Mozambico, Diocesi di Lichinga | Resoconto del Forum delle Opere di Misericordia

6 Novembre 2026

Redazione

RELAZIONE DEL I FORUM DIOCESANO DELLA PASTORALE DELLE OPERE DI MISERICORDIA

(Comitato diocesano della Pastorale delle Opere di Misericordia – Diocesi di Lichinga)

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Data: 21 ottobre 2026
Luogo: Aula Magna dell’Università Cattolica del Mozambico, città di Cuamba.

1. Introduzione

Il 21 ottobre 2026, nell’Aula Magna dell’Università Cattolica del Mozambico, nella città di Cuamba, si è svolto il I Forum diocesano della Pastorale delle Opere di Misericordia della diocesi di Lichinga, sul tema della concreta testimonianza della misericordia nella missione evangelizzatrice della Chiesa.

L’incontro ha rappresentato un momento privilegiato di comunione ecclesiale, riflessione, condivisione di esperienze e discernimento pastorale, con l’obiettivo di rafforzare la comprensione e la pratica delle Opere di Misericordia nelle comunità cristiane della diocesi.

Il Forum ha riunito delegazioni di 17 parrocchie, per un totale di 84 partecipanti, oltre ai rappresentanti dei diversi movimenti ecclesiali diocesani. La varietà dei partecipanti ha permesso di condividere esperienze, individuare sfide e opportunità e proporre percorsi concreti per promuovere una pastorale della misericordia più organizzata, partecipativa e attenta ai bisogni delle persone più vulnerabili.

La realizzazione di questo incontro ha rappresentato un passo significativo per dare nuovo impulso alla Pastorale delle Opere di Misericordia nella diocesi di Lichinga, con l’intento di fare in modo che la misericordia non rimanga soltanto un principio proclamato, ma diventi una pratica permanente nella vita delle comunità cristiane.

2. Partecipazione delle delegazioni parrocchiali

Al Forum hanno partecipato delegazioni provenienti dalle seguenti 17 parrocchie:

  1. Parrocchia di San Giuseppe – Cattedrale di Lichinga;
  2. Parrocchia di Nostra Signora dell’Immacolata Concezione, Lichinga;
  3. Parrocchia del Cuore Immacolato di Maria, Lichinga;
  4. Parrocchia di San Michele Arcangelo, Cuamba;
  5. Parrocchia di San Francesco Saverio, Mandimba;
  6. Parrocchia di Nostra Signora dell’Assunzione, Lago (regione di Metangula);
  7. Parrocchia di San Francesco Saverio, Maíaca;
  8. Parrocchia del Cuore Immacolato di Maria, Cerâmica;
  9. Parrocchia di Nostra Signora di Loreto, Etatara;
  10. Parrocchia di Nostra Signora di Fatima, Mecanhelas;
  11. Parrocchia di Mitúcue;
  12. Parrocchia di Marrupa;
  13. Parrocchia di Sant’Antonio, Mbemba;
  14. Parrocchia di Nipepe;
  15. Parrocchia di Santa Teresa di Gesù Bambino;
  16. Parrocchia di Metarica;
  17. Parrocchia di Nostra Signora di Betlemme, Mitande.

La presenza delle delegazioni ha dimostrato l’interesse delle comunità cristiane ad approfondire la spiritualità della misericordia e ad assumere, in maniera più organizzata, la missione di prendersi cura dei fratelli che vivono situazioni di sofferenza, povertà, esclusione e vulnerabilità.

3. Apertura ufficiale del Forum

I lavori sono iniziati con l’ingresso di Sua Eccellenza Reverendissima, mons. Atanásio Amisse Canira, vescovo della diocesi di Lichinga, che ha presieduto la preghiera iniziale e rivolto parole di incoraggiamento ai partecipanti.

Nel suo intervento, il vescovo ha esortato i presenti a vivere il Forum con spirito di comunione, apertura, responsabilità e disponibilità al servizio. Ha sottolineato l’importanza di cogliere questa occasione di riflessione per rafforzare l’impegno pastorale della diocesi e promuovere una concreta testimonianza delle Opere di Misericordia nelle parrocchie e nelle comunità cristiane.

La presenza del pastore diocesano ha conferito all’incontro un particolare significato ecclesiale, ribadendo che la Pastorale delle Opere di Misericordia è parte integrante della missione evangelizzatrice della Chiesa.

