Il Papa alle Misericordie d’Italia: “siate sempre messaggeri di speranza, di carità e di pace”

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14 Febbraio 2026

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Il Governatore Nino Savarino consegna il libro “Testimoni di misericordia“ a papa Leone XIV

Papa Leone XIV alla Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia. A lui in dono il libro “Testimoni di misericordia”

1. Una storia antica che continua
2. Il mandato del Papa: spiritualità incarnata e servizio libero
3. Il dono del libro “Testimoni di Misericordia
4. Segni concreti di prossimità nei territori feriti
5. Recuperare la spiritualità delle Opere di Misericordia

1. Una storia antica che continua

Nella Sala Clementina, il 14 febbraio 2026, oltre 200 consorelle, confratelli e dirigenti delle Misericordie d’Italia, guidati dal correttore nazionale S.E. Franco Agostinelli, sono stati ricevuti dal Santo Padre.

Nel suo intervento, il Papa ha richiamato le radici medievali di questa esperienza nata nella Firenze del XIII secolo, in un tempo di conflitti e divisioni. Proprio da quel contesto difficile germogliò una forma di laicato capace di trasformare la fede in servizio concreto, diffondendosi rapidamente e attraversando i secoli.

Oggi, quella storia continua in modo silenzioso ma incisivo, nelle emergenze e nella quotidianità, nei territori segnati dalla guerra come nei servizi nascosti che sostengono chi vive fragilità e solitudine.

2. Il mandato del Papa: spiritualità incarnata e servizio libero

Il cuore del discorso di Papa Leone XIV è stato un invito chiaro:

“Mirate a crescere nello spirito e a servire con gioia e semplicità, estranei ad ogni logica di potere, votati alla lode di Dio e al bene di quanti il Signore pone sul vostro cammino. Siate sempre messaggeri di speranza, di carità e di pace”.

Il Papa ha ricordato che le Misericordie incarnano tre dimensioni fondamentali della vita laicale cristiana: spiritualità, carità e attenzione ai bisogni dell’oggi.

Una fede autentica non può ridursi a spiritualismo disincarnato: deve tradursi in servizio concreto. Ma, allo stesso tempo, il servizio deve restare radicato in una solida vita interiore. Senza spiritualità, la carità rischia di diventare semplice attivismo; senza carità, la spiritualità si svuota.

3. Il dono del libro “Testimoni di Misericordia”

Uno dei momenti più significativi dell’udienza è stato il dono al Papa del libro Testimoni di Misericordia.

A raccontarlo è stato Nino Savarino, governatore e autore, con parole cariche di emozione:

“Sono partito da Rosolini con l’emozione forte di chi sa di vivere una esperienza che rimarrà indelebile nella mente e, soprattutto, nel cuore”, ci ha raccontato Nino Savarino con voce tremante, ancora ricca di emozioni.
“Sono partito con una certezza e un desiderio. La certezza era quella che il Papa ci avrebbe indicato la strada da percorrere per vivere appieno il nostro essere volontari di Misericordia. Il desiderio era quello di donare al Santo Padre il libro “Testimoni di Misericordia” e portare i saluti di Luigi Spadoni e di tutto spazio + spadoni. Entrambi questi propositi si sono avverati”.

Il libro non è stato solo un omaggio formale, ma il segno di un cammino vissuto. Un racconto di volti, esperienze e opere che testimoniano come la misericordia non sia un concetto astratto, ma una realtà concreta che trasforma chi la vive e chi la riceve.

4. Segni concreti di prossimità nei territori feriti

Al termine dell’udienza sono stati benedetti un’ambulanza destinata a Ivano-Frankivs’k, in Ucraina e un ambulatorio mobile per Betlemme e Gaza.

Gesti semplici e concreti che rendono visibile il senso profondo del motto:

la Misericordia di Dio è all’opera, sempre.

In territori segnati da conflitti e tensioni, la presenza di un mezzo di soccorso o di un presidio sanitario diventa segno di vicinanza, cura e speranza.

5. Recuperare la spiritualità delle Opere di Misericordia

Il messaggio dell’udienza invita a un recupero profondo della spiritualità che sostiene le Opere di Misericordia.
Non basta compiere gesti buoni: occorre riscoprirne l’anima.

Le Opere non sono iniziative filantropiche né semplici servizi sociali. Sono espressione di una fede che si fa carne, di una relazione in cui si riconosce nell’altro un fratello, una sorella, un volto da amare.

Recuperare questa spiritualità significa tornare alla sorgente, crescere nello spirito, custodire la semplicità e rimanere liberi da ogni logica di potere. Solo così si può essere davvero, oggi, messaggeri di speranza, di pace e di misericordia.

