Festival Oikonomia | Prato, laboratorio del bene comune e della misericordia sociale

Intervento di Luigino Bruni
I capitali e le capitali spirituali al centro del confronto. Il Festival che si è svolto dal 7 al 9 novembre a Prato fa tappa dal 14 al 16 a Castelnuovo Garfagnana, Capannori e Lucca
- La città come laboratorio di bene comune
- La misericordia come capitale spirituale
- Formare imprenditori e lavoratori alla compassione
- Le opere di misericordia come chiave di rinnovamento economico
- Esperienze trasformative per una nuova economia
- Il cammino di Oikonomia continua
1. La città come laboratorio di bene comune

L’economista Luigino Bruni
La città di Prato è stata – dal 7 al 9 novembre – la protagonista della tappa inaugurale del Festival Oikonomia – economia e spiritualità, diretto da Roberta Rocelli e ideato da Luigino Bruni, referente dell’economia di comunione, e da padre Guidalberto Bormolini, dei Ricostruttori nella Preghiera al Borgo.
L’evento, con l’adesione dell’arcidiocesi di Lucca e del Comune di Capannori e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, ha diversi obiettivi.
Il primo è trasformare la città in un laboratorio del bene comune, luogo d’incontro fra imprenditori, lavoratori e sindacati che scelgono percorsi etici, sostenibili e ispirati ai valori spirituali.
2. La misericordia come capitale spirituale
Nelle parole di padre Bormolini emerge la visione di un’economia fondata non solo sui beni materiali, ma su un capitale spirituale capace di generare legami, fiducia e solidarietà.
“E’ urgente riprendere la visione che la realtà sociale si costruisce sulla valorizzazione di ciò che è positivo”.
In questo senso, la misericordia diventa una forma di capitale invisibile, che costruisce comunità e restituisce senso al lavoro e all’impresa.
3. Formare imprenditori e lavoratori alla compassione
La proposta dei Ricostruttori è concreta: offrire uno spazio di formazione e ispirazione per imprenditori e lavoratori, coinvolgendo le imprese e i sindacati, per “essere il lievito di una trasformazione che possa coinvolgere anche l’intera città”.
“Vogliamo – ha continuato padre Bormolini – mettere a frutto dieci anni di riflessioni e offrire esperienze trasformative, promuovendo una integrazione della spiritualità all’interno del mondo del lavoro dell’imprenditoria e della cultura manageriale”.
Qui le opere di misericordia trovano la loro traduzione moderna: insegnare agli ignoranti diventa educare all’etica economica, consigliare i dubbiosi significa orientare chi fa impresa verso scelte sostenibili e umane.
4. Le opere di misericordia come chiave di rinnovamento economico
L’idea del Festival è che l’economia, quando è attraversata dalla misericordia, può diventare strumento di fraternità.
A Prato, il Premio Stefanino d’Oro ha già valorizzato persone e aziende che incarnano questo spirito: realtà capaci di consolare gli afflitti, offrendo lavoro dignitoso; di dar da mangiare agli affamati, sostenendo progetti sociali; di visitare gli infermi, curando la fragilità delle persone e delle relazioni.
Il progetto Oikonomia vuole raccogliere questa eredità e farne un modello di impresa compassionevole, dove la carità si fa metodo e la misericordia si fa governance.
5. Esperienze trasformative per una nuova economia
La comunità dei Ricostruttori propone di attivare, presso la Villa del Palco, percorsi di formazione esperienziale in cui chi lavora possa vivere la dimensione spirituale come parte integrante della propria vocazione professionale.
In questa prospettiva, dare speranza e perdonare le offese diventano strumenti reali di cambiamento economico e relazionale. Ogni gesto di misericordia può generare impatto, innovazione e fiducia.
6. Il cammino di Oikonomia continua
Dopo Prato, il Festival prosegue a Castelnuovo Garfagnana, Capannori e Lucca, dove – dal 14 al 16 novembre – si alterneranno voci come quelle di Stefano Zamagni, Leonardo Becchetti, Johnny Dotti e Franco Farinelli.
Come spiega Roberta Rocelli, “questo Festival vuole sostare nei punti dove lo sguardo si è abituato a non vedere”. E per spazio + spadoni, è uno spunto interessante di riflessione per trasmettere un messaggio: anche l’economia può essere opera di misericordia. Quando educa, accoglie, guarisce e costruisce ponti, diventa davvero strumento di comunione e di speranza per il mondo.
Per informazioni, clicca qui
Fonte e immagine
I capitali e le capitali spirituali al centro del confronto. Il Festival che si è svolto dal 7 al 9 novembre a Prato fa tappa dal 14 al 16 a Castelnuovo Garfagnana, Capannori e Lucca
- La città come laboratorio di bene comune
- La misericordia come capitale spirituale
- Formare imprenditori e lavoratori alla compassione
- Le opere di misericordia come chiave di rinnovamento economico
- Esperienze trasformative per una nuova economia
- Il cammino di Oikonomia continua
1. La città come laboratorio di bene comune

