Papa Francesco: “la morte fa verità sulla vita”

Papa Francesco - "Rome War Cemetery", 2023
In questa Giornata, il blog di spazio + spadoni fa memoria di papa Francesco e delle sue parole sulla morte
«Attraversata la porta c’è la festa». Così papa Francesco aveva concluso l’Udienza generale del 24 agosto 2022 dedicata alla vecchiaia. E allo stesso modo ha concluso la sua vita, salendo alla Casa del Padre il Lunedì dell’Angelo, proprio quando la Chiesa gioisce per la resurrezione di Gesù.
Una fede incrollabile in Dio e nella speranza futura, la sua, ma anche una profonda conoscenza dell’animo umano e delle sue fragilità. Sempre in quell’udienza, infatti, diceva: «quando verrà il mio Signore? Quando potrò andare là? Un po’ di paura perché questo passaggio non so cosa significa, ma c’è sempre la mano del Signore che ti porta avanti».
Per papa Francesco, che ha sempre affermato l’essere uguali nella vulnerabilità, la morte è un andare incontro al Padre, come diceva in un’omelia del lontano 2019:
«Il Signore ci dice di essere preparati all’incontro, la morte è un incontro: è Lui che viene a trovarci, è Lui che viene a prenderci per mano e portarci con sé. Non vorrei che questa semplice predica fosse un avviso funebre! È semplicemente Vangelo, è semplicemente vita, è semplicemente dirsi uno all’altro: tutti siamo vulnerabili e tutti abbiamo una porta alla quale un giorno busserà il Signore».
In un mondo che spesso nega la morte o la rende tabù, le parole di Papa Francesco offrono un’alternativa: non nascondere le nostre debolezze e i nostri timori, non correre via dal limite, ma viverlo come parte della storia, della comunione e dell’incontro.
«Si cerca in tutti i modi di allontanare il pensiero della nostra finitudine, illudendosi così di togliere alla morte il suo potere e scacciare il timore, ma la fede cristiana non è un modo per esorcizzare la paura della morte, piuttosto ci aiuta ad affrontarla…
La vera luce che illumina il mistero della morte viene dalla risurrezione di Cristo», ha ricordato nel 2022, in una catechesi su san Giuseppe patrono della buona morte.
Per i credenti, la morte non è la chiusura definitiva, ma un passaggio verso ciò che non abbiamo ancora visto e, nell’attesa, conta come abbiamo vissuto. Conta come ci siamo comportati, quante opere di misericordia abbiamo compiuto, in particolare verso i più deboli.
In diverse occasioni, Bergoglio ha parlato anche della cura degli anziani e dei malati terminali, condannando ogni forma di abbandono o accorciamento artificiale della vita:
«Gli anziani vanno curati come un tesoro dell’umanità: sono la nostra saggezza. Anche se non parlano, e se sono senza senso, sono tuttavia il simbolo della saggezza umana. Sono coloro che hanno fatto la strada prima di noi e ci hanno lasciato tante cose belle, tanti ricordi, tanta saggezza. Per favore, non isolare gli anziani, non accelerare la morte degli anziani. Accarezzare un anziano ha la stessa speranza che accarezzare un bambino, perché l’inizio della vita e la fine è un mistero sempre, un mistero che va rispettato, accompagnato, curato, amato».
A distanza di mesi dalla sua morte, le parole di Papa Francesco continuano a risuonare come un antidoto alla paura e al silenzio che spesso circondano la morte.
Ha ricordato al mondo che morire bene significa aver vissuto bene, e che la speranza non è una fuga, ma un modo di guardare con fiducia oltre ciò che si vede.
Come disse in un passaggio di un’omelia del 2 novembre 2022, «la morte giunge a fare verità sulla vita e rimuove ogni attenuante alla misericordia».
Immagine
- Foto di Vatican News
In questa Giornata, il blog di spazio + spadoni fa memoria di papa Francesco e delle sue parole sulla morte
«Attraversata la porta c’è la festa». Così papa Francesco aveva concluso l’Udienza generale del 24 agosto 2022 dedicata alla vecchiaia. E allo stesso modo ha concluso la sua vita, salendo alla Casa del Padre il Lunedì dell’Angelo, proprio quando la Chiesa gioisce per la resurrezione di Gesù.
Una fede incrollabile in Dio e nella speranza futura, la sua, ma anche una profonda conoscenza dell’animo umano e delle sue fragilità. Sempre in quell’udienza, infatti, diceva: «quando verrà il mio Signore? Quando potrò andare là? Un po’ di paura perché questo passaggio non so cosa significa, ma c’è sempre la mano del Signore che ti porta avanti».
Per papa Francesco, che ha sempre affermato l’essere uguali nella vulnerabilità, la morte è un andare incontro al Padre, come diceva in un’omelia del lontano 2019:
«Il Signore ci dice di essere preparati all’incontro, la morte è un incontro: è Lui che viene a trovarci, è Lui che viene a prenderci per mano e portarci con sé. Non vorrei che questa semplice predica fosse un avviso funebre! È semplicemente Vangelo, è semplicemente vita, è semplicemente dirsi uno all’altro: tutti siamo vulnerabili e tutti abbiamo una porta alla quale un giorno busserà il Signore».
In un mondo che spesso nega la morte o la rende tabù, le parole di Papa Francesco offrono un’alternativa: non nascondere le nostre debolezze e i nostri timori, non correre via dal limite, ma viverlo come parte della storia, della comunione e dell’incontro.
«Si cerca in tutti i modi di allontanare il pensiero della nostra finitudine, illudendosi così di togliere alla morte il suo potere e scacciare il timore, ma la fede cristiana non è un modo per esorcizzare la paura della morte, piuttosto ci aiuta ad affrontarla…
La vera luce che illumina il mistero della morte viene dalla risurrezione di Cristo», ha ricordato nel 2022, in una catechesi su san Giuseppe patrono della buona morte.
Per i credenti, la morte non è la chiusura definitiva, ma un passaggio verso ciò che non abbiamo ancora visto e, nell’attesa, conta come abbiamo vissuto. Conta come ci siamo comportati, quante opere di misericordia abbiamo compiuto, in particolare verso i più deboli.
In diverse occasioni, Bergoglio ha parlato anche della cura degli anziani e dei malati terminali, condannando ogni forma di abbandono o accorciamento artificiale della vita:
«Gli anziani vanno curati come un tesoro dell’umanità: sono la nostra saggezza. Anche se non parlano, e se sono senza senso, sono tuttavia il simbolo della saggezza umana. Sono coloro che hanno fatto la strada prima di noi e ci hanno lasciato tante cose belle, tanti ricordi, tanta saggezza. Per favore, non isolare gli anziani, non accelerare la morte degli anziani. Accarezzare un anziano ha la stessa speranza che accarezzare un bambino, perché l’inizio della vita e la fine è un mistero sempre, un mistero che va rispettato, accompagnato, curato, amato».
A distanza di mesi dalla sua morte, le parole di Papa Francesco continuano a risuonare come un antidoto alla paura e al silenzio che spesso circondano la morte.
Ha ricordato al mondo che morire bene significa aver vissuto bene, e che la speranza non è una fuga, ma un modo di guardare con fiducia oltre ciò che si vede.
Come disse in un passaggio di un’omelia del 2 novembre 2022, «la morte giunge a fare verità sulla vita e rimuove ogni attenuante alla misericordia».
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- Foto di Vatican News

Papa Francesco - "Rome War Cemetery", 2023


