Guardando la mia esperienza di tanti anni, vedo sempre con più chiarezza che un impegno serio e concreto nel fare la volontà di Dio deve essere sempre illuminato prima di tutto dall’esperienza dell’amore; amore che così diventa ascolto intenso e profondo della Parola e deriva da un’esperienza seria, concreta e viva di comunione.
Tante volte, infatti, è capitato a me, e forse anche a tanti di voi, di fermarci ad accettarla più per obbedienza, come un qualcosa che ci viene imposto e quindi quasi come obbligo, come se Dio ci dicesse: “Volete la gioia, volete la pace? Non c’è altro cammino: dovete fare la mia volontà”. Ma un’obbedienza così diventa vuota e senza vita.
Ma non dobbiamo “costringerci” a vivere la volontà di Dio, ma piuttosto scoprire la profondità dell’esperienza della mistica cristiana che, prima di essere obbedienza, deve essere pienamente amore. Per questo, se vogliamo impegnarci veramente nel fare la volontà di Dio, la dobbiamo fare con amore, dobbiamo viverla “essendo amore” e solo amore.
È per questo che quando parliamo d’amore, parliamo di un volerci impegnare per vivere la volontà di Dio con gioia e con gratitudine, così che il nostro impegno di viverla sia sempre un dono d’amore e di gioia.
Quando vogliamo amare Dio come il tutto della nostra vita, non ha senso dire: “Faccio la volontà di Dio così sono felice”, ma al contrario: “Sono felice, perché tutto il mio vivere è ‘essere’ volontà di Dio viva”.
“Impegnarsi nel fare la volontà di Dio”: dire di sì con gioia a una sola volontà nella nostra vita, che è quella di Dio, proprio perché coscienti che per essere veramente felici non possiamo non donare tutta la nostra intelligenza e tutto il nostro cuore alla volontà di Dio, proprio perché sempre ed in ogni luogo amore, solo amore!
Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

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