Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
Cinque grandi temi in questo meraviglioso brano del Vangelo di Giovanni:
1. Obbedire alla Parola di Dio
Dio parla, si rivela, ma chiede ascolto. “Ascolta (Shema’), popolo mio, ti voglio ammonire; Israele, se tu mi ascoltassi!” (Sl 8,9). L’ascolto costituisce la condizione primaria per relazionarci con Dio: “Se davvero ascolterete la mia voce e custodirete la mia alleanza…, voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa” (Es 19,4-6).
Ma la Parola ascoltata va poi messa in pratica. La sequela di Gesù implica opere concrete di giustizia e di amore. Come esorterà Giovanni: “Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità” (1 Gv 3,18). Il messaggio di Gesù in tal senso è chiarissimo: “Non chiunque mi dice: «Signore, Signore», entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: «Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome?». Io però dichiarerò loro: «Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità»” (Mt 7,12-23).
2. Rimanere in Dio
Il verbo “rimanere” (μένειν) si trova 118 volte nel Nuovo Testamento, di cui ben 67 nel Vangelo e nelle Lettere di Giovanni. Il termine appare il più delle volte (43 dei 67 casi) nell’espressione composta ”rimanere in”.
Si possono distinguere tre modalità dell’uso del verbo “rimanere” e delle espressioni ad esso collegate (ad esempio: “essere in”): innanzitutto l’uso semplicemente biografico-spaziale; in secondo luogo, le espressioni che ricorrono nei racconti degli incontri evangelici, come quelli con Giovanni e Andrea (Gv 1,38-39) e con i samaritani (Gv 4,40-42); infine le formule contenute nei discorsi di Gesù o nelle Lettere: si tratta di inviti ai discepoli a rimanere in Lui, radicandosi nella sua parola e nel suo amore. Vi sono affermazioni in cui è indicato insieme il rapporto di Gesù con i discepoli e il rapporto di Gesù con il Padre e la comunione con il Padre e con il Figlio che viene sperimentata dai discepoli.
C’è un passaggio ab extra ad intra. Da un uso esteriore si passa a un uso interiore. Il rimanere, come il guardare e il vedere, in Giovanni descrive la dinamica della Fede dei discepoli. Il “rimanere” giovanneo ha origine ed è sempre in rapporto col manifestarsi storico e visibile di Gesù, il Verbo fatto carne. Da un rimanere presso di lui a un rimanere in Lui; Egli dice che possiamo venire a Lui perché il Padre che lo ha mandato ci attira a lui (Gv 6,44; 12,32).
Il rimanere è la condizione che identifica i discepoli di Gesù (Gv 1,39). Non sono i più bravi, i più religiosi o i più morali. Sono semplicemente quelli che rimangono presso di lui e in lui. Il cristianesimo è sempre così: innanzitutto un incontro, occasione data, assolutamente gratuita.
3. Lo Spirito Santo
Lo Spirito Santo è luce che ci illumina: egli è lo Spirito di verità (Gv 14,17; 15,26; 16,13; 1 Gv 4,6; 5,6), il maestro interiore dei discepoli, che non solo ricorda loro l’insegnamento di Gesù (14,26), ma glielo fa comprendere, guidandoli alla verità tutta intera (Gv 16,13). Solo lo Spirito infatti “conosce i segreti di Dio…, e noi abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato” (1 Cor 2,10-16).
Lo Spirito Santo ci fa comprendere la Parola di Dio, che è “la spada dello Spirito” (Ef 6,17; cfr Eb 4,12; Dei Verbum 11; 18; 21): “Voi avete accolto la Parola di Dio con la gioia che viene dallo Spirito Santo” (1 Ts 1,6).
4. La Pace
Qual è il senso della “pace” nella Bibbia? Il termine ebraico shalòm non corrisponde alla semplice assenza di guerra del greco eirène o alla sicurezza basata su patti bilaterali del latino pax: shalòm deriva dalla radice slm, che significa essenzialmente “completamento”, “pienezza”, anche nel senso di “riparazione”, “restitutio ad integrum”. Shalòm significa quindi ogni benessere (Gdc 19,20), fortuna e prosperità (Sl 73,3), salute fisica (Is 57,18; Sl 38,4), contentezza e soddisfazione (Gn 15,15; 26,29; Sl 4,9), piena intesa tra popoli e persone (1 Re 5,26; Gdc 4,17; 1 Cr 12,17.18), salvezza totale (Ger 14,13; 29,11; Is 45,7): la pace è in qualche modo l’essenza stessa di Dio, il cui nome è proprio “IHWH SHALOM”, “Dio Pace” (Gdc 6,4).
