“Donne tessitrici di speranza” | Il premio della Caritas Internationalis

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13 Dicembre 2025

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Fonte: Vatican News

Nella Giornata dei diritti umani celebrata il 10 dicembre, premiate la Fondazione Comboniane nel Mondo Onlus  e diverse Caritas del mondo

Nell’ambito del Giubileo dei Pellegrini di Speranza 2025, la Chiesa cattolica ha scelto di mettere al centro dell’agenda sociale il ruolo delle donne come motore di resilienza e trasformazione.

Mercoledì 10 dicembre, in occasione della Giornata internazionale dei diritti umani, Caritas Internationalis ha annunciato i vincitori del premio “Donne tessitrici di speranza”, riconoscendo le realtà femminili più significative nell’impegno contro la povertà e per l’empowerment comunitario.

La cerimonia, svoltasi sotto l’egida dell’organizzazione caritativa globale della Chiesa, ha selezionato sei iniziative tra oltre 120 candidature: dalla Fondazione Comboniane nel Mondo Onlus in Palestina alle esperienze di Caritas Bangladesh, Caritas Malawi, Radio Ucamara in Perù, Caritas Marocco e Caritas Antille. Ognuna rappresenta un modello di intervento concreto a sostegno delle donne più vulnerabili nel tessuto sociale delle rispettive comunità.

«Lo Spirito Santo ci dà sempre la grazia di cui abbiamo bisogno, specialmente in questo particolare momento», ha affermato Alistair Dutton, segretario generale di Caritas Internationalis. «Le donne sono la componente essenziale di qualsiasi percorso di sviluppo e giustizia sociale».

Fili di pace e tessiture di futuro

I progetti premiati offrono una fotografia significativa delle molteplici vulnerabilità che le donne affrontano quotidianamente: dalla marginalità economica alla violenza di genere, dall’accesso limitato all’istruzione alle sfide dell’autonomia personale e professionale.

In Palestina, le suore Comboniane promuovono corsi di ricamo che non sono solo strumenti di microeconomia locale, ma veicoli di speranza e di comunità. In Marocco, lo spazio Espace Femme offre formazione professionale e accompagnamento psicosociale a migranti e locali, creando legami di solidarietà oltre le ferite della discriminazione.

In Bangladesh, il programma Pricce + Project intreccia diversificazione del sostentamento con sensibilizzazione sulla violenza di genere e partecipazione decisionale femminile, coinvolgendo più di 2.000 donne in attività agricole intelligenti, risparmio comunitario e resilienza ai disastri naturali.

Una Chiesa con volto femminile

Il premio sottolinea un tema che la Chiesa cattolica sta rilanciando con intensità crescente: l’importanza del protagonismo femminile nella lotta alla povertà, non come gesto assistenziale, ma come strumento di dignità e partecipazione attiva alla vita delle comunità.

Secondo numerosi rapporti di Caritas e osservatori ecclesiali, la povertà multidimensionale — quella che intreccia difficoltà economiche, discriminazioni di genere e fragilità sociali — semplifica raramente la sua mappa di impatto, e spesso colpisce doppio chi già si trova ai margini.

Questo approccio trova riscontro anche nelle parole del Papa e dei vertici della Chiesa, che in vari contesti internazionali hanno ribadito la necessità di un impegno concreto a favore dei poveri come cuore della testimonianza cristiana. La fede, sottolineano, non può separarsi da un amore visibile per chi è in difficoltà.

Oltre il premio: un appello alla solidarietà

Il riconoscimento di Caritas Internationalis non è un punto d’arrivo, ma un invito a tutti — istituzioni, società civile e comunità di fedeli — a riconoscere e valorizzare il contributo delle donne nella costruzione di processi di giustizia, pace e inclusione. In un tempo in cui il mondo fatica a ridurre le disuguaglianze, le iniziative premiate rappresentano un esempio luminoso di come, come recita il titolo del premio, si possa tessere speranza filo dopo filo.

