Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
Al cuore della nostra Fede
Quando a Messa recitiamo il Credo, è tradizione chinare il capo quando si dice:
“Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo”.
Siamo difatti al cuore della nostra Fede: proclamiamo che Dio, l’immenso, l’eterno, infinito, si è fatto creatura, mortale, limitata.
I “Vangeli dell’infanzia”, testi teologici
Cerchiamo di meditare su questa sconvolgente Buona Notizia partendo dai testi evangelici, sfrondandoli da tanta tradizione popolare per cercare il nocciolo della rivelazione.
Innanzitutto i testi evangelici sul Natale sono riflessioni post-pasquali, fatte alla luce della morte e risurrezione di Gesù: sono quindi essenzialmente meditazioni teologiche, che vogliono introdurci al Mistero più bello della storia.
L’evangelista più antico, Marco, non accenna minimamente alla nascita di Gesù, e lo presenta già adulto, al momento del battesimo da parte di Giovanni il Battista (Mc 1,9-11). L’evangelista più recente, Giovanni, offre, nel Prologo del suo Vangelo, una splendida lettura teologica sulla venuta del Verbo di Dio nel mondo, ma senza accennare alcun particolare sulla sua nascita (Gv 1,14).
Solo Matteo e Luca, in quei capitoli che sono stati definiti “Vangeli dell’infanzia” (Mt 1-2; Lc 1.2) narrano la nascita di Gesù.
Ma non ci dicono niente della sua data di nascita. Luca afferma che dei pastori, “pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge” (Lc 2,8). A Betlemme, ai margini del deserto, a quasi ottocento metri di altezza sul livello del mare, è possibile solo nei mesi estivi pernottare all’aperto, perché d’inverno fa troppo freddo…
Luca insiste che Gesù fu “deposto in una mangiatoia” (Lc 2,7-12), e che anzi questo sarà il suo segno di riconoscimento (Lc 2,12), Matteo 2,11 ci dice che Gesù nacque in una casa…
Solo la tradizione ci parlerà della “mezzanotte santa”, del bue e dell’asinello, della cometa, del numero dei magi venuti ad adorare il Bambino (chi ha detto che fossero tre e non di più?)…
“E il Verbo si fece carne” (Gv 1,14)
Quello che gli evangelisti ci intendono trasmettere, è che il bambino Gesù era veramente ciò che il suo nome significava: “Jeshu’a”, “Il Signore salva”, cioè il “Salvatore” (Mt 1,21.25), ed era “la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9).
“Dio, stanco di non essere capito, di essere frainteso, di essere usato, stanco di essere tirato in ballo per coprire le vergognose nudità della nostra pigrizia, esausto dall’essere tirato per la giacchetta a benedire ogni guerra, depresso per essere accusato di colpe che non ha, decide di diventare uomo, di condividere in tutto la nostra umanità, di raccontarsi. Un gesto d’amore semplice, folle, inconcepibile: Dio diventa uomo, abbandona la sua divinità. Scorda la sua onnipotenza, per sperimentare tutto il dolore che l’uomo sperimenta e la fragilità e lo sbandamento. E perché nessuno possa accusare Dio di essere diventato uomo in modo privilegiato, sceglie di diventare uomo nel più povero dei modi, nel più misero dei tempi, affidato all’imperizia di una generosa coppia di provincia, esule, costretto a nascere in un luogo sconosciuto a causa del delirio di onnipotenza di un Imperatore oppressore. Il Verbo di Dio, il sorriso della Trinità, abita il corpo del figlio di Maria” (P. Curtaz).
Accolto dai più disprezzati
“Ma la nascita del Salvatore è recepita solo da quelli che sentono la necessità della salvezza. In Luca sono i pastori («È nato per voi un Salvatore», Lc 2,11) considerati appartenenti alle categorie più disprezzate ed emarginate, e in Matteo sono i magi (Mt 2,1-12), abominevoli persone non solo perché pagane, quanto perché dedite a un’attività severamente proibita dalla Bibbia (Lv 19,26; At 8,9-24) e vietata ai Giudei: «Chi impara qualcosa da un mago merita la morte» (Shab. b. 75a). La buona notizia del Natale è per questi. Dio in Gesù si manifesta come un Signore che non è buono, ma esclusivamente buono, un Padre che ama i suoi figli non perché questi lo meritino, ma perché Lui è buono” (A. Maggi).
