Contro la povertà, le opere di misericordia di tanti missionari

Foto di Riya Kumari (Pexels)
Il 17 ottobre, la Giornata mondiale per l’eliminazione della povertà. Il 19, la Giornata Missionaria Mondiale
Tra due giornate mondiali: povertà e missione
Il 17 ottobre, nella Giornata mondiale per l’eradicazione della povertà, la comunità internazionale è chiamata a riflettere sulle ingiustizie che generano esclusione e miseria. Ma poco più tardi, nella Giornata missionaria mondiale, si celebra la chiamata universale alla missione, che non significa solo “andare lontano”, ma anche “andare vicino”, farsi presenza concreta accanto ai poveri di ogni latitudine.
L’intreccio tra queste due giornate offre una prospettiva profonda: se la missione non incontra la povertà, rischia di restare ideale astratto; se la lotta alla povertà non si nutre di spiritualità e di relazioni, rischia di restare tecnicistica e sterile.
Per realtà come spazio + spadoni, che si propongono di operare “spazi missionari di misericordia”, questo incrocio è assai rilevante.
I grandi numeri della povertà nel mondo oggi
Per comprendere la portata della sfida, ecco alcuni dati recenti:
-
Secondo il Poverty, Prosperity, and Planet Report 2024 della Banca Mondiale, oggi quasi 700 milioni di persone, cioè l’8,5 % della popolazione globale, vivono in povertà estrema, con meno di 2,15 USD al giorno.
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Il Global MPI 2024 stima che 1,1 miliardi di persone vivono in povertà acuta non solo economica, ma anche con privazioni in salute, istruzione, abitazione, servizi di base; di queste, più della metà sono minori.
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Un elemento aggravante è che molti dei poveri vivono in Paesi esposti a conflitto o fragilità: circa 455 milioni delle persone in povertà multidimensionale risiedono in contesti conflittuali.
- Le stime dell’ONU indicano che, con le tendenze attuali, 8,9 % della popolazione mondiale continuerà a vivere in estrema povertà nel 2030: il traguardo dell’SdG1 (eliminare la povertà estrema) appare sempre più distante.
Questi numeri parlano di un mondo ancora profondamente ferito: la povertà estrema non arretra con lo slancio necessario, e le crisi – economiche, ambientali, pandemiche, conflittuali – rallentano o addirittura fanno retrocedere i progressi.
I dati della povertà In Italia
Nel contesto italiano, i dati sono anch’essi aggravati:
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Quasi 23,1 % della popolazione italiana è a rischio povertà o esclusione sociale, secondo le rilevazioni più recenti.
-
Si stimano quasi 5,7 milioni di persone in condizione di povertà assoluta, equivalenti a circa il 9,7 % della popolazione.
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Molti sono i minori: oltre 1,2 milioni di bambini vivono in povertà assoluta.
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Le realtà caritative (come quelle della Comunità di Sant’Egidio) segnalano un fenomeno di “povertà cronicizzata”: crescono le famiglie che chiedono aiuto con continuità, anziani soli, fragilità multiple (salute, lavoro precario, isolamento).
Questi numeri, frustranti in sé, devono essere letti come chiamata — per istituzioni, società civile e comunità ecclesiali — a non lasciare nessuno indietro.
Il contributo delle opere missionarie: testimonianze misericordiose
Le opere missionarie — religiose, laiche, cattoliche, ecumeniche — rappresentano da sempre una testimonianza concreta per contrastare la povertà. Ecco alcune dimensioni significative:
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Le Pontificie Opere Missionarie (POM), per esempio, operano nel sostegno delle Chiese locali nei Paesi di missione tramite finanziamenti, formazione, aiuti materiali. In occasione della Giornata missionaria mondiale, viene promossa una raccolta di offerte che alimentano il “Fondo universale di solidarietà” da destinare alle “giovani Chiese” con maggiori difficoltà.
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Congregazioni missionarie di vari carismi operano direttamente in paesi poveri offrendo opere sociali integrate (salute, educazione, sostegno alle comunità) nelle periferie del mondo.
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Testimonianze di missionari nelle aree dilaniate da guerra o povertà estrema mostrano: educazione, scuole, cliniche, sostegno psicologico, accompagnamento pastorale vengono spesso offerti dove lo Stato non arriva.
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Anche nella missio ad intra, molte diocesi e movimenti cristiani intercettano povertà nelle periferie urbane o nei quartieri marginali: la missione non è solo andare in Paesi lontani, ma rispondere a volti vicini che soffrono nel “nostro” territorio,
Il Movimento spazio + spadoni, con la sua missione centrata su misericordia, accoglienza, generatività e promozione sociale, si inserisce in questo scenario. Con i suoi progetti “HIC SUM” (letteralmente “Eccomi”) mira a percorsi di misericordia e promozione sociale, con azioni che uniscono spiritualità e impegno concreto. Per esempio, molte delle sue iniziative si orientano alla cooperazione internazionale, all’avvio di microprogetti agricoli o artigianali nel Sud del mondo, con l’obiettivo di sostenibilità e di redistribuzione.
Riscoprire il senso della missione nella lotta alla povertà
Alla luce di queste dimensioni, le due Giornate mondiali quasi concomitanti diventano occasione non solo di preghiera, ma di mobilitazione: comunità locali sono invitate a informarsi, pregare, offrire risorse (economiche ma non solo), sostenere le missioni, integrarle alla vita della Chiesa locale.
Si tratta di reciprocità, sussidiarietà, conversione e impegno, perché – in Italia o altrove – ogni atto di misericordia, ogni incontro, ogni progetto si inserisce nella logica di “fare spazio” al volto dell’altro, soprattutto se povero, fragile, invisibile.