Immagine

  • Foto Misericordia di Rosolini (Sr)

Papa Leone XIV alla Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia. A lui in dono il libro “Testimoni di misericordia”

1. Una storia antica che continua
2. Il mandato del Papa: spiritualità incarnata e servizio libero
3. Il dono del libro “Testimoni di Misericordia
4. Segni concreti di prossimità nei territori feriti
5. Recuperare la spiritualità delle Opere di Misericordia

1. Una storia antica che continua

Nella Sala Clementina, il 14 febbraio 2026, oltre 200 consorelle, confratelli e dirigenti delle Misericordie d’Italia, guidati dal correttore nazionale S.E. Franco Agostinelli, sono stati ricevuti dal Santo Padre.

Nel suo intervento, il Papa ha richiamato le radici medievali di questa esperienza nata nella Firenze del XIII secolo, in un tempo di conflitti e divisioni. Proprio da quel contesto difficile germogliò una forma di laicato capace di trasformare la fede in servizio concreto, diffondendosi rapidamente e attraversando i secoli.

Oggi, quella storia continua in modo silenzioso ma incisivo, nelle emergenze e nella quotidianità, nei territori segnati dalla guerra come nei servizi nascosti che sostengono chi vive fragilità e solitudine.

2. Il mandato del Papa: spiritualità incarnata e servizio libero

Il cuore del discorso di Papa Leone XIV è stato un invito chiaro:

“Mirate a crescere nello spirito e a servire con gioia e semplicità, estranei ad ogni logica di potere, votati alla lode di Dio e al bene di quanti il Signore pone sul vostro cammino. Siate sempre messaggeri di speranza, di carità e di pace”.

Il Papa ha ricordato che le Misericordie incarnano tre dimensioni fondamentali della vita laicale cristiana: spiritualità, carità e attenzione ai bisogni dell’oggi.

Una fede autentica non può ridursi a spiritualismo disincarnato: deve tradursi in servizio concreto. Ma, allo stesso tempo, il servizio deve restare radicato in una solida vita interiore. Senza spiritualità, la carità rischia di diventare semplice attivismo; senza carità, la spiritualità si svuota.

3. Il dono del libro “Testimoni di Misericordia”

Uno dei momenti più significativi dell’udienza è stato il dono al Papa del libro Testimoni di Misericordia.

A raccontarlo è stato Nino Savarino, governatore e autore, con parole cariche di emozione:

“Sono partito da Rosolini con l’emozione forte di chi sa di vivere una esperienza che rimarrà indelebile nella mente e, soprattutto, nel cuore”, ci ha raccontato Nino Savarino con voce tremante, ancora ricca di emozioni.
“Sono partito con una certezza e un desiderio. La certezza era quella che il Papa ci avrebbe indicato la strada da percorrere per vivere appieno il nostro essere volontari di Misericordia. Il desiderio era quello di donare al Santo Padre il libro “Testimoni di Misericordia” e portare i saluti di Luigi Spadoni e di tutto spazio + spadoni. Entrambi questi propositi si sono avverati”.

Il libro non è stato solo un omaggio formale, ma il segno di un cammino vissuto. Un racconto di volti, esperienze e opere che testimoniano come la misericordia non sia un concetto astratto, ma una realtà concreta che trasforma chi la vive e chi la riceve.

4. Segni concreti di prossimità nei territori feriti

Al termine dell’udienza sono stati benedetti un’ambulanza destinata a Ivano-Frankivs’k, in Ucraina e un ambulatorio mobile per Betlemme e Gaza.

Gesti semplici e concreti che rendono visibile il senso profondo del motto:

la Misericordia di Dio è all’opera, sempre.

In territori segnati da conflitti e tensioni, la presenza di un mezzo di soccorso o di un presidio sanitario diventa segno di vicinanza, cura e speranza.

5. Recuperare la spiritualità delle Opere di Misericordia

Il messaggio dell’udienza invita a un recupero profondo della spiritualità che sostiene le Opere di Misericordia.
Non basta compiere gesti buoni: occorre riscoprirne l’anima.

Le Opere non sono iniziative filantropiche né semplici servizi sociali. Sono espressione di una fede che si fa carne, di una relazione in cui si riconosce nell’altro un fratello, una sorella, un volto da amare.

Recuperare questa spiritualità significa tornare alla sorgente, crescere nello spirito, custodire la semplicità e rimanere liberi da ogni logica di potere. Solo così si può essere davvero, oggi, messaggeri di speranza, di pace e di misericordia.

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  • Foto Misericordia di Rosolini (Sr)
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Il Governatore Nino Savarino consegna il libro “Testimoni di misericordia“ a papa Leone XIV

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