La missione: cuore della Chiesa e anima di ogni apostolato

26 Ottobre 2026

Redazione
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Incontro Trinitari in Madagascar luglio 2026
Raduno della Famiglia Trinitaria in Madagascar (30-31 luglio 2026) per i 100 anni della sua presenza nel Paese.

(di padre Luigi Buccarello, O.SS.T.)***

La missione non è semplicemente un’attività della Chiesa, ma appartiene alla sua stessa natura e identità. Per comprenderne il significato più profondo, dobbiamo risalire al mistero della Santissima Trinità, sorgente e fondamento di ogni autentica missione.

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La missione nasce dal cuore di Dio. Il Padre invia il Figlio nel mondo per la salvezza dell’umanità e il Padre e il Figlio donano lo Spirito Santo affinché l’opera della redenzione raggiunga tutti.

La missione, dunque, prima di essere un compito affidato alla Chiesa, è un’iniziativa di Dio, espressione del suo amore che si comunica e si dona. La Chiesa non possiede una missione propria, ma partecipa alla missione del Figlio e dello Spirito Santo.

Da questo fondamento trinitario deriva un principio ecclesiologico fondamentale, espresso dal Concilio Vaticano II: «La Chiesa peregrinante è per sua natura missionaria» (Ad gentes, 2).

La missione non costituisce pertanto un’attività accessoria, riservata ad alcuni membri o a particolari territori, ma è una dimensione costitutiva dell’intera comunità ecclesiale. La Chiesa esiste per evangelizzare, per rendere presente nella storia l’amore salvifico di Dio e annunciare a tutti gli uomini la buona notizia di Gesù Cristo.

Questa consapevolezza comporta un cambiamento di prospettiva: non è la Chiesa che ha una missione, ma è la missione di Dio che genera e continuamente rinnova la Chiesa. Ogni battezzato, in forza della propria vocazione, partecipa a questa responsabilità.

Al centro, p. Luigi Buccarello e Mons. Gustavo Bombín Espino, Arcivescovo Metropolita di Toliara (Madagascar)

In tale prospettiva, la missione non può essere identificata esclusivamente con l’annuncio del Vangelo nei territori di prima evangelizzazione. Essa abbraccia l’intera vita della Chiesa e deve ispirare ogni sua attività apostolica: la predicazione, la catechesi, la liturgia, l’educazione, la carità, il dialogo e la promozione della dignità umana.

La missione, prima di essere un’attività, è uno stile, un modo di essere, un modo di vivere e testimoniare la fede in Cristo. Tale stile contrasta con ogni forma di chiusura e ci mette al riparo dalla tentazione di occupare spazi di potere o di misurare con i numeri la propria forza e grandezza.

Senza questa apertura missionaria, anche le opere ecclesiali più importanti rischiano di trasformarsi in semplici attività organizzative o assistenziali, perdendo la loro autentica identità evangelica.

Il rischio più grande che oggi corriamo come Chiesa è la perdita della coscienza e dell’audacia missionaria che ci permette di superare ogni confine e di abbattere ogni muro. La missione è l’ossigeno della nostra fede, che cresce nella misura in cui viene condivisa.

In definitiva, la missione non è qualcosa che la Chiesa fa, ma ciò che la Chiesa è: sacramento dell’amore di Dio, chiamata a rendere visibile nel mondo la comunione trinitaria e la salvezza offerta a ogni uomo.

Foto di padre Luigi Buccarello

*** Ministro Generale dell’Ordine della Santissima Trinità e degli Schiavi

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