Italia, Rimini | Card. Zuppi: “senza misericordia si diventa feroci”

25 Agosto 2026

Il card. Zuppi su dialogo e misericordia
In un'intervista al Meeting per l'amicizia fra i popoli di Rimini , le parole del card. Zuppi su dialogo e misericordia

In un tempo segnato da forti tensioni globali e conflitti laceranti, la voce della Chiesa cattolica torna a indicare con determinazione l’unica via autentica per disarmare i cuori: l’incontro fraterno e l’ascolto reciproco.

Durante il suo recente intervento al Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini, il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della CEI e arcivescovo di Bologna, ha delineato una lucida e vibrante riflessione sul dramma della violenza internazionale e sull’urgenza di ritrovare il senso profondo dell’umano.

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Dalla cultura della potenza alla voragine del conflitto

La disamina del cardinale prende le mosse da una constatazione severa del presente, in cui l’arroganza delle armi e la prevaricazione sembrano soffocare ogni tentativo di riconciliazione.

«Oggi viviamo il tempo della cultura della potenza che ci porta a una grande disumanità e alla voragine della guerra».

Con queste parole incisive, Zuppi ha denunciato come la logica della sopraffazione e la chiusura nazionalista generino mostri, allontanando le comunità dalla vera giustizia.

L’errore più diffuso è credere che la sicurezza possa scaturire dall’isolamento o dalla costruzione di barriere difensive. Un simile atteggiamento alimenta la diffidenza reciproca e scivola inevitabilmente nella paura:

«Se ci chiudiamo in una enclave viviamo l’illusione di essere più protetti ma in realtà non lo siamo affatto. L’isolamento porta ad avere sempre più paura dell’altro tanto che non lo consideriamo più un fratello».

Trasformare il nemico in amico attraverso l’ascolto

Per contrastare la spirale dell’odio, non bastano soluzioni di comodo o trattative fredde e distanti; serve un radicale cambiamento interiore capace di rimettere al centro la compassione. Il presidente dei vescovi italiani ha sintetizzato questo principio con una massima di straordinaria forza etica:

«Senza misericordia si diventa feroci, solo con il dialogo si costruisce la pace». La ferocia, infatti, trova terreno fertile dove muore l’empatia e dove si rifiuta di riconoscere il grido di chi soffre.

La misericordia autentica e l’apertura all’altro non rappresentano un atteggiamento di debolezza o di resa, ma costituiscono il più alto gesto di audacia morale. Come ha ribadito Zuppi, «la capacità di conoscere l’altro ci permette di trasformare il nemico in amico». Questo traguardo richiede il coraggio di abbattere i muri del pregiudizio, di ascoltare le ragioni dell’altro e di custodire la pari dignità di ogni essere umano.

Una speranza concreta per il cammino comune

La costruzione della pace non è un ideale astratto o irraggiungibile, ma un impegno quotidiano fatto di scelte responsabili, vicinanza agli ultimi e percorsi condivisi. Il cardinale Zuppi invita a non cedere allo sconforto, ma a diventare artigiani tenaci di solidarietà e riconciliazione, ricordando che nessun futuro duraturo potrà mai essere edificato senza la cura fraterna del prossimo.

Foto di Aarón Blanco Tejedor su Unsplash

Fonte: Vatican News

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