Natale, “tristezza e speranza” (Papa Francesco)
“Lasciamoci interpellare dal Bambino nella mangiatoia, ma lasciamoci interpellare anche dai bambini che, oggi, non sono adagiati in una culla e accarezzati dall’affetto di una madre e di un padre, ma giacciono nelle squallide «mangiatoie di dignità»: nel rifugio sotterraneo per scampare ai bombardamenti, sul marciapiede di una grande città, sul fondo di un barcone sovraccarico di migranti. Lasciamoci interpellare dai bambini che non vengono lasciati nascere, da quelli che piangono perché nessuno sazia la loro fame, da quelli che non tengono in mano giocattoli, ma armi.
Il mistero del Natale, che è luce e gioia, interpella e scuote, perché è nello stesso tempo un mistero di speranza e di tristezza. Porta con sé un sapore di tristezza, in quanto l’amore non è accolto, la vita viene scartata. Così accadde a Giuseppe e Maria, che trovarono le porte chiuse e posero Gesù in una mangiatoia, «perché per loro non c’era posto nell’alloggio» (Lc 2,7). Gesù nasce rifiutato da alcuni e nell’indifferenza dei più. Anche oggi ci può essere la stessa indifferenza, quando Natale diventa una festa dove i protagonisti siamo noi, anziché Lui; quando le luci del commercio gettano nell’ombra la luce di Dio; quando ci affanniamo per i regali e restiamo insensibili a chi è emarginato. Questa mondanità ci ha preso in ostaggio il Natale: bisogna liberarlo!
Ma il Natale ha soprattutto un sapore di speranza perché, nonostante le nostre tenebre, la luce di Dio risplende. La sua luce gentile non fa paura; Dio, innamorato di noi, ci attira con la sua tenerezza, nascendo povero e fragile in mezzo a noi, come uno di noi. Nasce a Betlemme, che significa “casa del pane”. Sembra così volerci dire che nasce come pane per noi; viene alla vita per darci la sua vita; viene nel nostro mondo per portarci il suo amore. Non viene a divorare e a comandare, ma a nutrire e servire. Così c’è un filo diretto che collega la mangiatoia e la croce, dove Gesù sarà pane spezzato: è il filo diretto dell’amore che si dona e ci salva, che dà luce alla nostra vita, pace ai nostri cuori.
L’hanno capito, in quella notte, i pastori, che erano tra gli emarginati di allora. Ma nessuno è emarginato agli occhi di Dio e proprio loro furono gli invitati di Natale. Chi era sicuro di sé, autosufficiente, stava a casa tra le sue cose; i pastori invece «andarono, senza indugio» (Lc 2,16)” (Papa Francesco).
Buona Misericordia a tutti!
Chi volesse leggere un’esegesi più completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a migliettacarlo@gmail.com.
Vangelo di Lunedì 25 dicembre: Luca 2, 1-14
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Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
Al cuore della nostra Fede
Quando a Messa recitiamo il Credo, è tradizione chinare il capo quando si dice:
“Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo”.
Siamo difatti al cuore della nostra Fede: proclamiamo che Dio, l’immenso, l’eterno, infinito, si è fatto creatura, mortale, limitata.
I “Vangeli dell’infanzia”, testi teologici
Cerchiamo di meditare su questa sconvolgente Buona Notizia partendo dai testi evangelici, sfrondandoli da tanta tradizione popolare per cercare il nocciolo della rivelazione.
Innanzitutto i testi evangelici sul Natale sono riflessioni post-pasquali, fatte alla luce della morte e risurrezione di Gesù: sono quindi essenzialmente meditazioni teologiche, che vogliono introdurci al Mistero più bello della storia.
L’evangelista più antico, Marco, non accenna minimamente alla nascita di Gesù, e lo presenta già adulto, al momento del battesimo da parte di Giovanni il Battista (Mc 1,9-11). L’evangelista più recente, Giovanni, offre, nel Prologo del suo Vangelo, una splendida lettura teologica sulla venuta del Verbo di Dio nel mondo, ma senza accennare alcun particolare sulla sua nascita (Gv 1,14).
Solo Matteo e Luca, in quei capitoli che sono stati definiti “Vangeli dell’infanzia” (Mt 1-2; Lc 1.2) narrano la nascita di Gesù.
