Caraibi, Porto Rico | La testimonianza missionaria e il pane spezzato

27 Luglio 2026

Rita Usai

Rita Usai
Porto Rico Porto Rico

Il cibo condiviso in Porto Rico
Un momento prezioso dell'esperienza missionaria in Porto Rico: la condivisione del cibo è segno di un dono più profondo

Ciao, sono una missionaria di origini sarde, una consacrata religiosa della Comunità Missionaria di Villaregia. Dal 2014 sono a Portorico, nella Comunità di Arecibo, e dal novembre 2023 raggiungo anche la diocesi di San Juan de la Maguana, una delle province più povere della Repubblica Dominicana.

Oggi, condivido con voi un’esperienza missionaria di una giovane che vive qui a Porto Rico:

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Mi chiamo Damaira J. Rodríguez e ho 29 anni. La mia prima esperienza missionaria fuori da Porto Rico è stata a San Juan de la Maguana, nella Repubblica Dominicana. Per dieci giorni abbiamo vissuto momenti di riflessione, visitato diverse comunità, condiviso del tempo con i bambini, conosciuto le realtà di tante famiglie e partecipato a Messe e Liturgie della Parola. Abbiamo avuto anche l’opportunità di ascoltare le testimonianze di persone che, con semplicità e profondità, ci hanno raccontato la loro vita e il loro impegno per la promozione umana.

Tra le esperienze più significative c’è stata la visita al confine tra la Repubblica Dominicana e Haiti, un incontro che ci ha profondamente interrogati e aiutati a guardare la realtà con occhi nuovi. Ogni giorno è stato un dono: un’occasione di apprendimento, di incontro e di conferma del desiderio che porto nel cuore di mettermi al servizio degli altri.

Abbiamo visitato molte comunità, ma una in particolare, Corbanal, ha lasciato un segno indelebile nella mia vita. Un giorno, camminando tra le sue case, siamo arrivate da alcune signore. Una di loro stava mangiando un piccolo pezzo di pane con del formaggio. Quando ci vide, il suo volto si illuminò. Ci accolse con gioia, ci invitò a sederci e, quasi senza pensarci, spezzò ciò che aveva tra le mani dicendo: «Mangiate, mangiate!».

Rimasi profondamente colpita. Quella donna ci stava offrendo ciò che probabilmente era il suo unico pasto, o comunque una parte preziosa di quello che possedeva. Eppure lo faceva con una gioia autentica, senza esitazione, come se ci stesse donando un tesoro.

In quel momento il mio pensiero andò spontaneamente all’Eucaristia, al gesto del sacerdote che durante la Messa eleva il pane e il vino. Davanti a me vedevo qualcosa di molto simile: un’offerta fatta con amore, un dono che nasceva dal cuore e che aveva il sapore della gratuità.

Accettai quel pane e quel formaggio con profonda gratitudine. Non era soltanto del cibo: era un gesto di accoglienza, di fraternità e di amore. Sentivo che dietro quel dono c’erano sacrificio, generosità e una fiducia capace di condividere anche ciò che era poco. Quell’incontro mi ha insegnato che il valore di un dono non dipende dalla sua quantità, ma dall’amore con cui viene offerto. Troppo spesso guardiamo ciò che riceviamo senza pensare a quanto possa essere costato a chi lo dona. Quando invece comprendiamo il sacrificio nascosto dietro un gesto, tutto acquista un significato più profondo.

In quella donna ho riconosciuto il volto di Dio. Attraverso la sua semplicità ho compreso ancora una volta che siamo chiamati a donarci agli altri senza aspettare nulla in cambio. Lei non possedeva molto, eppure era ricca di ciò che conta davvero: la capacità di amare e condividere. Da quel giorno porto nel cuore una preghiera speciale per lei: che il Signore la benedica abbondantemente, che non le faccia mai mancare il necessario e che custodisca sempre la bontà e la generosità del suo cuore.

Ancora oggi, quando durante la Messa vedo il sacerdote elevare il pane e il vino, il ricordo di quell’incontro riaffiora con forza. Il mio cuore si riempie di commozione e gratitudine, perché in quel gesto riconosco la stessa logica dell’amore che ho contemplato in quella donna.

Questa esperienza mi ha insegnato ad apprezzare maggiormente ogni persona, ogni incontro e ogni piccolo segno di attenzione. Mi ha aiutato ad aprire il cuore, a vivere con più consapevolezza e a comprendere che la vera ricchezza non consiste in ciò che possediamo, ma nella capacità di condividere.

Ringrazio Dio per questa esperienza e per tutte quelle che ho vissuto durante la missione. Sono state un dono immenso che continua a trasformare il mio modo di guardare la vita. Porto con me la certezza che il Signore si manifesta spesso attraverso gesti semplici e persone umili, capaci di rendere visibile il suo amore nel mondo.

Foto di Rita Usai

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