Asia, Cina | Che cosa significa essere missionari

29 Ottobre 2026

Redazione

Strada affollata di Hong Kong, tra negozi, insegne e passanti: la quotidianità della gente come luogo d’incontro e di missione
A Hong Kong, essere missionari significa anche condividere la quotidianità della gente, camminare accanto alle persone e incontrarle nella semplicità della vita di ogni giorno

Da Hong Kong, il missionario padre Simon Wong ci parla dell’essere missionari, della chiamata all’annuncio e della vicinanza concreta

                                                                                                                      (di padre Simon Wong)***

Essere missionari significa vivere una vocazione specifica, sia come consacrati sia come laici, rispondendo alla chiamata di Dio ad annunciare il Vangelo agli altri. Richiede piena disponibilità, dono radicale di sé e una presenza attiva accanto alle persone bisognose. La vocazione missionaria è un dono del Signore, che sceglie alcune persone perché siano testimoni del Regno dei cieli.

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Ogni congregazione o comunità apostolica ha un proprio carisma, cioè una missione specifica a cui è chiamata. Al centro della vocazione missionaria, tuttavia, c’è l’Incarnazione, la realtà di Gesù Cristo che si fa uomo. Essere missionari significa adottare un approccio concreto e vicino alla vita delle persone. Per questo, la vocazione missionaria è chiamata a testimoniare l’amore incondizionato del Padre, donatoci attraverso il Figlio.

Oltre i confini e in comunione fraterna

I missionari imitano la vita di Gesù, caratterizzata dal dono totale di sé e dall’umiltà, seguendo il suo esempio e ciò che ha fatto per gli altri.

Una caratteristica fondamentale del missionario è la disponibilità a lasciare tutto, orientandosi esplicitamente «verso l’esterno», per portare la Buona Notizia a chi non l’ha ancora ascoltata. Nel senso tradizionale del termine, i missionari sono chiamati ad andare oltre i propri confini geografici e culturali. Seguendo le orme dei fondatori, i membri delle congregazioni si impegnano a lasciare il proprio Paese per servire là dove il Vangelo è meno conosciuto o vissuto.

I missionari non agiscono come individui isolati. Proprio come Gesù inviò i suoi discepoli a due a due, essi vivono in comunità multiculturali, facendo della diversità fraterna una testimonianza fondamentale del Vangelo.

Si inseriscono attivamente nelle comunità locali che servono: imparano la lingua, adottano le usanze del luogo e condividono le difficoltà quotidiane, le speranze e le sofferenze delle persone. Vivono in prima persona le sfide che le comunità locali affrontano.

La via della croce e il modello di Maria

La vita missionaria è intrinsecamente legata al sacrificio, perché Gesù ha sacrificato se stesso per le persone che amava. Essere missionari significa mettere in conto e accogliere liberamente la povertà, le privazioni e gli insuccessi, rimanendo saldi nella consapevolezza che la croce custodisce, in ultima analisi, il seme della risurrezione e della vita nuova.

Essere missionari significa anche imparare la disponibilità guardando a Maria, Madre della Chiesa, modello per eccellenza di servizio, fede e preghiera. Il suo «sì» incondizionato a Dio è fonte quotidiana d’ispirazione per il missionario, chiamato a dedicarsi interamente alla missione di Cristo.

***Missionario cinese della famiglia religiosa del Cuore Immacolato di Maria a Hong Kong

Foto di padre Simon Wong

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