Ma non ci dicono niente della sua data di nascita. Luca afferma che dei pastori, “pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge” (Lc 2,8). A Betlemme, ai margini del deserto, a quasi ottocento metri di altezza sul livello del mare, è possibile solo nei mesi estivi pernottare all’aperto, perché d’inverno fa troppo freddo…
Luca insiste che Gesù fu “deposto in una mangiatoia” (Lc 2,7-12), e che anzi questo sarà il suo segno di riconoscimento (Lc 2,12), Matteo 2,11 ci dice che Gesù nacque in una casa…
Solo la tradizione ci parlerà della “mezzanotte santa”, del bue e dell’asinello, della cometa, del numero dei magi venuti ad adorare il Bambino (chi ha detto che fossero tre e non di più?)…
“E il Verbo si fece carne” (Gv 1,14)
Quello che gli evangelisti ci intendono trasmettere, è che il bambino Gesù era veramente ciò che il suo nome significava: “Jeshu’a”, “Il Signore salva”, cioè il “Salvatore” (Mt 1,21.25), ed era “la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9).
“Dio, stanco di non essere capito, di essere frainteso, di essere usato, stanco di essere tirato in ballo per coprire le vergognose nudità della nostra pigrizia, esausto dall’essere tirato per la giacchetta a benedire ogni guerra, depresso per essere accusato di colpe che non ha, decide di diventare uomo, di condividere in tutto la nostra umanità, di raccontarsi. Un gesto d’amore semplice, folle, inconcepibile: Dio diventa uomo, abbandona la sua divinità. Scorda la sua onnipotenza, per sperimentare tutto il dolore che l’uomo sperimenta e la fragilità e lo sbandamento. E perché nessuno possa accusare Dio di essere diventato uomo in modo privilegiato, sceglie di diventare uomo nel più povero dei modi, nel più misero dei tempi, affidato all’imperizia di una generosa coppia di provincia, esule, costretto a nascere in un luogo sconosciuto a causa del delirio di onnipotenza di un Imperatore oppressore. Il Verbo di Dio, il sorriso della Trinità, abita il corpo del figlio di Maria” (P. Curtaz).
Accolto dai più disprezzati
“Ma la nascita del Salvatore è recepita solo da quelli che sentono la necessità della salvezza. In Luca sono i pastori («È nato per voi un Salvatore», Lc 2,11) considerati appartenenti alle categorie più disprezzate ed emarginate, e in Matteo sono i magi (Mt 2,1-12), abominevoli persone non solo perché pagane, quanto perché dedite a un’attività severamente proibita dalla Bibbia (Lv 19,26; At 8,9-24) e vietata ai Giudei: «Chi impara qualcosa da un mago merita la morte» (Shab. b. 75a). La buona notizia del Natale è per questi. Dio in Gesù si manifesta come un Signore che non è buono, ma esclusivamente buono, un Padre che ama i suoi figli non perché questi lo meritino, ma perché Lui è buono” (A. Maggi).
Natale, “tristezza e speranza” (Papa Francesco)
“Lasciamoci interpellare dal Bambino nella mangiatoia, ma lasciamoci interpellare anche dai bambini che, oggi, non sono adagiati in una culla e accarezzati dall’affetto di una madre e di un padre, ma giacciono nelle squallide «mangiatoie di dignità»: nel rifugio sotterraneo per scampare ai bombardamenti, sul marciapiede di una grande città, sul fondo di un barcone sovraccarico di migranti. Lasciamoci interpellare dai bambini che non vengono lasciati nascere, da quelli che piangono perché nessuno sazia la loro fame, da quelli che non tengono in mano giocattoli, ma armi.
Il mistero del Natale, che è luce e gioia, interpella e scuote, perché è nello stesso tempo un mistero di speranza e di tristezza. Porta con sé un sapore di tristezza, in quanto l’amore non è accolto, la vita viene scartata. Così accadde a Giuseppe e Maria, che trovarono le porte chiuse e posero Gesù in una mangiatoia, «perché per loro non c’era posto nell’alloggio» (Lc 2,7). Gesù nasce rifiutato da alcuni e nell’indifferenza dei più. Anche oggi ci può essere la stessa indifferenza, quando Natale diventa una festa dove i protagonisti siamo noi, anziché Lui; quando le luci del commercio gettano nell’ombra la luce di Dio; quando ci affanniamo per i regali e restiamo insensibili a chi è emarginato. Questa mondanità ci ha preso in ostaggio il Natale: bisogna liberarlo!
