Africa | La prima visita di Papa Leone XIV come Opera di Misericordia

29 Luglio 2026

La prima visita del Papa all'Africa
La visita di papa Leone XIV ai quattro Paesi africani, segno di attenzione al continente e messaggio di speranza

Nella prospettiva della RiEvoluzione delle Opere di Misericordia, espressione di spazio + spadoni – OPERA M, che considera le Opere di Misericordia in una prospettiva più ampia, andando oltre la visione più diffusa che le riduce esclusivamente alla solidarietà, la visita di Papa Leone XIV in quattro Paesi dell’Africa – Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale – dal 13 al 23 aprile 2026 è stata, senza alcun dubbio, un’autentica pratica delle Opere di Misericordia.

Alla base di questa affermazione vi è il fatto che l’iniziativa di Papa Leone XIV di visitare l’Africa, un continente segnato da numerose sfide e difficoltà, rappresenta un gesto di vicinanza nei confronti di questo continente. E sappiamo che il messaggio fondamentale delle Opere di Misericordia consiste proprio nello stare accanto a chi ha bisogno del nostro aiuto; in altre parole, nel praticare la carità, la virtù teologale per eccellenza.

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San Paolo insegna infatti: «Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che risuona o cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi una fede così grande da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla» (1Cor 13,1-2).

Durante la sua visita, Papa Leone ha inoltre offerto preziosi consigli ai popoli visitati. Ad esempio, nell’incontro con le Autorità, la Società Civile e il Corpo Diplomatico del 13 aprile 2026 ad Algeri, ha affermato:

«I drammatici avvenimenti storici del passato offrono al vostro Paese uno sguardo particolarmente critico sugli equilibri mondiali. Se saprete dialogare con le esigenze di tutti e solidarizzare con le sofferenze di tanti Paesi vicini e lontani, la vostra esperienza potrà contribuire a immaginare e realizzare una maggiore giustizia tra i popoli.
Non moltiplicando incomprensioni e conflitti, ma rispettando la dignità di ogni persona e lasciandovi toccare dal dolore altrui, potrete diventare autentici protagonisti di un nuovo corso della storia – oggi più urgente che mai – di fronte ai tentativi neocoloniali e alle continue violazioni del diritto internazionale».

In questo modo ha messo in pratica l’Opera di Misericordia spirituale che invita a consigliare i dubbiosi. Dare un buon consiglio significa volere il bene dell’altro, desiderare che anche lui possa prosperare ed essere felice, aiutandolo a evitare il male.

Il Papa ha inoltre lasciato messaggi che rappresentano una vera novità per il continente africano e che, se messi in pratica, potrebbero aprire una stagione migliore per l’Africa. Nel discorso alle Autorità, alla Società Civile e al Corpo Diplomatico pronunciato il 15 aprile 2026 a Yaoundé, ha dichiarato:

«La pace, infatti, non si decreta: si accoglie e si vive. È un dono di Dio che cresce attraverso uno sforzo paziente e collettivo. È responsabilità di tutti, innanzitutto delle autorità civili. Governare significa amare il proprio Paese e anche i Paesi vicini: il comandamento “Ama il prossimo tuo come te stesso” vale anche per le relazioni internazionali!
Governare significa ascoltare realmente i cittadini, valorizzarne l’intelligenza e la capacità di contribuire alla costruzione di soluzioni durature ai problemi».

Questo insegnamento si inserisce perfettamente nell’Opera di Misericordia spirituale che invita a insegnare agli ignoranti. Insegnare qualcosa a chi non la conosce è un atto di condivisione: significa trasmettere agli altri il bene che abbiamo sperimentato, affinché possano anch’essi beneficiare della felicità che il Signore riserva a coloro che seguono i suoi precetti. Insegnare a chi non sa significa condurlo dalle tenebre alla luce.

Nel corso della visita, Papa Leone ha pronunciato anche discorsi molto incisivi, denunciando situazioni che aggravano le sofferenze degli africani e criticando comportamenti di alcuni leader e politiche che non favoriscono il bene comune. In altre parole, ha corretto ciò che non funziona.

Nel discorso rivolto alle Autorità, alla Società Civile e al Corpo Diplomatico il 18 aprile 2026 a Luanda, ha affermato:

«Carissimi, mi riferivo alle ricchezze materiali sulle quali, anche nel vostro Paese, interessi prepotenti mettono le mani. Quanta sofferenza, quante morti, quante catastrofi sociali e ambientali produce questa logica estrattivista! In ogni parte del mondo vediamo come essa alimenti un modello di sviluppo che discrimina ed esclude, ma che continua a presentarsi come l’unico possibile.
San Paolo VI, interpretando con grande lucidità le inquietudini del mondo giovanile, denunciava già sessant’anni fa “l’aspetto senile – del tutto anacronistico – di una civiltà commerciale, edonista e materialista che continua a pretendere di essere portatrice del futuro”».

Questo atteggiamento coraggioso, proprio di un buon pastore che si prende cura del proprio gregge, è perfettamente in sintonia con l’Opera di Misericordia spirituale che invita a correggere chi sbaglia. Correggere è un autentico atto di carità ed è proprio di chi desidera sinceramente il bene dell’altro.

Pochi giorni prima della sua visita in Angola, nell’aprile 2026, la valle del Cavaco, nella provincia di Benguela, fu colpita da violente piogge e inondazioni che provocarono ingenti danni materiali e numerose vittime, diffondendo un clima di tristezza e disperazione. Papa Leone non rimase indifferente. Nello stesso discorso alle Autorità, alla Società Civile e al Corpo Diplomatico di Luanda dichiarò infatti:

«Prima di proseguire, desidero assicurare la mia preghiera per le vittime delle forti piogge e delle inondazioni che hanno colpito la provincia di Benguela, ed esprimere la mia vicinanza alle famiglie che hanno perso le loro case.
So anche che voi, popolo angolano, siete uniti in una grande corrente di solidarietà a favore delle persone colpite».

Fu un gesto nobile e profondamente significativo, perché restituì speranza a quanti erano prostrati e disperati, facendo intravedere loro nuovi orizzonti. Si può dire che Papa Leone abbia incarnato perfettamente l’Opera di Misericordia spirituale che invita a consolare gli afflitti.

Alla luce di quanto esposto, non vi sono dubbi che, nella prospettiva di spazio + spadoni – OPERA M, la visita di Papa Leone XIV possa essere interpretata come un’autentica realizzazione delle Opere di Misericordia, una vera testimonianza vissuta del Vangelo.

Foto di padre Rafael Baciano Sapato

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