Israele attende perciò un regno di pace escatologico (Is 54,10; 62,1.2), che sarà realizzato dal Messia, “principe della pace”, sotto il cui dominio “la pace non avrà fine” (Is 9,5-6; cfr Is 11,1-9; 42,1-4; 49,6). Questa speranza si è realizzata proprio nel dono che Dio, “il Dio della pace” (Rm 15,33; Eb 13,20; 2 Ts 3,16), fa di sè agli uomini, Cristo stesso.
Coloro aderiscono a Gesù devono vivere “in pace vicendevole” (Mc 9,50; 2 Cor 13,11) e con tutti gli uomini (Rm 12,18; Eb 12,14). “Dio… ci ha riconciliati con sè mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione” (2 Cor 5,17), chiamati a perdonare sempre (Mt 18,22), a non tener conto del male ricevuto (1 Cor 13,5), ad amarci come Cristo ci ha amato, fino a dare la vita per i fratelli (Gv 15,12-13)… Soltanto se diventeremo infaticabili “operatori di pace” saremo chiamati “figli di Dio” (Mt 5,9).
5. La promessa del Paradiso
Gesù ci assicura: “Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io” (Gv 14,2-4). Alla fine ci sarà detto: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo” (Mt 25,34).
Afferma il Concilio Ecumenico Vaticano II: “L’istinto del cuore dell’uomo lo fa giudicare rettamente, quando aborrisce e respinge l’idea di una totale rovina e di un annientamento definitivo della sua persona… La Chiesa, istruita dalla rivelazione divina, afferma che l’uomo è stato creato da Dio per un fine di felicità oltre i confini della miseria terrena… Dio infatti ha chiamato e chiama l’uomo a stringersi a lui con tutta intera la sua natura in una comunione perpetua con l’incorruttibile vita divina… Per Cristo e in Cristo riceve luce quell’enigma del dolore e della morte, che senza il suo Vangelo sarebbe insopportabile. Cristo è risorto, distruggendo la morte con la sua morte, e ci ha donato la vita” (Gaudium et Spes, nn. 18.22).
Buona Misericordia a tutti!
Chi volesse leggere un’esegesi più completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a migliettacarlo@gmail.com.
Vangelo di Domenica 22 Maggio : Giovanni 14, 23-29
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Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
Cinque grandi temi in questo meraviglioso brano del Vangelo di Giovanni:
1. Obbedire alla Parola di Dio
Dio parla, si rivela, ma chiede ascolto. “Ascolta (Shema’), popolo mio, ti voglio ammonire; Israele, se tu mi ascoltassi!” (Sl 8,9). L’ascolto costituisce la condizione primaria per relazionarci con Dio: “Se davvero ascolterete la mia voce e custodirete la mia alleanza…, voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa” (Es 19,4-6).
Ma la Parola ascoltata va poi messa in pratica. La sequela di Gesù implica opere concrete di giustizia e di amore. Come esorterà Giovanni: “Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità” (1 Gv 3,18). Il messaggio di Gesù in tal senso è chiarissimo: “Non chiunque mi dice: «Signore, Signore», entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: «Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome?». Io però dichiarerò loro: «Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità»” (Mt 7,12-23).
2. Rimanere in Dio
Il verbo “rimanere” (μένειν) si trova 118 volte nel Nuovo Testamento, di cui ben 67 nel Vangelo e nelle Lettere di Giovanni. Il termine appare il più delle volte (43 dei 67 casi) nell’espressione composta ”rimanere in”.
