70). Gesù non chiama i giusti, i più buoni: Gesù chiama tutti.
“Primo, Simone, chiamato Pietro”
Il Vangelo di Matteo, anche al di là del brano di fondazione della Chiesa (Mt 16,13-20), mostra un interesse peculiare per la figura di Pietro. Innanzitutto, nell’elenco dei Dodici Apostoli, Matteo è l’unico che accanto al nome di “Simone, detto Pietro”, unisce il pronome ordinale “primo”, “pròtos”: “primo, Simone, detto Pietro…” (Mt 10,2).
Alcuni hanno letto in questo “pròtos” una sorta di primogenitura di Pietro nei riguardi del corpo apostolico. Il brano richiama infatti la genealogia dei dodici patriarchi, i figli di Giacobbe. “Questi sono i nomi dei dodici apostoli: primo Simone quello detto Pietro…” (Mt 10,2) rimanda infatti a: “Questi sono i nomi dei figli di Israele: il primogenito… Ruben,…” (Gen 46,8). “Come in Gen 46,8 è messo in evidenza che Ruben è l’erede di Giacobbe, così Matteo in 10,2 fa ben notare che fra quei dodici l’«erede» è Simon Pietro… «Pròtos» è la traduzione dell’ebraico «rison»… Il termine «rison» ha sia il significato cronologico che quello giuridico (primo = superiore, capo); esso deriva dalla radice di «ros»… Lo stesso termine «ros» per analogia era usato bene per indicare il capo della famiglia… Nella famiglia il primo figlio era destinato ad essere capo, a succedere al capofamiglia” (A. Salerno). L’investitura a primogenito, nell’Antico Testamento, avveniva quando il padre si sentiva ormai prossimo alla morte. Gesù conferisce il primato a Pietro subito prima di preannunciare la sua passione e morte (Mt 16,21). Il primogenito (in ebraico “bekor”) significa anche l’erede. Due le considerazioni che emergono da questa lettura: il corpo apostolico inteso come famiglia, e l’idea di una successione di primogeniti, che quindi dovrà continuare anche dopo Pietro.
La Chiesa, comunità di “chiamati”
Nella lettera ai Romani i cristiani sono definiti “chiamati da Gesù Cristo…, diletti da Dio e santi per vocazione” (Rm 1,6-7). I cristiani sono quindi “kletòi”, i “chiamati” (1 Cor 1,2; Rm 1,6), i membri della “ekklesìa”, la comunità appunto dei “chiamati” (da “ek-kalèo”).
Papa Francesco ci ricorda che tutti abbiamo una vocazione, una chiamata da parte di Gesù: “Vi lascio qualche domanda. Anzitutto: io ricordo qualche «momento forte» in cui ho già incontrato Gesù? Ognuno di noi pensi alla propria storia: nella mia vita c’è stato qualche momento forte, in cui ho incontrato Gesù? E qualcosa di bello e di significativo che è avvenuto nella mia vita per aver lasciato altre cose meno importanti? E oggi, c’è qualcosa a cui Gesù mi chiede di rinunciare? Quali sono le cose materiali, i modi di pensare, le abitudini che ho bisogno di lasciare per dirgli davvero «sì»?».
Buona Misericordia a tutti!
Vangelo di Domenica 18 Giugno: Matteo 9, 36 – 10, 8
il:
– di:
Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it).
Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
La bellezza di Gesù
Il brano di Vangelo odierno inizia con una bellissima descrizione di Gesù. Egli, instancabile, si fa vicino a tutti i sofferenti, percorrendo senza sosta città e villaggi. E a tutti i poveri, gli emarginati, gli esclusi, i deboli, i malati, insegna la via della salvezza, annuncia l’immensa gioia del Regno di Dio che in lui si rende presente, e guarisce ogni malattia ed infermità.
Di fronte ad ogni infermità o bisogno, Gesù “si commuove”, “sente compassione”. Sono termini molto forti, che ritroviamo nei Vangeli per esprimere i sentimenti del Signore di fronte alle folle senza guida e affamate: “36Vedendo le folle, ne sentì compassione (esplanchnìsthe), perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore” (Mt 9,36); al lebbroso: “Mosso a compassione (splanchnisthèis), stese la mano” (Mc 1,41); “Sento compassione (splanchnìzomai) di questa folla, perché… non hanno da mangiare” (Mc 8,2); alla gente che non ce la fa più: “Vedendo le folle ne sentì compassione (esplanchnìsthe) perché erano stanche e sfinite” (Mt 9,36); ai malati: “Sentì compassione (esplanchnìsthe) per loro e guarì i loro malati” (Mt 14,14); alla vedova di Naim: “Il Signore ne ebbe compassione (esplanchnìsthe) e le disse: «Non piangere»” (Lc 7,13)… È sempre usato il verbo splanchnìzomai, che indica commozione viscerale, che richiama l’utero materno: è il fremito di una madre per i suoi figli, è un’emozione intensissima. È il verbo che indica la Misericordia di Dio.
