Dal Bangladesh, padre Giovanni Gargano, Missionario Saveriano, prende spunto da un passo biblico per invitarci ad essere coerenti e misericordiosi
La prima lettura di questo inizio di Quaresima ci ha messo davanti una grande sfida: “Dio plasmò l’uomo…piantò un giardino…e vi collocò l’uomo che aveva plasmato”.
Nell’immediato, mi vien voglia di dire: ma che gran sbaglio ha fatto il Signore di fidarsi dell’uomo, creato a sua immagine ma che nella realtà non lascia trasparire l’immagine di Dio nel suo modo di agire.
Per esempio, noi, che in Bangladesh, viviamo in una missione circondata da fabbriche tessili e di ceramica, ogni giorno vediamo che i nostri canali d’acqua sono completamente neri, cambiano colore ogni ora.
Quando la domenica vado a Chanpur, passo per un ponte dove c’è un canale nero e un tubo da dove fuoriesce l’acqua colorata delle fabbriche. Una grandissima vergogna! Dovrebbero usare i filtri, ma niente di tutto ciò. Prima della persona, davanti mettono i soldi, un guadagno a discapito della salute della gente.
Ecco allora che l’uomo collocato nel giardino ha fatto disastri e continua a farne per la sua ingordigia.
Grazie a Dio, esistono anche tante persone, anche qui in Bangladesh che si prendono cura della natura.
Come nel Vangelo, le tentazioni sono tante ma dobbiamo essere coerenti con la nostra fede. E soprattutto, cercare di andare oltre ciò che può danneggiare la vita degli altri.
Nella quotidianità, ci sono tante prove nelle quali possiamo essere più che vittoriosi. Penso in questi giorni al mio amico Rana, giovane musulmano che sta vivendo un periodo di forte prova. Sua moglie, una settimana fa, ha dato alla luce tre bambini. Uno è morto subito e gli altri due portati a Dhaka in terapia intensiva. Il 20 febbraio scorso, sono andato in ospedale per parlare con Rana e nel pomeriggio è morta la piccolina. Resta il maschietto, ci sono buone speranze che sopravviva.
Che il Signore ci accompagni sempre in questi momenti di prova, affinché la nostra fede in Lui possa crescere e non diminuire.
Immagine
Dio si fida di noi: creati a sua immagine
il:
– di:
Foto di Greg Rakozy su Unsplash
Dal Bangladesh, padre Giovanni Gargano, Missionario Saveriano, prende spunto da un passo biblico per invitarci ad essere coerenti e misericordiosi
La prima lettura di questo inizio di Quaresima ci ha messo davanti una grande sfida: “Dio plasmò l’uomo…piantò un giardino…e vi collocò l’uomo che aveva plasmato”.
Nell’immediato, mi vien voglia di dire: ma che gran sbaglio ha fatto il Signore di fidarsi dell’uomo, creato a sua immagine ma che nella realtà non lascia trasparire l’immagine di Dio nel suo modo di agire.
Per esempio, noi, che in Bangladesh, viviamo in una missione circondata da fabbriche tessili e di ceramica, ogni giorno vediamo che i nostri canali d’acqua sono completamente neri, cambiano colore ogni ora.
Quando la domenica vado a Chanpur, passo per un ponte dove c’è un canale nero e un tubo da dove fuoriesce l’acqua colorata delle fabbriche. Una grandissima vergogna! Dovrebbero usare i filtri, ma niente di tutto ciò. Prima della persona, davanti mettono i soldi, un guadagno a discapito della salute della gente.
Ecco allora che l’uomo collocato nel giardino ha fatto disastri e continua a farne per la sua ingordigia.
Grazie a Dio, esistono anche tante persone, anche qui in Bangladesh che si prendono cura della natura.
Come nel Vangelo, le tentazioni sono tante ma dobbiamo essere coerenti con la nostra fede. E soprattutto, cercare di andare oltre ciò che può danneggiare la vita degli altri.
Nella quotidianità, ci sono tante prove nelle quali possiamo essere più che vittoriosi. Penso in questi giorni al mio amico Rana, giovane musulmano che sta vivendo un periodo di forte prova. Sua moglie, una settimana fa, ha dato alla luce tre bambini. Uno è morto subito e gli altri due portati a Dhaka in terapia intensiva. Il 20 febbraio scorso, sono andato in ospedale per parlare con Rana e nel pomeriggio è morta la piccolina. Resta il maschietto, ci sono buone speranze che sopravviva.
Che il Signore ci accompagni sempre in questi momenti di prova, affinché la nostra fede in Lui possa crescere e non diminuire.
Immagine
Dal Bangladesh, padre Giovanni Gargano, Missionario Saveriano, prende spunto da un passo biblico per invitarci ad essere coerenti e misericordiosi
La prima lettura di questo inizio di Quaresima ci ha messo davanti una grande sfida: “Dio plasmò l’uomo…piantò un giardino…e vi collocò l’uomo che aveva plasmato”.
Nell’immediato, mi vien voglia di dire: ma che gran sbaglio ha fatto il Signore di fidarsi dell’uomo, creato a sua immagine ma che nella realtà non lascia trasparire l’immagine di Dio nel suo modo di agire.
Per esempio, noi, che in Bangladesh, viviamo in una missione circondata da fabbriche tessili e di ceramica, ogni giorno vediamo che i nostri canali d’acqua sono completamente neri, cambiano colore ogni ora.
Quando la domenica vado a Chanpur, passo per un ponte dove c’è un canale nero e un tubo da dove fuoriesce l’acqua colorata delle fabbriche. Una grandissima vergogna! Dovrebbero usare i filtri, ma niente di tutto ciò. Prima della persona, davanti mettono i soldi, un guadagno a discapito della salute della gente.
Ecco allora che l’uomo collocato nel giardino ha fatto disastri e continua a farne per la sua ingordigia.
Grazie a Dio, esistono anche tante persone, anche qui in Bangladesh che si prendono cura della natura.
Come nel Vangelo, le tentazioni sono tante ma dobbiamo essere coerenti con la nostra fede. E soprattutto, cercare di andare oltre ciò che può danneggiare la vita degli altri.
Nella quotidianità, ci sono tante prove nelle quali possiamo essere più che vittoriosi. Penso in questi giorni al mio amico Rana, giovane musulmano che sta vivendo un periodo di forte prova. Sua moglie, una settimana fa, ha dato alla luce tre bambini. Uno è morto subito e gli altri due portati a Dhaka in terapia intensiva. Il 20 febbraio scorso, sono andato in ospedale per parlare con Rana e nel pomeriggio è morta la piccolina. Resta il maschietto, ci sono buone speranze che sopravviva.
Che il Signore ci accompagni sempre in questi momenti di prova, affinché la nostra fede in Lui possa crescere e non diminuire.
Immagine
Foto di Greg Rakozy su Unsplash
TAG
CONDIVIDI