Si possono distinguere tre modalità dell’uso del verbo “rimanere” e delle espressioni ad esso collegate (ad esempio: “essere in”): innanzitutto l’uso semplicemente biografico-spaziale; in secondo luogo, le espressioni che ricorrono nei racconti degli incontri evangelici, come quelli con Giovanni e Andrea (Gv 1,38-39) e con i samaritani (Gv 4,40-42); infine le formule contenute nei discorsi di Gesù o nelle Lettere: si tratta di inviti ai discepoli a rimanere in Lui, radicandosi nella sua parola e nel suo amore. Vi sono affermazioni in cui è indicato insieme il rapporto di Gesù con i discepoli e il rapporto di Gesù con il Padre e la comunione con il Padre e con il Figlio che viene sperimentata dai discepoli.
C’è un passaggio ab extra ad intra. Da un uso esteriore si passa a un uso interiore. Il rimanere, come il guardare e il vedere, in Giovanni descrive la dinamica della Fede dei discepoli. Il “rimanere” giovanneo ha origine ed è sempre in rapporto col manifestarsi storico e visibile di Gesù, il Verbo fatto carne. Da un rimanere presso di lui a un rimanere in Lui; Egli dice che possiamo venire a Lui perché il Padre che lo ha mandato ci attira a lui (Gv 6,44; 12,32).
Il rimanere è la condizione che identifica i discepoli di Gesù (Gv 1,39). Non sono i più bravi, i più religiosi o i più morali. Sono semplicemente quelli che rimangono presso di lui e in lui. Il cristianesimo è sempre così: innanzitutto un incontro, occasione data, assolutamente gratuita.
3. Lo Spirito Santo
Lo Spirito Santo è luce che ci illumina: egli è lo Spirito di verità (Gv 14,17; 15,26; 16,13; 1 Gv 4,6; 5,6), il maestro interiore dei discepoli, che non solo ricorda loro l’insegnamento di Gesù (14,26), ma glielo fa comprendere, guidandoli alla verità tutta intera (Gv 16,13). Solo lo Spirito infatti “conosce i segreti di Dio…, e noi abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato” (1 Cor 2,10-16).
Lo Spirito Santo ci fa comprendere la Parola di Dio, che è “la spada dello Spirito” (Ef 6,17; cfr Eb 4,12; Dei Verbum 11; 18; 21): “Voi avete accolto la Parola di Dio con la gioia che viene dallo Spirito Santo” (1 Ts 1,6).
4. La Pace
Qual è il senso della “pace” nella Bibbia? Il termine ebraico shalòm non corrisponde alla semplice assenza di guerra del greco eirène o alla sicurezza basata su patti bilaterali del latino pax: shalòm deriva dalla radice slm, che significa essenzialmente “completamento”, “pienezza”, anche nel senso di “riparazione”, “restitutio ad integrum”. Shalòm significa quindi ogni benessere (Gdc 19,20), fortuna e prosperità (Sl 73,3), salute fisica (Is 57,18; Sl 38,4), contentezza e soddisfazione (Gn 15,15; 26,29; Sl 4,9), piena intesa tra popoli e persone (1 Re 5,26; Gdc 4,17; 1 Cr 12,17.18), salvezza totale (Ger 14,13; 29,11; Is 45,7): la pace è in qualche modo l’essenza stessa di Dio, il cui nome è proprio “IHWH SHALOM”, “Dio Pace” (Gdc 6,4).
Israele attende perciò un regno di pace escatologico (Is 54,10; 62,1.2), che sarà realizzato dal Messia, “principe della pace”, sotto il cui dominio “la pace non avrà fine” (Is 9,5-6; cfr Is 11,1-9; 42,1-4; 49,6). Questa speranza si è realizzata proprio nel dono che Dio, “il Dio della pace” (Rm 15,33; Eb 13,20; 2 Ts 3,16), fa di sè agli uomini, Cristo stesso.
Coloro aderiscono a Gesù devono vivere “in pace vicendevole” (Mc 9,50; 2 Cor 13,11) e con tutti gli uomini (Rm 12,18; Eb 12,14). “Dio… ci ha riconciliati con sè mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione” (2 Cor 5,17), chiamati a perdonare sempre (Mt 18,22), a non tener conto del male ricevuto (1 Cor 13,5), ad amarci come Cristo ci ha amato, fino a dare la vita per i fratelli (Gv 15,12-13)… Soltanto se diventeremo infaticabili “operatori di pace” saremo chiamati “figli di Dio” (Mt 5,9).