La chiamata dei Dodici
Gesù sceglie un gruppo preciso, i Dodici, numero che richiama subito le dodici Tribù di Israele. Questo gruppo ha tre finalità:
1. Stare con Gesù (“Li chiamò a sé”: Mt 10,1): ecco il primato della contemplazione, della meditazione, della preghiera, dell’adorazione: fine del nostro essere cristiani è stare con Gesù.
2. “Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni” (Mt 10,8): cioé vincere le forze del male, operare segni concreti di liberazione.
3. La missione: predicare il Vangelo, annunciare la Parola. Durante la vita di Gesù, la missione del Maestro e dei Dodici sarà essenzialmente limitata alle pecore perdute della casa di Israele (Mt 10,6; 15,24), perché secondo Matteo, che scrive per gli Ebrei, Gesù è il Messia che porta a compimento l’attesa di Israele; dopo la morte e resurrezione di Gesù, la missione della Chiesa sarà invece universale (Mt 28,19-20).
C’è un elenco dei Dodici che è una delle varie liste che compaiono nel Nuovo Testamento (Mc 3,16; Lc 6,14; At 1,13): non si sa più bene quali fossero alcuni di questi Dodici. Tra questi comunque c’era anche gente poco raccomandabile: Giacomo e Giovanni sono detti “boanerghès”, “figli del tumulto”, quindi probabilmente appartenenti a qualche movimento rivoluzionario; c’è Simone lo Zelota, cioè il sovversivo; ricordiamo che anche Pietro aveva la spada; c’è Giuda iscariota, cioè “il sicario”, il ribelle armato della sica, un pugnale corto e curvo, tipico dei pirati libici. .
Gesù non chiama i migliori: “Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo” (Gv 6,70). Gesù non chiama i giusti, i più buoni: Gesù chiama tutti.
“Primo, Simone, chiamato Pietro”
Il Vangelo di Matteo, anche al di là del brano di fondazione della Chiesa (Mt 16,13-20), mostra un interesse peculiare per la figura di Pietro. Innanzitutto, nell’elenco dei Dodici Apostoli, Matteo è l’unico che accanto al nome di “Simone, detto Pietro”, unisce il pronome ordinale “primo”, “pròtos”: “primo, Simone, detto Pietro…” (Mt 10,2).
Alcuni hanno letto in questo “pròtos” una sorta di primogenitura di Pietro nei riguardi del corpo apostolico. Il brano richiama infatti la genealogia dei dodici patriarchi, i figli di Giacobbe. “Questi sono i nomi dei dodici apostoli: primo Simone quello detto Pietro…” (Mt 10,2) rimanda infatti a: “Questi sono i nomi dei figli di Israele: il primogenito… Ruben,…” (Gen 46,8). “Come in Gen 46,8 è messo in evidenza che Ruben è l’erede di Giacobbe, così Matteo in 10,2 fa ben notare che fra quei dodici l’«erede» è Simon Pietro… «Pròtos» è la traduzione dell’ebraico «rison»… Il termine «rison» ha sia il significato cronologico che quello giuridico (primo = superiore, capo); esso deriva dalla radice di «ros»… Lo stesso termine «ros» per analogia era usato bene per indicare il capo della famiglia… Nella famiglia il primo figlio era destinato ad essere capo, a succedere al capofamiglia” (A. Salerno). L’investitura a primogenito, nell’Antico Testamento, avveniva quando il padre si sentiva ormai prossimo alla morte. Gesù conferisce il primato a Pietro subito prima di preannunciare la sua passione e morte (Mt 16,21). Il primogenito (in ebraico “bekor”) significa anche l’erede. Due le considerazioni che emergono da questa lettura: il corpo apostolico inteso come famiglia, e l’idea di una successione di primogeniti, che quindi dovrà continuare anche dopo Pietro.
La Chiesa, comunità di “chiamati”
Nella lettera ai Romani i cristiani sono definiti “chiamati da Gesù Cristo…, diletti da Dio e santi per vocazione” (Rm 1,6-7). I cristiani sono quindi “kletòi”, i “chiamati” (1 Cor 1,2; Rm 1,6), i membri della “ekklesìa”, la comunità appunto dei “chiamati” (da “ek-kalèo”).
Papa Francesco ci ricorda che tutti abbiamo una vocazione, una chiamata da parte di Gesù: “Vi lascio qualche domanda. Anzitutto: io ricordo qualche «momento forte» in cui ho già incontrato Gesù? Ognuno di noi pensi alla propria storia: nella mia vita c’è stato qualche momento forte, in cui ho incontrato Gesù? E qualcosa di bello e di significativo che è avvenuto nella mia vita per aver lasciato altre cose meno importanti? E oggi, c’è qualcosa a cui Gesù mi chiede di rinunciare? Quali sono le cose materiali, i modi di pensare, le abitudini che ho bisogno di lasciare per dirgli davvero «sì»?».