Ma il Natale ha soprattutto un sapore di speranza perché, nonostante le nostre tenebre, la luce di Dio risplende. La sua luce gentile non fa paura; Dio, innamorato di noi, ci attira con la sua tenerezza, nascendo povero e fragile in mezzo a noi, come uno di noi. Nasce a Betlemme, che significa “casa del pane”. Sembra così volerci dire che nasce come pane per noi; viene alla vita per darci la sua vita; viene nel nostro mondo per portarci il suo amore. Non viene a divorare e a comandare, ma a nutrire e servire. Così c’è un filo diretto che collega la mangiatoia e la croce, dove Gesù sarà pane spezzato: è il filo diretto dell’amore che si dona e ci salva, che dà luce alla nostra vita, pace ai nostri cuori.
L’hanno capito, in quella notte, i pastori, che erano tra gli emarginati di allora. Ma nessuno è emarginato agli occhi di Dio e proprio loro furono gli invitati di Natale. Chi era sicuro di sé, autosufficiente, stava a casa tra le sue cose; i pastori invece «andarono, senza indugio» (Lc 2,16)” (Papa Francesco).
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Spazio Spadoni
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Vangelo di domenica 06 aprile V Domenica di Quaresima anno C – Giovanni 8, 1-11
Vangelo di domenica 30 marzo IV Domenica di Quaresima anno C – Luca 15, 1 – 3. 11-32
Vangelo di domenica 23 marzo III Domenica di Quaresima anno C – Luca 13, 1-9
Vangelo di domenica 16 marzo: II Domenica di Quaresima anno C – Luca 9, 28-36
Vangelo di domenica 09 marzo: I Domenica di Quaresima anno C – Luca 4,1-13
Vangelo di domenica 02 marzo: VII Domenica C: Luca 6, 39-45
Vangelo di domenica 23 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 27-38
Vangelo di domenica 16 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 17. 20-26
Vangelo di domenica 09 febbraio: V Domenica C: Luca 5, 1-11
Vangelo di domenica 02 febbraio: Presentazione del Signore C: Luca 2, 22-40
Vangelo di domenica 26 gennaio III Domenica C: Luca 1, 1-4; 4, 14-21
Vangelo di domenica 19 gennaio: Giovanni 2,1-11
Vangelo di domenica 12 gennaio: Luca 3,15-22
Vangelo di lunedì 06 gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di domenica 05 gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di mercoledì 1 gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di domenica 29 dicembre: Luca 2, 41-52
Vangelo di mercoledì 25 dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di domenica 22 dicembre: Luca 1, 39-45
Vangelo di domenica 15 dicembre: Luca 3, 10-18
Vangelo di domenica 08 dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di domenica 01 dicembre: Luca 21, 25-28.34-36
Vangelo di domenica 24 novembre: Giovanni 18, 33b-37
Vangelo di domenica 17 novembre: Marco 13,24-32
Vangelo di domenica 10 novembre: Marco 12, 38-44
Vangelo di venerdì 1 novembre: Matteo 5,1-12
Vangelo di domenica 03 novembre: Marco 12, 28b-34
Vangelo di domenica 27 ottobre: Marco 10, 46-52
Vangelo di domenica 20 ottobre: Marco 10, 35-45
Vangelo di domenica 13 ottobre: Marco 10, 17-30
Vangelo di domenica 06 ottobre: Marco 10, 2-16
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Vangelo di domenica 22 settembre: Marco 9, 30-37
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Vangelo di domenica 25 agosto: Giovanni 6, 60-69
Vangelo di Giovedì 15 agosto: Luca 1, 39-56
Vangelo di domenica 18 agosto: Giovanni 6, 51-58
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Vangelo di Domenica 21 luglio: Marco 6, 30-34
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Vangelo di Domenica 13 Marzo: Luca 9, 28-36
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Vangelo di Domenica 27 Febbraio: Luca 6, 39-45
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Vangelo di Domenica 6 Febbraio: Luca 5, 1-11
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Vangelo di Domenica 16 Gennaio: Giovanni 2, 1-11
Vangelo di Domenica 9 Gennaio Luca 3, 15-16.21-22
