L’Atelier della Parola: l’arte di proclamare con lentezza

22 Ottobre 2026

Pace e silenzio
La Parola di Dio ha bisogno di silenzio, tempo e cura per mettere radici nel cuore.

«Come, infatti, la pioggia scende dal cielo e non vi ritorna senza aver irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare… così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca» (Isaia).

Lentissimamente. È la nostra regola d’oro. Sì, nel nostro «Atelier della Parola» il venerdì pomeriggio alla parrocchia di S. Agostino a Reggio Calabria.

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La preparazione comunitaria delle letture domenicali

La chiesa è vuota, i microfoni accesi. Si preparano concretamente, così, le letture della domenica. Tutti i lettori leggono gli stessi testi, ma… con un colore, un sapore, un ritmo, un’emozione differenti. Ci si corregge, ascoltandosi. Con un invito forte: una parola chiara, fresca, slow. Lenta.

Il ritmo della proclamazione come pioggia feconda

La Parola di Dio, poi, nella celebrazione viene proposta tra pause, respiro e silenzio. Procede con andatura lenta, solenne e interiore. Proprio come la pioggia di Isaia. Il lettore non legge. Parla al cuore dell’assemblea. Sì, sembra, per davvero, Parola di Dio. Lenta, avvolgente, trasformante.

In realtà, colui che proclama vive interiormente il sapore della misericordia. Cioè non quello di leggere velocemente e automaticamente, e poi eclissarsi. Sa che il suo occhio è più veloce nel cogliere il senso dell’orecchio dell’ascoltatore. Per questo, ci vuole tempo. Calma.

Procede, quindi, a passo d’uomo. Prende il coraggio di spezzare le frasi. Di fermarsi. Arrestare il flusso continuo della lettura (che spesso sembra un fiume che travolge e sparisce!). La voce resta come sospesa.

Mette in luce una parola-chiave, un termine importante, – isolatamente – come una perla nelle proprie mani. Come una parola che brilla, ricca di senso. La fa gustare a chi ascolta, restando sospesa nell’aria.

La Parola come carezza che tocca l’anima

Un procedere lento, assimilato, spezzato, nutrito di brevi istanti di pausa. Si rivela una chiave importante per entrare nel cuore di ognuno.

Lo vedi dai loro occhi: attendono, accolgono, rivivono, risplendono ad ogni frase. Brillano della speranza di Isaia, dell’energia missionaria di Paolo, della preghiera in lacrime del Salmista. E tutto scende nell’anima.

Vive nella misericordia di un lettore – che impone a sé stesso un ritmo calmo, ispirato – in un testo che ha parlato per generazioni e generazioni.

Ricordando ad ogni essere umano, che questa Parola è carezza di Dio. E trasforma il cuore arido di ognuno come la pioggia dal sapore di sorpresa. Così scorre il nostro venerdì, in una chiesa vuota, ma colma di attesa.

Foto di Renzo Zilio

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