Immagine
Il 17 ottobre, la Giornata mondiale per l’eliminazione della povertà. Il 19, la Giornata Missionaria Mondiale
Tra due giornate mondiali: povertà e missione
Il 17 ottobre, nella Giornata mondiale per l’eradicazione della povertà, la comunità internazionale è chiamata a riflettere sulle ingiustizie che generano esclusione e miseria. Ma poco più tardi, nella Giornata missionaria mondiale, si celebra la chiamata universale alla missione, che non significa solo “andare lontano”, ma anche “andare vicino”, farsi presenza concreta accanto ai poveri di ogni latitudine.
L’intreccio tra queste due giornate offre una prospettiva profonda: se la missione non incontra la povertà, rischia di restare ideale astratto; se la lotta alla povertà non si nutre di spiritualità e di relazioni, rischia di restare tecnicistica e sterile.
Per realtà come spazio + spadoni, che si propongono di operare “spazi missionari di misericordia”, questo incrocio è assai rilevante.
I grandi numeri della povertà nel mondo oggi
Per comprendere la portata della sfida, ecco alcuni dati recenti:
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Secondo il Poverty, Prosperity, and Planet Report 2024 della Banca Mondiale, oggi quasi 700 milioni di persone, cioè l’8,5 % della popolazione globale, vivono in povertà estrema, con meno di 2,15 USD al giorno.
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Il Global MPI 2024 stima che 1,1 miliardi di persone vivono in povertà acuta non solo economica, ma anche con privazioni in salute, istruzione, abitazione, servizi di base; di queste, più della metà sono minori.
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Un elemento aggravante è che molti dei poveri vivono in Paesi esposti a conflitto o fragilità: circa 455 milioni delle persone in povertà multidimensionale risiedono in contesti conflittuali.
- Le stime dell’ONU indicano che, con le tendenze attuali, 8,9 % della popolazione mondiale continuerà a vivere in estrema povertà nel 2030: il traguardo dell’SdG1 (eliminare la povertà estrema) appare sempre più distante.
Questi numeri parlano di un mondo ancora profondamente ferito: la povertà estrema non arretra con lo slancio necessario, e le crisi – economiche, ambientali, pandemiche, conflittuali – rallentano o addirittura fanno retrocedere i progressi.
I dati della povertà In Italia
Nel contesto italiano, i dati sono anch’essi aggravati:
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Quasi 23,1 % della popolazione italiana è a rischio povertà o esclusione sociale, secondo le rilevazioni più recenti.
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Si stimano quasi 5,7 milioni di persone in condizione di povertà assoluta, equivalenti a circa il 9,7 % della popolazione.
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Molti sono i minori: oltre 1,2 milioni di bambini vivono in povertà assoluta.
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Le realtà caritative (come quelle della Comunità di Sant’Egidio) segnalano un fenomeno di “povertà cronicizzata”: crescono le famiglie che chiedono aiuto con continuità, anziani soli, fragilità multiple (salute, lavoro precario, isolamento).
Questi numeri, frustranti in sé, devono essere letti come chiamata — per istituzioni, società civile e comunità ecclesiali — a non lasciare nessuno indietro.
Il contributo delle opere missionarie: testimonianze misericordiose
Le opere missionarie — religiose, laiche, cattoliche, ecumeniche — rappresentano da sempre una testimonianza concreta per contrastare la povertà. Ecco alcune dimensioni significative:
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Le Pontificie Opere Missionarie (POM), per esempio, operano nel sostegno delle Chiese locali nei Paesi di missione tramite finanziamenti, formazione, aiuti materiali. In occasione della Giornata missionaria mondiale, viene promossa una raccolta di offerte che alimentano il “Fondo universale di solidarietà” da destinare alle “giovani Chiese” con maggiori difficoltà.
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Congregazioni missionarie di vari carismi operano direttamente in paesi poveri offrendo opere sociali integrate (salute, educazione, sostegno alle comunità) nelle periferie del mondo.
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Testimonianze di missionari nelle aree dilaniate da guerra o povertà estrema mostrano: educazione, scuole, cliniche, sostegno psicologico, accompagnamento pastorale vengono spesso offerti dove lo Stato non arriva.
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Anche nella missio ad intra, molte diocesi e movimenti cristiani intercettano povertà nelle periferie urbane o nei quartieri marginali: la missione non è solo andare in Paesi lontani, ma rispondere a volti vicini che soffrono nel “nostro” territorio,
Il Movimento spazio + spadoni, con la sua missione centrata su misericordia, accoglienza, generatività e promozione sociale, si inserisce in questo scenario. Con i suoi progetti “HIC SUM” (letteralmente “Eccomi”) mira a percorsi di misericordia e promozione sociale, con azioni che uniscono spiritualità e impegno concreto. Per esempio, molte delle sue iniziative si orientano alla cooperazione internazionale, all’avvio di microprogetti agricoli o artigianali nel Sud del mondo, con l’obiettivo di sostenibilità e di redistribuzione.
Riscoprire il senso della missione nella lotta alla povertà
Alla luce di queste dimensioni, le due Giornate mondiali quasi concomitanti diventano occasione non solo di preghiera, ma di mobilitazione: comunità locali sono invitate a informarsi, pregare, offrire risorse (economiche ma non solo), sostenere le missioni, integrarle alla vita della Chiesa locale.
Si tratta di reciprocità, sussidiarietà, conversione e impegno, perché – in Italia o altrove – ogni atto di misericordia, ogni incontro, ogni progetto si inserisce nella logica di “fare spazio” al volto dell’altro, soprattutto se povero, fragile, invisibile.
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Foto di Riya Kumari (Pexels)


