10 ottobre 1996 – 10 ottobre 2026. Trent’anni esatti.
Il 10 ottobre scorso, le campane e le preghiere hanno risuonato a Kaniola, nel territorio di Walungu (Sud-Kivu), per commemorare le vittime dei massacri che hanno colpito questa località tra il 1996 e il 2006.
Secondo le testimonianze dei sopravvissuti e delle autorità locali, centinaia di civili persero allora la vita e migliaia di famiglie furono colpite da lutti e costrette a sfollare, durante le violenze attribuite ai gruppi armati hutu/FDLR presenti nella zona all’epoca.
Per commemorare questo trentesimo anniversario, i sopravvissuti, i familiari delle vittime e i leader della comunità si sono riuniti per un momento di raccoglimento e preghiera.
Tra loro, il patriota e leader comunitario Kahasha Murhula Albert, detto Foka-Mike, che si era impegnato insieme ad altri giovani della località per proteggere la popolazione civile e favorire il ritorno degli sfollati. Intervistato, racconta:
«Abbiamo fatto la nostra parte per fermare il sangue che scorreva, con l’aiuto di Dio. Ma, a distanza di 30 anni, la ferita non si è ancora rimarginata. Le persone ricordano ancora come se fosse ieri».
A Kaniola, infatti, il trauma è ancora presente. È quanto abbiamo constatato sul posto. Donne che non sono mai riuscite a elaborare il lutto, uomini che convivono con disturbi da stress post-traumatico senza ricevere assistenza, bambini che crescono nella paura di un nuovo attacco. Una paura alimentata oggi dal persistere dell’insicurezza nell’est della RDC, in particolare a causa dell’attività dei gruppi ribelli.
Che cosa chiedono oggi i sopravvissuti?
Al di là del ricordo, lanciano tre appelli che si collegano pienamente alle Opere di Misericordia:
- Il diritto alla giustizia: che gli autori di questi crimini siano identificati e perseguiti, non per vendetta, ma per spezzare il ciclo dell’impunità.
- Il diritto alla guarigione: Kaniola non dispone di alcuna struttura per l’assistenza psicologica. L’opera più urgente, qui, è consolare gli afflitti e curare le ferite dell’anima.
- Il diritto alla memoria: che la comunità nazionale e internazionale non dimentichi Kaniola, affinché simili tragedie non si ripetano.
In questo giorno di commemorazione, l’impegno dei Muzalendo (patrioti) di Kaniola ci ricorda che la misericordia non è soltanto una parola, ma un’azione concreta: proteggere, seppellire i morti con dignità e restare accanto ai vivi.
Foto di Destin Byandike

Repubblica Democratica del Congo



