Befana 2026. Ai bambini perduti, per ritrovare il giardino

Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
Vigilia dell’Epifania: lo scrittore Antonio Bini ha scritto e donato il Canto della Befana ai bambini perduti
Nella notte della Vigilia dell’Epifania, in Versilia, la Befana torna a camminare tra le case. Non come maschera folcloristica, ma come voce che interpella. È la Misericordia di Camaiore e Lido, insieme ai confratelli e ad altre associazioni del territorio, a custodire e animare questo gesto: doni ai bambini, musica nella notte, una nenia che diventa coscienza condivisa.
1
Torno ancora brava gente
per trovarvi fra i bambini
cercan gioia quei piccini
contro un mondo indifferente.
2
Per voi porto in ogni terra
un messaggio dentro un dono
tutti han sete di perdono
rinunciate a far la guerra.
3
Porta il male noncuranza
mentre i bimbi nel dolore
mai tradiscono l’amore
diffondendo la speranza.
4
Fanno esplodere i colori
fra le dita e sopra il viso
i piccini offron sorriso
contro quanti han chiuso i cuori.
5
Rinfrancate cuore e mente
salde mani aperte al sogno
questi piccoli han bisogno
di fiorire nel presente.
6
Dov’è il cuore del bambino
che abitava il tempo andato
forse cerca nel passato
ciò che ancora è un bel giardino.
Befana 2026 – ai bambini perduti non è un canto per intrattenere. È una domanda rivolta agli adulti. I versi parlano di bambini che cercano gioia “contro un mondo indifferente”, e di grandi chiamati a tornare responsabili: la gioia dei piccoli è nelle mani dei “bimbi di allora”. Mani che oggi possono scegliere cura o noncuranza.
Il messaggio è chiaro: “tutti han sete di perdono”. La mano tesa diventa segno di pace, disarmata, capace di rinunciare alla guerra prima ancora che alle armi. In questo canto popolare la speranza non è evasione, ma resistenza quotidiana contro l’indifferenza. Il futuro, ci viene detto, resta nelle mani dei bambini.
I colori che esplodono sulle dita e sui volti raccontano una purezza che non è ingenuità, ma fiducia. I piccoli hanno il cuore aperto all’arcobaleno, mentre il mondo dei grandi rischia di chiudersi nella disillusione. Per questo il canto chiede di rinfrancare cuore e mente, di tenere mani salde e aperte al sogno: ogni bambino ha bisogno di fiorire nel presente.
L’ultima immagine è la più esigente: la terra è un giardino da curare. Se il cuore del bambino sembra perduto, forse è perché gli adulti hanno smesso di custodire il giardino.
Questa nenia, firmata dal poeta Antonio Bini, rende universale una tradizione locale. Per MISSION è un segno limpido: la misericordia passa ancora una volta dai piccoli, e chiede agli adulti di tornare giardinieri del mondo.
Immagine
- Creata digitalmente da spazio + spadoni
Vigilia dell’Epifania: lo scrittore Antonio Bini ha scritto e donato il Canto della Befana ai bambini perduti
Nella notte della Vigilia dell’Epifania, in Versilia, la Befana torna a camminare tra le case. Non come maschera folcloristica, ma come voce che interpella. È la Misericordia di Camaiore e Lido, insieme ai confratelli e ad altre associazioni del territorio, a custodire e animare questo gesto: doni ai bambini, musica nella notte, una nenia che diventa coscienza condivisa.
1
Torno ancora brava gente
per trovarvi fra i bambini
cercan gioia quei piccini
contro un mondo indifferente.
2
Per voi porto in ogni terra
un messaggio dentro un dono
tutti han sete di perdono
rinunciate a far la guerra.
3
Porta il male noncuranza
mentre i bimbi nel dolore
mai tradiscono l’amore
diffondendo la speranza.
4
Fanno esplodere i colori
fra le dita e sopra il viso
i piccini offron sorriso
contro quanti han chiuso i cuori.
5
Rinfrancate cuore e mente
salde mani aperte al sogno
questi piccoli han bisogno
di fiorire nel presente.
6
Dov’è il cuore del bambino
che abitava il tempo andato
forse cerca nel passato
ciò che ancora è un bel giardino.
Befana 2026 – ai bambini perduti non è un canto per intrattenere. È una domanda rivolta agli adulti. I versi parlano di bambini che cercano gioia “contro un mondo indifferente”, e di grandi chiamati a tornare responsabili: la gioia dei piccoli è nelle mani dei “bimbi di allora”. Mani che oggi possono scegliere cura o noncuranza.
Il messaggio è chiaro: “tutti han sete di perdono”. La mano tesa diventa segno di pace, disarmata, capace di rinunciare alla guerra prima ancora che alle armi. In questo canto popolare la speranza non è evasione, ma resistenza quotidiana contro l’indifferenza. Il futuro, ci viene detto, resta nelle mani dei bambini.
I colori che esplodono sulle dita e sui volti raccontano una purezza che non è ingenuità, ma fiducia. I piccoli hanno il cuore aperto all’arcobaleno, mentre il mondo dei grandi rischia di chiudersi nella disillusione. Per questo il canto chiede di rinfrancare cuore e mente, di tenere mani salde e aperte al sogno: ogni bambino ha bisogno di fiorire nel presente.
L’ultima immagine è la più esigente: la terra è un giardino da curare. Se il cuore del bambino sembra perduto, forse è perché gli adulti hanno smesso di custodire il giardino.
Questa nenia, firmata dal poeta Antonio Bini, rende universale una tradizione locale. Per MISSION è un segno limpido: la misericordia passa ancora una volta dai piccoli, e chiede agli adulti di tornare giardinieri del mondo.
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