Seme di Misericordia
Signore, donami la forza della tua misericordia, affinché possa accogliere i fratelli nelle loro speranze, nelle attese di ogni giorno.
Santa Regina di Alise Oggi e le Opere di Misericordia
Santa Regina di Alise, giovane martire, ci insegna che la fedeltà a Cristo nasce dal dono totale di sé. Oggi le opere di misericordia ci invitano a vivere la stessa forza interiore: scegliere la verità, sostenere chi soffre ingiustizia, offrire consolazione e speranza a chi è oppresso dal dolore.
VANGELO DI OGGI
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 14,25-33
In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine?
Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo:
“Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila?
Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».
Commenti al Vangelo di oggi
Commento alle Letture Festive di Carlo Miglietta
La totalità della rinuncia nella sequela è più volte sottolineata nei Vangeli. Simone e Andrea, “lasciando («aphéntes») subito le loro reti, lo seguirono” (Mc 1,18); così Giacomo e Giovanni “lasciando il loro padre Zebedeo nella barca con gli aiutanti, andarono dietro a Gesù” (Mc 1,20). Luca, parlando della chiamata dei primi quattro discepoli, chiarisce che il concetto si estende alla totalità dei beni: “Dopo aver riportato le loro barche a riva, lasciarono tutto e lo seguirono” (Lc 5,11), così come a proposito di Levi dice: “Abbandonando («katalipòn») tutto lo seguì” (Lc 5,28)…
Commento al Vangelo di Carlo Miglietta
Non siamo più nella casa del fariseo durante un pranzo, ma sulla strada e Gesù non parla più a scribi e farisei, ma alla folla “che andava con lui” (14,25).
Come appare dalle parole di apertura (14,26) e di chiusura (14,33), il tema è la “condizione necessaria per essere discepolo”.
Non è certamente un tema nuovo, ma è trattato con una forza e una radicalità che è difficile trovare altrove. La radicalità è un tratto caratteristico di Luca, ma un secondo tratto, tipicamente lucano, è lo sforzo di calare il messaggio di Gesù nel quotidiano…
Commento al Vangelo di Padre Giordano Favillini
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Il discepolo di Gesù non fugge di fronte alle prove e a ciò che va contro il proprio egoismo ma le affronta con fiducia sapendo che Gesù è con lui.

Il Giubileo: oggi
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