L’economista Luigino Bruni
La città di Prato è stata – dal 7 al 9 novembre – la protagonista della tappa inaugurale del Festival Oikonomia – economia e spiritualità, diretto da Roberta Rocelli e ideato da Luigino Bruni, referente dell’economia di comunione, e da padre Guidalberto Bormolini, dei Ricostruttori nella Preghiera al Borgo.
L’evento, con l’adesione dell’arcidiocesi di Lucca e del Comune di Capannori e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, ha diversi obiettivi.
Il primo è trasformare la città in un laboratorio del bene comune, luogo d’incontro fra imprenditori, lavoratori e sindacati che scelgono percorsi etici, sostenibili e ispirati ai valori spirituali.
2. La misericordia come capitale spirituale
Nelle parole di padre Bormolini emerge la visione di un’economia fondata non solo sui beni materiali, ma su un capitale spirituale capace di generare legami, fiducia e solidarietà.
“E’ urgente riprendere la visione che la realtà sociale si costruisce sulla valorizzazione di ciò che è positivo”.
In questo senso, la misericordia diventa una forma di capitale invisibile, che costruisce comunità e restituisce senso al lavoro e all’impresa.
3. Formare imprenditori e lavoratori alla compassione
La proposta dei Ricostruttori è concreta: offrire uno spazio di formazione e ispirazione per imprenditori e lavoratori, coinvolgendo le imprese e i sindacati, per “essere il lievito di una trasformazione che possa coinvolgere anche l’intera città”.
“Vogliamo – ha continuato padre Bormolini – mettere a frutto dieci anni di riflessioni e offrire esperienze trasformative, promuovendo una integrazione della spiritualità all’interno del mondo del lavoro dell’imprenditoria e della cultura manageriale”.
Qui le opere di misericordia trovano la loro traduzione moderna: insegnare agli ignoranti diventa educare all’etica economica, consigliare i dubbiosi significa orientare chi fa impresa verso scelte sostenibili e umane.
4. Le opere di misericordia come chiave di rinnovamento economico
L’idea del Festival è che l’economia, quando è attraversata dalla misericordia, può diventare strumento di fraternità.
A Prato, il Premio Stefanino d’Oro ha già valorizzato persone e aziende che incarnano questo spirito: realtà capaci di consolare gli afflitti, offrendo lavoro dignitoso; di dar da mangiare agli affamati, sostenendo progetti sociali; di visitare gli infermi, curando la fragilità delle persone e delle relazioni.
Il progetto Oikonomia vuole raccogliere questa eredità e farne un modello di impresa compassionevole, dove la carità si fa metodo e la misericordia si fa governance.
5. Esperienze trasformative per una nuova economia
La comunità dei Ricostruttori propone di attivare, presso la Villa del Palco, percorsi di formazione esperienziale in cui chi lavora possa vivere la dimensione spirituale come parte integrante della propria vocazione professionale.
In questa prospettiva, dare speranza e perdonare le offese diventano strumenti reali di cambiamento economico e relazionale. Ogni gesto di misericordia può generare impatto, innovazione e fiducia.
6. Il cammino di Oikonomia continua
Dopo Prato, il Festival prosegue a Castelnuovo Garfagnana, Capannori e Lucca, dove – dal 14 al 16 novembre – si alterneranno voci come quelle di Stefano Zamagni, Leonardo Becchetti, Johnny Dotti e Franco Farinelli.
Come spiega Roberta Rocelli, “questo Festival vuole sostare nei punti dove lo sguardo si è abituato a non vedere”. E per spazio + spadoni, è uno spunto interessante di riflessione per trasmettere un messaggio: anche l’economia può essere opera di misericordia. Quando educa, accoglie, guarisce e costruisce ponti, diventa davvero strumento di comunione e di speranza per il mondo.
Per informazioni, clicca qui
Fonte e immagine

Intervento di Luigino Bruni


