- Il Salmo 17, di cui la liturgia della XXX domenica del tempo ordinario ci fa pregare alcuni versetti, è un lungo Salmo di incredibile potenza. Nel titolo si afferma che Davide lo cantò nel giorno in cui Dio lo liberò dalle mani di tutti i suoi nemici e dalla mano di Saul. Con alcune varianti, il Salmo è riportato i 2 Sam 22.
- La vita di Davide, come fu anche quella di Gesù e come è quella di tutti i cristiani, è un continuo susseguirsi di lotte che però avvengono alla presenza di Dio accompagnate dai suoi prodigiosi interventi. Nel Salmo 17 l’intervento di Dio è descritto con un linguaggio molto forte, apocalittico, con veri sconvolgimenti cosmici, che Dio pone in atto per salvare il suo fedele: maremoti, terremoti, eruzioni vulcaniche, tuoni e fulmini, grandine e carboni ardenti, fino a sconvolgere le fondamenta del mondo (vv. 5-20): sono i modi in cui si vuole esprimere la potenza di Dio in soccorso dei suoi fedeli.
- Per questo il credente proclama il Signore come roccia, fortezza, liberatore, rupe in cui troviamo riparo, scudo e baluardo, potente salvezza (v.3). La gioia di questo continuo e sicuro sostegno fa prorompere i fedeli in canti di esultanza e di gioia, perché Dio ci accorda sempre la sua protezione, e la sua Provvidenza ci salva in ogni circostanza.
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Salmo XXX DOMENICA TEMPO ORDINARIO
22 Ottobre 2026