La Fondazione di Comunità di Messina e la rivoluzione gentile dell’energia

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22 Ottobre 2025

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Foto di Shane Rounce su Unsplash

Dalla Sicilia, il racconto di un’esperienza di comunità, una nuova forma di misericordia nel territorio messinese

C’è un modo di “fare misericordia” che non passa più solo per il gesto immediato – un pasto caldo, una coperta, un aiuto urgente – ma per la costruzione di strutture che rendono la solidarietà duratura, capace di generare autonomia e comunità.

È questa la visione che anima la Fondazione della Comunità di Messina, un’esperienza nata in Sicilia all’inizio degli anni Duemila e oggi riconosciuta in Europa come laboratorio di innovazione sociale.

In un territorio dove il tasso di disoccupazione è tra i più alti d’Italia, dove molti giovani scelgono di partire e dove le risorse pubbliche scarseggiano, la Fondazione ha scelto una via controcorrente: trasformare la solidarietà in economia generativa.

L’energia che diventa bene comune

Il progetto simbolo è il parco fotovoltaico diffuso.
Invece di costruire un grande impianto centralizzato, la Fondazione ha proposto a famiglie, enti religiosi, associazioni e agricoltori di mettere a disposizione i propri tetti per installare pannelli solari.

Oggi gli impianti sono oltre 180, distribuiti tra Messina e i comuni limitrofi: un mosaico di energia pulita che produce elettricità, ma soprattutto rende risorse economiche alla comunità.

Il principio è semplice e rivoluzionario:

  • l’energia prodotta viene in parte autoconsumata, in parte venduta alla rete;
  • i proventi vengono reinvestiti in progetti sociali, microcredito, formazione e rigenerazione urbana;
  • i beneficiari diventano a loro volta attori attivi del sistema, contribuendo a mantenerlo e ampliarlo.

Un esempio concreto: grazie ai ricavi di alcuni impianti, la Fondazione ha finanziato borse di studio per giovani ricercatori e laboratori di artigianato per ragazzi fuoriusciti dalla scuola.

È un ciclo virtuoso che trasforma la luce del sole in opportunità.

Fonte

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Dalla Sicilia, il racconto di un’esperienza di comunità, una nuova forma di misericordia nel territorio messinese

C’è un modo di “fare misericordia” che non passa più solo per il gesto immediato – un pasto caldo, una coperta, un aiuto urgente – ma per la costruzione di strutture che rendono la solidarietà duratura, capace di generare autonomia e comunità.

È questa la visione che anima la Fondazione della Comunità di Messina, un’esperienza nata in Sicilia all’inizio degli anni Duemila e oggi riconosciuta in Europa come laboratorio di innovazione sociale.

In un territorio dove il tasso di disoccupazione è tra i più alti d’Italia, dove molti giovani scelgono di partire e dove le risorse pubbliche scarseggiano, la Fondazione ha scelto una via controcorrente: trasformare la solidarietà in economia generativa.

L’energia che diventa bene comune

Il progetto simbolo è il parco fotovoltaico diffuso.
Invece di costruire un grande impianto centralizzato, la Fondazione ha proposto a famiglie, enti religiosi, associazioni e agricoltori di mettere a disposizione i propri tetti per installare pannelli solari.

Oggi gli impianti sono oltre 180, distribuiti tra Messina e i comuni limitrofi: un mosaico di energia pulita che produce elettricità, ma soprattutto rende risorse economiche alla comunità.

Il principio è semplice e rivoluzionario:

  • l’energia prodotta viene in parte autoconsumata, in parte venduta alla rete;
  • i proventi vengono reinvestiti in progetti sociali, microcredito, formazione e rigenerazione urbana;
  • i beneficiari diventano a loro volta attori attivi del sistema, contribuendo a mantenerlo e ampliarlo.

Un esempio concreto: grazie ai ricavi di alcuni impianti, la Fondazione ha finanziato borse di studio per giovani ricercatori e laboratori di artigianato per ragazzi fuoriusciti dalla scuola.

È un ciclo virtuoso che trasforma la luce del sole in opportunità.

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