Befana 2026. Ai bambini perduti, per ritrovare il giardino

il: 

5 Gennaio 2026

di: 

Confratelli di Misericordia accompagnano la Befana
Confratelli di Misericordia accompagnano la Befana

Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

Vigilia dell’Epifania: lo scrittore Antonio Bini ha scritto e donato il Canto della Befana ai bambini perduti

Nella notte della Vigilia dell’Epifania, in Versilia, la Befana torna a camminare tra le case. Non come maschera folcloristica, ma come voce che interpella. È la Misericordia di Camaiore e Lido, insieme ai confratelli e ad altre associazioni del territorio, a custodire e animare questo gesto: doni ai bambini, musica nella notte, una nenia che diventa coscienza condivisa.

1

Torno ancora brava gente

per trovarvi fra i bambini

cercan gioia quei piccini

contro un mondo indifferente.

2

Per voi porto in ogni terra

un messaggio dentro un dono

tutti han sete di perdono

rinunciate a far la guerra.

3

Porta il male noncuranza

mentre i bimbi nel dolore

mai tradiscono l’amore

diffondendo la speranza.

4

Fanno esplodere i colori

fra le dita e sopra il viso

i piccini offron sorriso

contro quanti han chiuso i cuori.

5

Rinfrancate cuore e mente

salde mani aperte al sogno

questi piccoli han bisogno

di fiorire nel presente.

6

Dov’è il cuore del bambino

che abitava il tempo andato

forse cerca nel passato

ciò che ancora è un bel giardino.

Befana 2026 – ai bambini perduti non è un canto per intrattenere. È una domanda rivolta agli adulti. I versi parlano di bambini che cercano gioia “contro un mondo indifferente”, e di grandi chiamati a tornare responsabili: la gioia dei piccoli è nelle mani dei “bimbi di allora”. Mani che oggi possono scegliere cura o noncuranza.

Il messaggio è chiaro: “tutti han sete di perdono”. La mano tesa diventa segno di pace, disarmata, capace di rinunciare alla guerra prima ancora che alle armi. In questo canto popolare la speranza non è evasione, ma resistenza quotidiana contro l’indifferenza. Il futuro, ci viene detto, resta nelle mani dei bambini.

I colori che esplodono sulle dita e sui volti raccontano una purezza che non è ingenuità, ma fiducia. I piccoli hanno il cuore aperto all’arcobaleno, mentre il mondo dei grandi rischia di chiudersi nella disillusione. Per questo il canto chiede di rinfrancare cuore e mente, di tenere mani salde e aperte al sogno: ogni bambino ha bisogno di fiorire nel presente.

L’ultima immagine è la più esigente: la terra è un giardino da curare. Se il cuore del bambino sembra perduto, forse è perché gli adulti hanno smesso di custodire il giardino.

Questa nenia, firmata dal poeta Antonio Bini, rende universale una tradizione locale. Per MISSION è un segno limpido: la misericordia passa ancora una volta dai piccoli, e chiede agli adulti di tornare giardinieri del mondo.

 

Immagine

  • Creata digitalmente da spazio + spadoni

Vigilia dell’Epifania: lo scrittore Antonio Bini ha scritto e donato il Canto della Befana ai bambini perduti

Nella notte della Vigilia dell’Epifania, in Versilia, la Befana torna a camminare tra le case. Non come maschera folcloristica, ma come voce che interpella. È la Misericordia di Camaiore e Lido, insieme ai confratelli e ad altre associazioni del territorio, a custodire e animare questo gesto: doni ai bambini, musica nella notte, una nenia che diventa coscienza condivisa.

1

Torno ancora brava gente

per trovarvi fra i bambini

cercan gioia quei piccini

contro un mondo indifferente.

2

Per voi porto in ogni terra

un messaggio dentro un dono

tutti han sete di perdono

rinunciate a far la guerra.

3

Porta il male noncuranza

mentre i bimbi nel dolore

mai tradiscono l’amore

diffondendo la speranza.

4

Fanno esplodere i colori

fra le dita e sopra il viso

i piccini offron sorriso

contro quanti han chiuso i cuori.

5

Rinfrancate cuore e mente

salde mani aperte al sogno

questi piccoli han bisogno

di fiorire nel presente.

6

Dov’è il cuore del bambino

che abitava il tempo andato

forse cerca nel passato

ciò che ancora è un bel giardino.

Befana 2026 – ai bambini perduti non è un canto per intrattenere. È una domanda rivolta agli adulti. I versi parlano di bambini che cercano gioia “contro un mondo indifferente”, e di grandi chiamati a tornare responsabili: la gioia dei piccoli è nelle mani dei “bimbi di allora”. Mani che oggi possono scegliere cura o noncuranza.

Il messaggio è chiaro: “tutti han sete di perdono”. La mano tesa diventa segno di pace, disarmata, capace di rinunciare alla guerra prima ancora che alle armi. In questo canto popolare la speranza non è evasione, ma resistenza quotidiana contro l’indifferenza. Il futuro, ci viene detto, resta nelle mani dei bambini.

I colori che esplodono sulle dita e sui volti raccontano una purezza che non è ingenuità, ma fiducia. I piccoli hanno il cuore aperto all’arcobaleno, mentre il mondo dei grandi rischia di chiudersi nella disillusione. Per questo il canto chiede di rinfrancare cuore e mente, di tenere mani salde e aperte al sogno: ogni bambino ha bisogno di fiorire nel presente.

L’ultima immagine è la più esigente: la terra è un giardino da curare. Se il cuore del bambino sembra perduto, forse è perché gli adulti hanno smesso di custodire il giardino.

Questa nenia, firmata dal poeta Antonio Bini, rende universale una tradizione locale. Per MISSION è un segno limpido: la misericordia passa ancora una volta dai piccoli, e chiede agli adulti di tornare giardinieri del mondo.

 

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  • Creata digitalmente da spazio + spadoni
Confratelli di Misericordia accompagnano la Befana
Confratelli di Misericordia accompagnano la Befana

Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

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