4. Inquadramento della testimonianza delle Opere di Misericordia

Nel momento dedicato all’approfondimento della testimonianza delle Opere di Misericordia, è stata evidenziata l’importanza di comprendere la misericordia non soltanto come un sentimento di compassione, ma come un atteggiamento cristiano che si traduce in gesti concreti di amore, solidarietà, accoglienza e promozione della dignità umana.

In questo contesto, è stata richiamata la spiritualità del Giubileo della Misericordia, sottolineando che il cristiano, dopo aver sperimentato la misericordia di Dio nella propria vita, è chiamato a diventare strumento della stessa misericordia nei confronti degli altri.

Questa riflessione è stata sintetizzata nell’espressione: «Da perdonati a misericordiosi».

Il messaggio ha invitato i partecipanti a riconoscere che chi riceve la misericordia di Dio è chiamato anche a condividerla con i fratelli, soprattutto con i poveri, i malati, gli anziani, gli orfani, le vedove, i migranti e tutte le persone che hanno bisogno di attenzione, consolazione e accompagnamento.

La testimonianza delle Opere di Misericordia è stata così presentata come un cammino di conversione personale e comunitaria, capace di rendere la Chiesa più vicina alle realtà umane e più fedele al Vangelo.

5. Presentazione degli obiettivi e introduzione ai lavori

Successivamente, il catechista Simão Naueha ha introdotto i lavori del Forum, presentando gli obiettivi dell’incontro e il programma delle attività previste.

Il suo intervento ha aiutato i partecipanti a comprendere le finalità del Forum, l’importanza della partecipazione attiva di ciascuna delegazione e la necessità di elaborare proposte pastorali capaci di rispondere alle situazioni concrete della diocesi.

È stata inoltre sottolineata l’importanza della condivisione delle esperienze tra le parrocchie, come strumento per individuare buone pratiche, riconoscere difficoltà comuni e trovare soluzioni condivise per un’attuazione più efficace della Pastorale delle Opere di Misericordia.

6. Presentazione del tema centrale: «Le Opere di Misericordia nella missione evangelizzatrice della Chiesa»

Il tema centrale del Forum, «Le Opere di Misericordia nella missione evangelizzatrice della Chiesa», è stato presentato dal laico Armindo das Neves Jiuaia, che ha sviluppato una riflessione biblica, spirituale e pastorale sull’importanza delle Opere di Misericordia nella vita della Chiesa e nella sua missione di annunciare il Vangelo attraverso gesti concreti di amore, solidarietà, accoglienza e servizio al prossimo.

La presentazione aveva come obiettivo principale quello di approfondire la comprensione delle Opere di Misericordia quali espressione essenziale della fede cristiana e strumento privilegiato di evangelizzazione, aiutando i partecipanti a riconoscere che l’annuncio di Gesù Cristo deve essere sempre accompagnato da atteggiamenti concreti di cura, compassione e promozione della dignità umana.

6.1. Obiettivi della presentazione

La riflessione sul tema centrale si è proposta di raggiungere i seguenti obiettivi:

  • Comprendere il fondamento biblico delle Opere di Misericordia;
  • Riconoscere la misericordia come dimensione essenziale dell’evangelizzazione;
  • Individuare i bisogni concreti delle comunità della diocesi di Lichinga;
  • Rivalutare la propria azione pastorale alla luce del Vangelo;
  • Individuare le Opere di Misericordia che, a livello personale, sono state trascurate;
  • Assumere impegni concreti di servizio verso i fratelli, soprattutto i più vulnerabili;
  • Rafforzare la collaborazione tra sacerdoti, religiosi, religiose e laici nella promozione e nella testimonianza delle Opere di Misericordia.

6.2. Il fondamento biblico delle Opere di Misericordia

Durante l’esposizione è stato sottolineato che le Opere di Misericordia sono azioni concrete di carità e amore verso il prossimo, tradizionalmente organizzate dalla Chiesa in due categorie: sette Opere di Misericordia corporali e sette Opere di Misericordia spirituali, per un totale di quattordici pratiche che orientano i cristiani a vivere la carità nelle diverse situazioni della vita umana.

Il relatore ha evidenziato che l’origine e il fondamento di ogni opera di misericordia si trovano in Gesù Cristo, la cui vita è stata caratterizzata dalla vicinanza ai poveri, ai malati, agli emarginati e agli esclusi. Gesù si avvicinava a coloro che soffrivano, accoglieva i peccatori, sfamava le folle, guariva i malati, consolava chi piangeva e restituiva dignità a quanti erano rifiutati dalla società.

In questo senso, il riferimento principale della riflessione è stato il Vangelo secondo Matteo, in particolare Mt 25,35-36, nel quale Gesù afferma:

«Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero forestiero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi».

Questo brano biblico è stato presentato come uno dei fondamenti centrali della testimonianza delle Opere di Misericordia, perché rivela che l’amore per Cristo si manifesta concretamente nel servizio prestato ai fratelli bisognosi.

La riflessione è stata approfondita con le parole di Gesù in Mt 25,40:

«Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me».

I partecipanti sono stati così invitati a comprendere che ogni gesto di carità, ogni visita a una persona malata, ogni aiuto a una famiglia bisognosa e ogni atto di accoglienza rappresentano occasioni concrete per incontrare e servire Cristo stesso.

È stata inoltre ricordata la testimonianza di Gesù in Mt 9,36: «Vedendo le folle, ne sentì compassione».

La compassione di Gesù insegna che il cristiano non deve guardare alle persone soltanto come numeri, problemi o destinatari di assistenza, ma come fratelli e sorelle dotati di dignità e meritevoli di attenzione, rispetto e amore.

6.3. Le Opere di Misericordia come dimensione essenziale dell’evangelizzazione

Nella sua esposizione, il relatore ha evidenziato che la Chiesa non evangelizza soltanto quando annuncia la Parola di Dio, celebra i sacramenti, insegna la dottrina o organizza incontri e forum pastorali. La Chiesa evangelizza anche quando si avvicina alla sofferenza umana e tocca le ferite delle persone con il cuore misericordioso di Cristo.

Le Opere di Misericordia sono state quindi presentate non come attività secondarie della vita ecclesiale, né come semplici interventi di assistenza sociale, ma come manifestazioni concrete del Vangelo ed espressioni della fede cristiana vissuta nella quotidianità.

La riflessione ha cercato di dimostrare che l’evangelizzazione diventa più credibile quando le parole sono accompagnate da atteggiamenti concreti di solidarietà, ascolto, accoglienza, accompagnamento e servizio. Annunciare Cristo significa anche riconoscere la dignità di ogni persona, difendere i più fragili, consolare chi soffre e promuovere relazioni di fraternità nelle famiglie e nelle comunità.

In questo modo, i partecipanti sono stati invitati a riconoscere che la testimonianza delle Opere di Misericordia costituisce un cammino di conversione personale e comunitaria, che permette alla Chiesa di essere sempre più vicina alle persone e più fedele alla missione ricevuta da Gesù Cristo.

6.4. La realtà della diocesi di Lichinga e le sfide della misericordia

Nel collegare il tema alla realtà pastorale della diocesi di Lichinga, la presentazione ha riconosciuto le ricchezze umane e spirituali presenti nelle comunità, richiamando al tempo stesso l’attenzione sulle diverse situazioni di sofferenza e vulnerabilità che richiedono una risposta cristiana organizzata e solidale.

Tra le sfide che interpellano l’azione pastorale sono state evidenziate la povertà, la disoccupazione, la fame, le malattie, l’abbandono, gli spostamenti della popolazione, la violenza, la vulnerabilità dei bambini, la solitudine degli anziani, le difficoltà affrontate dalle famiglie e altre situazioni che compromettono la dignità e il benessere delle persone.

Di fronte a questa realtà, la riflessione ha proposto un cambiamento di prospettiva nel modo di comprendere e realizzare la missione evangelizzatrice. La domanda fondamentale non dovrebbe limitarsi a chiedersi quante persone vengono raggiunte dall’evangelizzazione, ma dovrebbe includere anche una preoccupazione: quante persone trovano, nelle comunità cristiane, il volto misericordioso di Cristo?

In questo contesto, i partecipanti sono stati invitati a individuare i bisogni concreti delle rispettive parrocchie e comunità, riconoscendo che la testimonianza delle Opere di Misericordia richiede attenzione alla realtà, capacità di ascolto, discernimento pastorale e disponibilità ad agire.

La presentazione ha sottolineato, quindi, la necessità di passare da una pastorale incentrata soltanto sulla realizzazione di attività a una pastorale capace di riconoscere le persone che soffrono, avvicinarsi a loro e rispondere ai loro bisogni in modo concreto e organizzato.

6.5. L’esame di coscienza e la conversione pastorale

Un altro aspetto importante dell’esposizione è stato l’invito a rivedere la propria azione pastorale e a intraprendere un percorso di conversione personale. Il relatore ha incoraggiato i partecipanti a esaminare il modo in cui vivono la misericordia nelle proprie famiglie, parrocchie, comunità religiose, movimenti e servizi ecclesiali.

La riflessione ha cercato di risvegliare la consapevolezza che, sebbene i cristiani annuncino l’importanza della carità, possono esistere situazioni e bisogni che passano inosservati, così come Opere di Misericordia poco praticate o trascurate.

In questo senso, è stata proposta una domanda per l’esame di coscienza, rivolta direttamente a ogni operatore pastorale:

«Quando guardo alla realtà della mia parrocchia, vedo le persone o soltanto i problemi?»

Questa domanda ha invitato i partecipanti a superare una visione puramente amministrativa o assistenziale della pastorale, riconoscendo in ogni persona un fratello o una sorella che merita di essere ascoltato, accolto e accompagnato.

L’esercizio di riflessione ha cercato di aiutare ciascun partecipante a individuare le Opere di Misericordia che ha trascurato, a riconoscere i limiti della propria azione e a scoprire nuove possibilità di servizio. La conversione pastorale è stata presentata come un processo che comincia nel cuore di ogni cristiano e si concretizza nella trasformazione degli atteggiamenti, delle priorità e delle pratiche comunitarie.

6.6. Impegni concreti e collaborazione pastorale

La presentazione si è conclusa con un appello a passare dalla riflessione all’azione, incoraggiando i partecipanti ad assumere impegni concreti e realistici per vivere le Opere di Misericordia nelle proprie comunità.

È stata sottolineata l’importanza di rafforzare la collaborazione tra sacerdoti, religiosi, religiose e laici, riconoscendo che la promozione della misericordia è una responsabilità condivisa da tutto il Popolo di Dio.

In questo contesto, la testimonianza delle Opere di Misericordia richiede iniziative organizzate, partecipazione comunitaria, accompagnamento pastorale e coordinamento tra le diverse strutture ecclesiali, affinché le azioni di carità non dipendano soltanto dalla buona volontà dei singoli, ma diventino parte integrante della vita parrocchiale.

I partecipanti sono stati così invitati a trasformare la riflessione sul tema centrale in atteggiamenti concreti di servizio, privilegiando l’accompagnamento dei malati, il sostegno alle famiglie vulnerabili, l’attenzione agli anziani, l’accoglienza di chi soffre e altre iniziative adeguate ai bisogni di ciascuna comunità.

6.7. Dibattito e principali implicazioni pastorali

La presentazione ha suscitato un dibattito partecipato, durante il quale i presenti hanno avuto l’opportunità di intervenire, condividendo esperienze, preoccupazioni e proposte relative alla testimonianza delle Opere di Misericordia nelle rispettive parrocchie.

Il dibattito è stato moderato da padre Rogério Muchir, parroco della parrocchia di San Giuseppe – Cattedrale di Lichinga, che ha coordinato gli interventi e favorito la partecipazione dei presenti.

Il momento ha rappresentato un’occasione di approfondimento catechetico e pastorale, permettendo di rafforzare la consapevolezza che le Opere di Misericordia sono parte integrante della missione evangelizzatrice della Chiesa e richiedono un impegno costante nei confronti dei bisogni concreti delle persone.

La riflessione ha rafforzato la convinzione che annunciare Cristo significa prendersi cura dei fratelli, ascoltare chi soffre, difendere la dignità umana e promuovere la fraternità. Ha inoltre evidenziato la necessità di rafforzare l’organizzazione pastorale, la collaborazione tra gli operatori ecclesiali e la definizione di impegni concreti che permettano di dare continuità alla missione nelle comunità.

In sintesi, il tema centrale ha lasciato come principale sollecitazione la necessità che ogni cristiano e ogni comunità valutino il proprio modo di vivere la misericordia, riconoscendo che la fede diventa visibile quando si traduce in gesti concreti di amore verso il prossimo.

Il messaggio principale della riflessione può essere sintetizzato in questa affermazione: la misericordia non è un’attività secondaria della Chiesa, ma un modo concreto per rendere visibile il Vangelo e rivelare al mondo il volto misericordioso di Gesù Cristo.

7. Lavori di gruppo: sfide, opportunità, priorità e piano d’azione diocesano

Nella fase successiva, i partecipanti sono stati suddivisi in gruppi di lavoro, ciascuno composto da otto membri provenienti da diverse parrocchie, con l’obiettivo di favorire la condivisione delle esperienze e garantire una visione più ampia della realtà pastorale della diocesi.

I gruppi hanno riflettuto sulle sfide e sulle opportunità esistenti nella testimonianza delle Opere di Misericordia, cercando di individuare i principali bisogni delle comunità e di proporre misure concrete per rafforzare questa dimensione della pastorale diocesana.

La composizione eterogenea dei gruppi ha permesso a ogni partecipante di contribuire con la propria esperienza, dando voce alle preoccupazioni e alle speranze dei cristiani delle diverse parrocchie.

Le discussioni hanno prodotto contributi ritenuti importanti per la definizione delle priorità pastorali e per l’elaborazione di un piano d’azione diocesano orientato alla promozione, all’animazione e al coordinamento della testimonianza delle Opere di Misericordia.

Questo esercizio di riflessione condivisa ha dimostrato l’importanza di costruire una pastorale partecipativa, nella quale le decisioni e le iniziative siano fondate sulla realtà delle comunità e sull’impegno condiviso dei loro membri.

I lavori di gruppo hanno rappresentato, quindi, una tappa fondamentale per passare dalla riflessione all’azione, ponendo le basi per un intervento pastorale più organizzato e duraturo.

8. Raccomandazioni e impegni assunti

Al termine dei lavori sono state presentate alcune raccomandazioni per rafforzare l’organizzazione e la testimonianza delle Opere di Misericordia nelle parrocchie della diocesi di Lichinga.

Tra le principali raccomandazioni figurano:

8.1. Creazione delle équipe parrocchiali

Ogni parrocchia dovrà istituire la propria équipe parrocchiale della Pastorale delle Opere di Misericordia, con l’accompagnamento del rispettivo parroco e la partecipazione degli operatori pastorali e dei fedeli laici.

Queste équipe avranno la responsabilità di promuovere, animare, coordinare e accompagnare iniziative concrete legate alle Opere di Misericordia, in collaborazione con il Comitato diocesano.

8.2. Dedicare una giornata annuale alle Opere di Misericordia

È stato raccomandato che ogni parrocchia dedichi una giornata all’anno alla concreta testimonianza delle Opere di Misericordia, attraverso attività di preghiera, visite ai malati, accompagnamento degli anziani, sostegno alle famiglie vulnerabili, assistenza ai bisognosi e altre iniziative adeguate alla realtà locale.

Questa pratica dovrà aiutare le comunità a trasformare la misericordia in un impegno regolare, evitando che le azioni caritative si limitino a momenti occasionali.

8.3. Celebrazione della Via Misericordiae

È stata inoltre raccomandata la celebrazione della Via Misericordiae, come momento di preghiera, meditazione e contemplazione della misericordia di Dio, accompagnato dall’impegno a tradurla in gesti concreti di amore verso il prossimo.

La celebrazione dovrà contribuire ad approfondire la spiritualità della misericordia e a rafforzare il legame tra preghiera e azione pastorale.

8.4. Rispetto della scadenza stabilita

Le parrocchie sono state invitate ad attuare le raccomandazioni, in particolare la creazione delle équipe parrocchiali, entro la prima domenica di novembre 2026, in modo da garantire l’effettivo avvio dell’organizzazione pastorale in ogni comunità.

Queste raccomandazioni rappresentano un impegno collettivo per consolidare la Pastorale delle Opere di Misericordia nella diocesi e promuovere una Chiesa sempre più vicina a chi ha maggiormente bisogno.

9. Intervento conclusivo del vescovo diocesano

Nel suo intervento conclusivo, Sua Eccellenza Reverendissima, mons. Atanásio, vescovo della diocesi di Lichinga, ha iniziato ringraziando tutti i presenti per la disponibilità e la partecipazione, riconoscendo l’impegno delle delegazioni parrocchiali e degli organizzatori nella realizzazione dell’incontro.

Il vescovo ha elogiato l’iniziativa del Forum, considerandola un’importante opportunità per rafforzare l’organizzazione e la testimonianza delle Opere di Misericordia nella diocesi.

Nel suo messaggio, ha incoraggiato i partecipanti a dare continuità al lavoro avviato, trasformando le riflessioni e le raccomandazioni dell’incontro in azioni concrete nelle rispettive parrocchie.

L’intervento ha ribadito la necessità che la Pastorale delle Opere di Misericordia sia assunta come responsabilità dell’intera comunità cristiana, in comunione con il pastore diocesano, i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i fedeli laici.

L’incontro è stato inoltre valorizzato nel contesto delle esperienze maturate in altre diocesi, comprese quelle oltre confine, sottolineando l’importanza di imparare da altre iniziative e di adattare le buone pratiche alla realtà pastorale della diocesi di Lichinga.

10. Santa Messa e mandato degli ambasciatori delle Opere di Misericordia

Il Forum si è concluso con la celebrazione della Santa Messa e il mandato degli ambasciatori delle Opere di Misericordia, un momento di particolare significato spirituale e pastorale.

Durante la celebrazione, i partecipanti hanno ricevuto il mandato di essere testimoni e promotori della misericordia nelle proprie comunità, assumendo la missione di portare l’amore di Dio ai fratelli attraverso gesti concreti di servizio, solidarietà e carità cristiana.

Come segno visibile di questo impegno, agli ambasciatori è stato consegnato il foulard rosso, simbolo della missione che assumono e del legame con l’iniziativa che li riunisce. Questo gesto è stato presentato come un modo per rendere omaggio ai promotori di questa missione, spazio + spadoni e Opera M, e per rafforzare l’identità dei partecipanti quali operatori impegnati nella promozione delle Opere di Misericordia.

Il mandato missionario ha ricordato a tutti che la partecipazione al Forum non rappresenta la conclusione di un’attività, ma l’inizio di una rinnovata responsabilità pastorale. Ogni ambasciatore è chiamato a portare nelle proprie comunità lo spirito di comunione, il messaggio del Vangelo e l’impegno a rendere visibile la misericordia nelle relazioni umane e nella vita della Chiesa.

11. Conclusione

Il I Forum diocesano della Pastorale delle Opere di Misericordia ha rappresentato una tappa importante nel cammino pastorale della diocesi di Lichinga, offrendo uno spazio di comunione, formazione, riflessione, condivisione e discernimento.

La partecipazione delle 17 delegazioni parrocchiali, la riflessione sul tema centrale, i lavori di gruppo e la definizione delle raccomandazioni hanno dimostrato la necessità di rafforzare una pastorale organizzata e impegnata nella concreta testimonianza della misericordia.

Il Forum ha permesso di ribadire che le Opere di Misericordia sono parte essenziale della missione evangelizzatrice della Chiesa, perché rendono visibile l’amore di Dio attraverso l’accoglienza, la vicinanza, la solidarietà e il servizio ai più vulnerabili.

La creazione delle équipe parrocchiali, la dedicazione di una giornata mensile alle Opere di Misericordia e la celebrazione della Via Misericordiae costituiscono passi concreti per garantire continuità agli impegni assunti.

Il vero frutto di questo incontro sarà, dunque, la capacità di ogni parrocchia di trasformare le decisioni prese in pratiche pastorali permanenti, coinvolgendo i fedeli e rispondendo ai bisogni reali delle comunità.

L’auspicio è che questo Forum segni l’inizio di una nuova fase per la diocesi di Lichinga, nella quale ogni cristiano, consapevole di aver ricevuto la misericordia di Dio, diventi a sua volta strumento della Sua misericordia verso gli altri.

«Da misericordiati a misericordiosi»: sia questo l’impegno che orienta il cammino pastorale della diocesi di Lichinga.

Cuamba, 21 ottobre 2026

Fonte e immagini: Diocesi di Lichinga

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