(di padre Renato Chiera)
Nel Vangelo di qualche giorno fa, Gesù rimprovera Corazin, Betsàida e Cafàrnao. Non perché fossero le città più peccatrici, ma perché avevano ricevuto molto e avevano risposto molto poco.
Avevano visto i miracoli. Avevano ascoltato la Parola. Avevano incontrato Gesù in persona. Eppure, non avevano cambiato vita.
Il problema non era la mancanza di fede, ma la mancanza della decisione di convertirsi.
Questo Vangelo parla anche di noi.
Non abbiamo mai avuto così tante opportunità: l’accesso alla Parola di Dio, i gruppi di preghiera, i ritiri spirituali, la Messa, i social media ricchi di contenuti cristiani e persone che ci aiutano a crescere nella fede. Ma tutto questo ha valore solo se trasforma il nostro cuore.
Non basta conoscere Gesù: bisogna seguirlo.
La più grande tragedia non è commettere errori, ma abituarsi ad essi. È ascoltare il Vangelo e continuare a vivere nello stesso modo.
Gesù continua a passare nella nostra vita ogni giorno. Ogni incontro, ogni consiglio, ogni sofferenza, ogni gesto d’amore e ogni nuova possibilità sono un invito alla conversione.
La domanda è semplice e diretta:
Dopo tutto quello che Dio ha già fatto per te, che cosa è cambiato nella tua vita?
Chi accoglie Gesù non rimane mai lo stesso. La vera fede trasforma l’egoismo in amore, l’odio in perdono, lo scoraggiamento in speranza e una vita senza senso in una missione.
Oggi Gesù si aspetta meno scuse e più risposte. Non sprecare la grazia che Dio ti offre. Ogni opportunità accolta può cambiare per sempre la tua storia.
Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni


