“Alzati e cammina”: la cura e il perdono oltre i pregiudizi

3 Luglio 2026

Padre Alessio Geraci, missionario comboniano in Perù
Padre Alessio Geraci, missionario comboniano in Perù

Ogni giorno il Vangelo offre una chiave per leggere la realtà con occhi nuovi.

Le parole di Gesù non appartengono soltanto al tempo in cui sono state pronunciate, ma continuano a illuminare anche le sfide del nostro presente: i conflitti che feriscono il mondo, le divisioni che attraversano le nostre comunità e le fatiche che abitano il cuore di ciascuno.

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In una riflessione sul Vangelo di ieri, padre Alessio Geraci, missionario comboniano in Perù, ci invita a lasciarci interrogare da una domanda che Gesù rivolge agli scribi, ma che risuona ancora con forza nelle nostre coscienze.

È un invito a riconoscere ciò che abita il nostro cuore e a riscoprire la forza liberante del perdono, del dialogo e della fiducia, per rialzarci e riprendere il cammino.

Il passo del Vangelo di Matteo (9, 1-8) ci mostra che la guarigione fisica e il perdono dei peccati sono strettamente collegati. Gesù rimprovera gli scribi presenti lì con queste parole: «Perché pensano male nei loro cuori?».

Se applichiamo queste parole di Gesù a ciò che stiamo vivendo come umanità in questo periodo di guerre, di profonda incertezza politica, sociale ed economica, possiamo vedere come sono davvero parole molto attuali e che “toccano la carne”.

Ciò di cui abbiamo bisogno oggi per uscire da queste situazioni non è la cultura del sospetto, la cultura del “tutti contro tutti”, la cultura del pregiudizio, lasciandoci trasportare dai gossip, dalle ideologie o dalle false notizie che hanno inondato i social media e alcuni canali TV.

Abbiamo bisogno di essere persone migliori e costruire quotidianamente nazioni migliori che siano una casa per tutti e tutte, promuovendo la cultura del dialogo, del rispetto, dell’incontro e della cura.

Pertanto, queste parole di Gesù oggi sono valide e attuali per ognuno di noi, perché spesso nel nostro cuore pensiamo male, abbiamo pregiudizi, giudichiamo e condanniamo gli altri come se la vita fosse un tribunale in cui vengono emesse costantemente sentenze definitive e non un dono da vivere pienamente.

Alzati, ti dice oggi Gesù, caro fratello, cara sorella: rimettiti in piedi, prendi ciò che ti impedisce di vivere pienamente, ciò che ti blocca, e con il suo aiuto… superalo e cammina perché hai ancora molto da fare!

Foto di padre Alessio Geraci

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