Africa, Repubblica Democratica del Congo | La via verso la pace

2 Settembre 2026

Destin Byandike

Destin Byandike

Pace in RdC
Bambini che giocano con i bastoni all'aperto. In RdC, la sfida della pace passa attraverso la prossimità

Quando Papa Francesco lanciò a Kinshasa quell’appello divenuto storico: «Giù le mani dall’Africa, giù le mani dalla Repubblica Democratica del Congo!», un intero popolo pianse di speranza. Era il gennaio 2023.

Tre anni dopo, l’Est del nostro Paese continua a sanguinare. Perché?

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Perché per molto tempo abbiamo pensato alla pace come a una questione militare. Si inviano i caschi blu, si firmano accordi a Luanda, Nairobi, Washington e Doha, si contano le armi deposte. Ma la pace non ritorna.

Come ricercatori, impariamo a leggere la situazione da un’altra prospettiva: occorre essere vicini alla popolazione, garantendone la sopravvivenza attraverso una politica economica adeguata alle realtà locali, una pace duratura e un futuro migliore.

Oggi, chi mantiene la pace nei villaggi dove altri non riescono ad arrivare? La Chiesa cattolica. Le sue parrocchie, le sue religiose, i suoi sacerdoti. È presente perché è sobria e radicata nel territorio.

È questo che l’Europa ci insegna attraverso fondazioni come spazio + spadoni: la vera cooperazione tra la RDC e l’Occidente non deve essere soltanto mineraria ed economica. Deve essere anche una cooperazione di pensiero sulla pace.

La pace arriverà quando ogni intervento assomiglierà più a una missione che ad un’amministrazione.

 Foto di Skylight Views (Pexels)

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