Buona Misericordia a tutti!
Chi volesse leggere un’esegesi più completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a migliettacarlo@gmail.com.
Per approfondire
Vangelo di Domenica 11 Giugno: Giovanni 6, 51-58
Vangelo di Domenica 04 Giugno: Giovanni 3, 16-18
Santo del giorno del 14 giugno: San Eliseo
Congresso Eucaristico del Congo: a Lubumbashi si è parlato di “Eucarestia e Famiglia”
Noemi, missionaria laica, per tre settimane a Bangui nella Repubblica Centrafricana: “vi porto con me in Centrafrica
Fonte dell’articolo
Spazio Spadoni
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Vangelo di domenica 06 aprile V Domenica di Quaresima anno C – Giovanni 8, 1-11
Vangelo di domenica 30 marzo IV Domenica di Quaresima anno C – Luca 15, 1 – 3. 11-32
Vangelo di domenica 23 marzo III Domenica di Quaresima anno C – Luca 13, 1-9
Vangelo di domenica 16 marzo: II Domenica di Quaresima anno C – Luca 9, 28-36
Vangelo di domenica 09 marzo: I Domenica di Quaresima anno C – Luca 4,1-13
Vangelo di domenica 02 marzo: VII Domenica C: Luca 6, 39-45
Vangelo di domenica 23 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 27-38
Vangelo di domenica 16 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 17. 20-26
Vangelo di domenica 09 febbraio: V Domenica C: Luca 5, 1-11
Vangelo di domenica 02 febbraio: Presentazione del Signore C: Luca 2, 22-40
Vangelo di domenica 26 gennaio III Domenica C: Luca 1, 1-4; 4, 14-21
Vangelo di domenica 19 gennaio: Giovanni 2,1-11
Vangelo di domenica 12 gennaio: Luca 3,15-22
Vangelo di lunedì 06 gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di domenica 05 gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di mercoledì 1 gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di domenica 29 dicembre: Luca 2, 41-52
Vangelo di mercoledì 25 dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di domenica 22 dicembre: Luca 1, 39-45
Vangelo di domenica 15 dicembre: Luca 3, 10-18
Vangelo di domenica 08 dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di domenica 01 dicembre: Luca 21, 25-28.34-36
Vangelo di domenica 24 novembre: Giovanni 18, 33b-37
Vangelo di domenica 17 novembre: Marco 13,24-32
Vangelo di domenica 10 novembre: Marco 12, 38-44
Vangelo di venerdì 1 novembre: Matteo 5,1-12
Vangelo di domenica 03 novembre: Marco 12, 28b-34
Vangelo di domenica 27 ottobre: Marco 10, 46-52
Vangelo di domenica 20 ottobre: Marco 10, 35-45
Vangelo di domenica 13 ottobre: Marco 10, 17-30
Vangelo di domenica 06 ottobre: Marco 10, 2-16
Vangelo di domenica 29 settembre: Marco 9, 38-43.45.47-48
Vangelo di domenica 22 settembre: Marco 9, 30-37
Vangelo di domenica 15 settembre: Marco 8, 27-35
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Vangelo di Giovedì 15 agosto: Luca 1, 39-56
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Vangelo di Domenica 12 maggio: Marco 16, 15-20
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Vangelo di Domenica 07 aprile: Giovanni 20, 19-31
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Vangelo di Domenica 17 marzo: Giovanni 12, 20-33
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Vangelo di Domenica 03 marzo: Giovanni 2, 13-25
Vangelo di Domenica 25 febbraio: Marco 9, 2-10
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Vangelo di Domenica 22 Maggio : Giovanni 14, 23-29
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Vangelo di Domenica 13 Febbraio: Luca 6, 17. 20-26
Vangelo di Domenica 6 Febbraio: Luca 5, 1-11
Vangelo di Domenica 30 Gennaio Luca 4, 21-30
Vangelo di Domenica 23 Gennaio Luca 1, 1-4; 4, 14-21
Vangelo di Domenica 16 Gennaio: Giovanni 2, 1-11
Vangelo di Domenica 9 Gennaio Luca 3, 15-16.21-22
Vangelo di Giovedì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 2 Gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di Sabato 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 26 Dicembre: Luca 2, 41-52