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Vangelo di Sabato 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 26 Dicembre: Luca 2, 41-52
Vangelo di Sabato 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 19 Dicembre: Luca 1, 39-45
Vangelo di Domenica 12 Dicembre: Luca 3, 10-18
Vangelo di Mercoledì 8 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 5 Dicembre: Luca 3, 1-6
Vangelo di Domenica 28 Novembre: Luca 21, 25-28. 34-36
Vangelo di Domenica 21 Novembre: Giovanni 13, 33-37
Vangelo di Domenica 14 Novembre: Marco 13, 24-32
Vangelo di Domenica 7 Novembre: Marco 12, 38-44
Vangelo di Lunedì 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 31 Ottobre: Marco 12, 28-34
Vangelo di Domenica 24 Ottobre: Marco 10, 46-52
Vangelo di Domenica 17 Ottobre: Marco 10, 35-45
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Marco 10, 17-31
Vangelo di Domenica 3 Ottobre: Marco 10, 2-16
Vangelo di Domenica 26 Settembre: Marco 9, 38-43.45.47-48
Vangelo di Domenica 19 Settembre: Marco 9, 30-37
Vangelo di Domenica 12 Settembre: Marco 8, 27-35
Vangelo di Domenica 5 Settembre: Marco 7, 31-37
Vangelo di Domenica 29 Agosto: Marco 7, 1-8.14-15.21-23
Vangelo di Domenica 22 Agosto: Giovanni 6, 60-70
Vangelo di Domenica 15 Agosto: Luca 1, 39-56
Vangelo di Domenica 8 Agosto: Giovanni 6, 41-51
Vangelo di Domenica 1 Agosto: Giovanni 6, 24-35
Vangelo di Domenica 25 Luglio: Giovanni 6, 1-15
Vangelo di Domenica 18 Luglio: Marco 6, 30-34
Vangelo di Domenica 11 Luglio: Marco 6, 7-13
Vangelo di Domenica 4 Luglio: Marco 6, 1-6
Vangelo di Martedì 29 Giugno: Matteo 16, 13-19
Vangelo di Domenica 27 Giugno: Marco 5, 21-43
Vangelo di Domenica 20 Giugno: Marco 4, 35-41
Vangelo di Domenica 13 Giugno: Marco 4, 26-34
Vangelo di Domenica 6 Giugno: Marco 14, 12-16.22-26
Vangelo di Martedì 30 Maggio: Matteo 28, 16-20
Vangelo di Domenica 23 Maggio: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 16 Maggio: Marco 16, 15-20
Vangelo di Domenica 9 Maggio: Giovanni 15, 9-17
Vangelo di Domenica 2 Maggio: Giovanni 15, 1-8
Vangelo di Domenica 25 Aprile: Giovanni 10, 11-18
Vangelo di Domenica 18 Aprile: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 11 Aprile: Giovanni 20, 19-31
Vangelo di Venerdì 2 Aprile: Giovanni 18-19
Vangelo di Giovedì 1 Aprile: Giovanni 13, 1-15
Vangelo di Domenica 28 Marzo: Marco 14-15
Vangelo di Domenica 21 Marzo: Giovanni 12, 20-33
Vangelo di Domenica 14 Marzo: Giovanni 3, 14-21
Vangelo di Domenica 7 Marzo: Giovanni 2, 13-25
Vangelo di Domenica 28 Febbraio: Marco 9, 2-10
Vangelo di Domenica 21 Febbraio: Marco 1, 12-15
Vangelo di Domenica 14 Febbraio: Marco 1, 40-45
Vangelo di Domenica 7 Febbraio: Marco 1, 29-39
Vangelo di Domenica 31 Gennaio: Marco 1, 21-28
Vangelo di Domenica 24 Gennaio: Marco 1, 14-20
Vangelo di Domenica 10 Gennaio: Marco 1, 9-11
Vangelo di Giovedì 7 Gennaio: Giovanni 1, 35-42
Vangelo di Mercoledì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 3 Gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di Venerdì 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 27 Dicembre: Luca 2, 25-38
Vangelo di Venerdì 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 20 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 13 Dicembre: Giovanni 1, 6-8.19-28
Vangelo di Domenica 6 Dicembre: Marco 1, 1-8
Vangelo di Domenica 29 Novembre: Marco 13, 33-37
Vangelo di Domenica 22 Novembre: Matteo 25, 31-46
Vangelo di Domenica 15 novembre: Matteo 25, 14-30
Vangelo di Domenica 8 Novembre: Matteo 25, 1-13
Vangelo di Domenica 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 25 Ottobre: Matteo 22, 34-40
Vangelo di Domenica 18 Ottobre: Matteo 22, 15-21
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Matteo 22, 1-14
Vangelo di Domenica 4 Ottobre: Matteo 21, 33-43
Vangelo di Domenica 27 Settembre: Matteo 21, 28-32
Vangelo di Domenica 20 Settembre: Matteo 20, 1-16
Vangelo di Domenica 13 Settembre: Matteo 18, 21-35
Vangelo di Domenica 6 Settembre: Matteo 18, 15-20
Vangelo di Domenica 6 Settembre