5. La promessa del Paradiso
Gesù ci assicura: “Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io” (Gv 14,2-4). Alla fine ci sarà detto: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo” (Mt 25,34).
Afferma il Concilio Ecumenico Vaticano II: “L’istinto del cuore dell’uomo lo fa giudicare rettamente, quando aborrisce e respinge l’idea di una totale rovina e di un annientamento definitivo della sua persona… La Chiesa, istruita dalla rivelazione divina, afferma che l’uomo è stato creato da Dio per un fine di felicità oltre i confini della miseria terrena… Dio infatti ha chiamato e chiama l’uomo a stringersi a lui con tutta intera la sua natura in una comunione perpetua con l’incorruttibile vita divina… Per Cristo e in Cristo riceve luce quell’enigma del dolore e della morte, che senza il suo Vangelo sarebbe insopportabile. Cristo è risorto, distruggendo la morte con la sua morte, e ci ha donato la vita” (Gaudium et Spes, nn. 18.22).
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Spazio Spadoni
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Vangelo di domenica 06 aprile V Domenica di Quaresima anno C – Giovanni 8, 1-11
Vangelo di domenica 30 marzo IV Domenica di Quaresima anno C – Luca 15, 1 – 3. 11-32
Vangelo di domenica 23 marzo III Domenica di Quaresima anno C – Luca 13, 1-9
Vangelo di domenica 16 marzo: II Domenica di Quaresima anno C – Luca 9, 28-36
Vangelo di domenica 09 marzo: I Domenica di Quaresima anno C – Luca 4,1-13
Vangelo di domenica 02 marzo: VII Domenica C: Luca 6, 39-45
Vangelo di domenica 23 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 27-38
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Vangelo di domenica 05 gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di mercoledì 1 gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di domenica 29 dicembre: Luca 2, 41-52
Vangelo di mercoledì 25 dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di domenica 22 dicembre: Luca 1, 39-45
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Vangelo di domenica 27 ottobre: Marco 10, 46-52
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Vangelo di Domenica 18 febbraio: Marco 1, 12-15
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Vangelo di Domenica 3 Aprile: Giovanni 8, 1-11
Vangelo di Domenica 27 Marzo: Luca 15 ,1-3.11-32
Vangelo di Domenica 20 Marzo: Luca 13, 1-9
Vangelo di Domenica 13 Marzo: Luca 9, 28-36
Vangelo di Domenica 6 Marzo: Luca 4, 1-13
Vangelo di Domenica 27 Febbraio: Luca 6, 39-45
Vangelo di Domenica 20 Febbraio: Luca 6, 27-38
Vangelo di Domenica 13 Febbraio: Luca 6, 17. 20-26
Vangelo di Domenica 6 Febbraio: Luca 5, 1-11
Vangelo di Domenica 30 Gennaio Luca 4, 21-30
Vangelo di Domenica 23 Gennaio Luca 1, 1-4; 4, 14-21
Vangelo di Domenica 16 Gennaio: Giovanni 2, 1-11
Vangelo di Domenica 9 Gennaio Luca 3, 15-16.21-22
Vangelo di Giovedì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 2 Gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di Sabato 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 26 Dicembre: Luca 2, 41-52
Vangelo di Sabato 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 19 Dicembre: Luca 1, 39-45
Vangelo di Domenica 12 Dicembre: Luca 3, 10-18
Vangelo di Mercoledì 8 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 5 Dicembre: Luca 3, 1-6
Vangelo di Domenica 28 Novembre: Luca 21, 25-28. 34-36
Vangelo di Domenica 21 Novembre: Giovanni 13, 33-37
Vangelo di Domenica 14 Novembre: Marco 13, 24-32