Fonte e immagine

Nella Giornata dei diritti umani celebrata il 10 dicembre, premiate la Fondazione Comboniane nel Mondo Onlus  e diverse Caritas del mondo

Nell’ambito del Giubileo dei Pellegrini di Speranza 2025, la Chiesa cattolica ha scelto di mettere al centro dell’agenda sociale il ruolo delle donne come motore di resilienza e trasformazione.

Mercoledì 10 dicembre, in occasione della Giornata internazionale dei diritti umani, Caritas Internationalis ha annunciato i vincitori del premio “Donne tessitrici di speranza”, riconoscendo le realtà femminili più significative nell’impegno contro la povertà e per l’empowerment comunitario.

La cerimonia, svoltasi sotto l’egida dell’organizzazione caritativa globale della Chiesa, ha selezionato sei iniziative tra oltre 120 candidature: dalla Fondazione Comboniane nel Mondo Onlus in Palestina alle esperienze di Caritas Bangladesh, Caritas Malawi, Radio Ucamara in Perù, Caritas Marocco e Caritas Antille. Ognuna rappresenta un modello di intervento concreto a sostegno delle donne più vulnerabili nel tessuto sociale delle rispettive comunità.

«Lo Spirito Santo ci dà sempre la grazia di cui abbiamo bisogno, specialmente in questo particolare momento», ha affermato Alistair Dutton, segretario generale di Caritas Internationalis. «Le donne sono la componente essenziale di qualsiasi percorso di sviluppo e giustizia sociale».

Fili di pace e tessiture di futuro

I progetti premiati offrono una fotografia significativa delle molteplici vulnerabilità che le donne affrontano quotidianamente: dalla marginalità economica alla violenza di genere, dall’accesso limitato all’istruzione alle sfide dell’autonomia personale e professionale.

In Palestina, le suore Comboniane promuovono corsi di ricamo che non sono solo strumenti di microeconomia locale, ma veicoli di speranza e di comunità. In Marocco, lo spazio Espace Femme offre formazione professionale e accompagnamento psicosociale a migranti e locali, creando legami di solidarietà oltre le ferite della discriminazione.

In Bangladesh, il programma Pricce + Project intreccia diversificazione del sostentamento con sensibilizzazione sulla violenza di genere e partecipazione decisionale femminile, coinvolgendo più di 2.000 donne in attività agricole intelligenti, risparmio comunitario e resilienza ai disastri naturali.

Una Chiesa con volto femminile

Il premio sottolinea un tema che la Chiesa cattolica sta rilanciando con intensità crescente: l’importanza del protagonismo femminile nella lotta alla povertà, non come gesto assistenziale, ma come strumento di dignità e partecipazione attiva alla vita delle comunità.

Secondo numerosi rapporti di Caritas e osservatori ecclesiali, la povertà multidimensionale — quella che intreccia difficoltà economiche, discriminazioni di genere e fragilità sociali — semplifica raramente la sua mappa di impatto, e spesso colpisce doppio chi già si trova ai margini.

Questo approccio trova riscontro anche nelle parole del Papa e dei vertici della Chiesa, che in vari contesti internazionali hanno ribadito la necessità di un impegno concreto a favore dei poveri come cuore della testimonianza cristiana. La fede, sottolineano, non può separarsi da un amore visibile per chi è in difficoltà.

Oltre il premio: un appello alla solidarietà

Il riconoscimento di Caritas Internationalis non è un punto d’arrivo, ma un invito a tutti — istituzioni, società civile e comunità di fedeli — a riconoscere e valorizzare il contributo delle donne nella costruzione di processi di giustizia, pace e inclusione. In un tempo in cui il mondo fatica a ridurre le disuguaglianze, le iniziative premiate rappresentano un esempio luminoso di come, come recita il titolo del premio, si possa tessere speranza filo dopo filo.

Fonte e immagine

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Fonte: Vatican News

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