Vangelo di Sabato 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 19 Dicembre: Luca 1, 39-45
Vangelo di Domenica 12 Dicembre: Luca 3, 10-18
Vangelo di Mercoledì 8 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 5 Dicembre: Luca 3, 1-6
Vangelo di Domenica 28 Novembre: Luca 21, 25-28. 34-36
Vangelo di Domenica 21 Novembre: Giovanni 13, 33-37
Vangelo di Domenica 14 Novembre: Marco 13, 24-32
Vangelo di Domenica 7 Novembre: Marco 12, 38-44
Vangelo di Lunedì 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 31 Ottobre: Marco 12, 28-34
Vangelo di Domenica 24 Ottobre: Marco 10, 46-52
Vangelo di Domenica 17 Ottobre: Marco 10, 35-45
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Marco 10, 17-31
Vangelo di Domenica 3 Ottobre: Marco 10, 2-16
Vangelo di Domenica 26 Settembre: Marco 9, 38-43.45.47-48
Vangelo di Domenica 19 Settembre: Marco 9, 30-37
Vangelo di Domenica 12 Settembre: Marco 8, 27-35
Vangelo di Domenica 5 Settembre: Marco 7, 31-37
Vangelo di Domenica 29 Agosto: Marco 7, 1-8.14-15.21-23
Vangelo di Domenica 22 Agosto: Giovanni 6, 60-70
Vangelo di Domenica 15 Agosto: Luca 1, 39-56
Vangelo di Domenica 8 Agosto: Giovanni 6, 41-51
Vangelo di Domenica 1 Agosto: Giovanni 6, 24-35
Vangelo di Domenica 25 Luglio: Giovanni 6, 1-15
Vangelo di Domenica 18 Luglio: Marco 6, 30-34
Vangelo di Domenica 11 Luglio: Marco 6, 7-13
Vangelo di Domenica 4 Luglio: Marco 6, 1-6
Vangelo di Martedì 29 Giugno: Matteo 16, 13-19
Vangelo di Domenica 27 Giugno: Marco 5, 21-43
Vangelo di Domenica 20 Giugno: Marco 4, 35-41
Vangelo di Domenica 13 Giugno: Marco 4, 26-34
Vangelo di Domenica 6 Giugno: Marco 14, 12-16.22-26
Vangelo di Martedì 30 Maggio: Matteo 28, 16-20
Vangelo di Domenica 23 Maggio: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 16 Maggio: Marco 16, 15-20
Vangelo di Domenica 9 Maggio: Giovanni 15, 9-17
Vangelo di Domenica 2 Maggio: Giovanni 15, 1-8
Vangelo di Domenica 25 Aprile: Giovanni 10, 11-18
Vangelo di Domenica 18 Aprile: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 11 Aprile: Giovanni 20, 19-31
Vangelo di Venerdì 2 Aprile: Giovanni 18-19
Vangelo di Giovedì 1 Aprile: Giovanni 13, 1-15
Vangelo di Domenica 28 Marzo: Marco 14-15
Vangelo di Domenica 21 Marzo: Giovanni 12, 20-33
Vangelo di Domenica 14 Marzo: Giovanni 3, 14-21
Vangelo di Domenica 7 Marzo: Giovanni 2, 13-25
Vangelo di Domenica 28 Febbraio: Marco 9, 2-10
Vangelo di Domenica 21 Febbraio: Marco 1, 12-15
Vangelo di Domenica 14 Febbraio: Marco 1, 40-45
Vangelo di Domenica 7 Febbraio: Marco 1, 29-39
Vangelo di Domenica 31 Gennaio: Marco 1, 21-28
Vangelo di Domenica 24 Gennaio: Marco 1, 14-20
Vangelo di Domenica 10 Gennaio: Marco 1, 9-11
Vangelo di Giovedì 7 Gennaio: Giovanni 1, 35-42
Vangelo di Mercoledì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 3 Gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di Venerdì 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 27 Dicembre: Luca 2, 25-38
Vangelo di Venerdì 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 20 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 13 Dicembre: Giovanni 1, 6-8.19-28
Vangelo di Domenica 6 Dicembre: Marco 1, 1-8
Vangelo di Domenica 29 Novembre: Marco 13, 33-37
Vangelo di Domenica 22 Novembre: Matteo 25, 31-46
Vangelo di Domenica 15 novembre: Matteo 25, 14-30
Vangelo di Domenica 8 Novembre: Matteo 25, 1-13
Vangelo di Domenica 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 25 Ottobre: Matteo 22, 34-40
Vangelo di Domenica 18 Ottobre: Matteo 22, 15-21
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Matteo 22, 1-14
Vangelo di Domenica 4 Ottobre: Matteo 21, 33-43
Vangelo di Domenica 27 Settembre: Matteo 21, 28-32
Vangelo di Domenica 20 Settembre: Matteo 20, 1-16
Vangelo di Domenica 13 Settembre: Matteo 18, 21-35
Vangelo di Domenica 6 Settembre: Matteo 18, 15-20
Vangelo di Domenica 6 Settembre