La cultura della cura e la tutela dei più fragili

23 Luglio 2026

Prendersi cura dei più fragili
Avere a cuore i più fragili e averne cura

“Certamente è sempre importante coltivare il principio della cura, ma nel nostro tempo ancora di più, per tentare di combattere la cultura dell’indifferenza, dello scarto e dello scontro che spesso oggi è prevalente”.

Sono parole di Papa Francesco per il giorno della pace del 2021 che aveva come tema proprio “La cultura della cura come percorso di pace”.

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Essendo la cura la prima necessità della vita umana, il bisogno di ricevere cura e di darla non può non accomunare in ogni tempo ogni essere umano.

Tutte e tutti siamo fragili, vulnerabili e bisognosi di qualcosa che solo gli altri possono darci. Questa necessità rivela la nostra fragilità e il senso autentico del nostro essere e del nostro vivere: rispondere alla chiamata di Dio che creò l’uomo invitandolo a prendersi cura della vita, cercando il necessario per nutrirla, conservarla e per far fiorire le potenzialità di vita che ogni essere può realizzare.

“Prendersi cura dei più fragili” ci invita fortemente ad assumere le nostre responsabilità, non solo con le parole ma soprattutto con gesti concreti per dare a tutti, e soprattutto ai più fragili, una degna qualità di vita.

“Avere cura dei più fragili” cercando non solo ciò che è “bene”, ma soprattutto quello che è “il bene”, liberato da interpretazioni individualistiche ed egoistiche per riempirlo, e direi divinizzarlo, del suo vero significato, che è quello di essere “comune”, “bene comune”, bene per tutti, iniziando proprio dai più fragili.

Penso debba essere questa l’anima di ogni scelta politica ed economica, per non creare primi ed ultimi facendo nascere la cultura dello scarto.

Per questo “avere cura dei più fragili” vale sia per l’aspetto della sanità, del lavoro, della scuola (oggi si parla di “cura educativa”) che per ogni aspetto della vita umana, ricordandoci sempre che non possiamo preoccuparci solo del nostro cammino personale, ma del bene comune, essendo solidali e amorosi, guardandoci intorno e fermandoci per soccorrere e curare i più fragili.

Infine, mi pare interessante sottolineare che non possono bastare azioni isolate, organizzate di tanto in tanto, anche se è vero che con i piccoli gesti si inizia una conversione verso i più fragili.

Ma c’è bisogno di avere una cura dei più fragili che diventi un fatto culturale, uno stile di vita sempre nuovo, illuminato dalla gioia e dalla bellezza del donarsi.
Così sì il prendersi cura dei più fragili diventa il momento essenziale della nostra vita, trasformando ogni granello di cura fatto per amore in un piccolo orizzonte di paradiso.

Proprio così: di cura in cura, di granello in granello è impressionante constatare come cambia la nostra mente, il nostro cuore e tutta la nostra vita!.

Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

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