Vangelo di Domenica 7 Novembre: Marco 12, 38-44
Vangelo di Lunedì 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 31 Ottobre: Marco 12, 28-34
Vangelo di Domenica 24 Ottobre: Marco 10, 46-52
Vangelo di Domenica 17 Ottobre: Marco 10, 35-45
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Marco 10, 17-31
Vangelo di Domenica 3 Ottobre: Marco 10, 2-16
Vangelo di Domenica 26 Settembre: Marco 9, 38-43.45.47-48
Vangelo di Domenica 19 Settembre: Marco 9, 30-37
Vangelo di Domenica 12 Settembre: Marco 8, 27-35
Vangelo di Domenica 5 Settembre: Marco 7, 31-37
Vangelo di Domenica 29 Agosto: Marco 7, 1-8.14-15.21-23
Vangelo di Domenica 22 Agosto: Giovanni 6, 60-70
Vangelo di Domenica 15 Agosto: Luca 1, 39-56
Vangelo di Domenica 8 Agosto: Giovanni 6, 41-51
Vangelo di Domenica 1 Agosto: Giovanni 6, 24-35
Vangelo di Domenica 25 Luglio: Giovanni 6, 1-15
Vangelo di Domenica 18 Luglio: Marco 6, 30-34
Vangelo di Domenica 11 Luglio: Marco 6, 7-13
Vangelo di Domenica 4 Luglio: Marco 6, 1-6
Vangelo di Martedì 29 Giugno: Matteo 16, 13-19
Vangelo di Domenica 27 Giugno: Marco 5, 21-43
Vangelo di Domenica 20 Giugno: Marco 4, 35-41
Vangelo di Domenica 13 Giugno: Marco 4, 26-34
Vangelo di Domenica 6 Giugno: Marco 14, 12-16.22-26
Vangelo di Martedì 30 Maggio: Matteo 28, 16-20
Vangelo di Domenica 23 Maggio: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 16 Maggio: Marco 16, 15-20
Vangelo di Domenica 9 Maggio: Giovanni 15, 9-17
Vangelo di Domenica 2 Maggio: Giovanni 15, 1-8
Vangelo di Domenica 25 Aprile: Giovanni 10, 11-18
Vangelo di Domenica 18 Aprile: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 11 Aprile: Giovanni 20, 19-31
Vangelo di Venerdì 2 Aprile: Giovanni 18-19
Vangelo di Giovedì 1 Aprile: Giovanni 13, 1-15
Vangelo di Domenica 28 Marzo: Marco 14-15
Vangelo di Domenica 21 Marzo: Giovanni 12, 20-33
Vangelo di Domenica 14 Marzo: Giovanni 3, 14-21
Vangelo di Domenica 7 Marzo: Giovanni 2, 13-25
Vangelo di Domenica 28 Febbraio: Marco 9, 2-10
Vangelo di Domenica 21 Febbraio: Marco 1, 12-15
Vangelo di Domenica 14 Febbraio: Marco 1, 40-45
Vangelo di Domenica 7 Febbraio: Marco 1, 29-39
Vangelo di Domenica 31 Gennaio: Marco 1, 21-28
Vangelo di Domenica 24 Gennaio: Marco 1, 14-20
Vangelo di Domenica 10 Gennaio: Marco 1, 9-11
Vangelo di Giovedì 7 Gennaio: Giovanni 1, 35-42
Vangelo di Mercoledì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 3 Gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di Venerdì 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 27 Dicembre: Luca 2, 25-38
Vangelo di Venerdì 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 20 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 13 Dicembre: Giovanni 1, 6-8.19-28
Vangelo di Domenica 6 Dicembre: Marco 1, 1-8
Vangelo di Domenica 29 Novembre: Marco 13, 33-37
Vangelo di Domenica 22 Novembre: Matteo 25, 31-46
Vangelo di Domenica 15 novembre: Matteo 25, 14-30
Vangelo di Domenica 8 Novembre: Matteo 25, 1-13
Vangelo di Domenica 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 25 Ottobre: Matteo 22, 34-40
Vangelo di Domenica 18 Ottobre: Matteo 22, 15-21
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Matteo 22, 1-14
Vangelo di Domenica 4 Ottobre: Matteo 21, 33-43
Vangelo di Domenica 27 Settembre: Matteo 21, 28-32
Vangelo di Domenica 20 Settembre: Matteo 20, 1-16
Vangelo di Domenica 13 Settembre: Matteo 18, 21-35
Vangelo di Domenica 6 Settembre: Matteo 18, 15-20
Vangelo di Domenica 6 Settembre