I presepi di Pescaglia (Lucca) | Da una grande gioia alla missione

Fonte: Associazione "Amici del Presepe" di Pescaglia (Foto di Paolo Casanova)
I presepi nelle Marginette, a Pescaglia (Lucca): per gioire, per testimoniare, per imparare ad essere misericordiosi
(Testo di Umberto Palagi – Foto di Paolo Casanova)
“Vi annuncio una grande gioia”.
Il tempo di Avvento e il Natale è un tempo ricolmo di grazia e carico di speranza. Ma è anche un tempo nel quale possiamo riconoscere la misteriosa presenza del Signore che svela il mistero della sua vita e viene a visitare e condividere la nostra vita.
La sua venuta inonda del chiarore della sua gloria i nostri giorni e infonde nei cuori una gioia incommensurabile. Si, come dice S. Bernardo di Chiaravalle, «Colui che è la gioia e la gloria degli angeli, proprio lui è diventato salvezza e consolazione dei miseri.
Colui che è grande ed elevato nella sua città colma di gloria i cittadini, proprio lui, piccolo e umile in terra di esilio, colma di gioia gli esuli, e colui che nelle altezze dei cieli è la gloria del Padre è diventato sulla terra pace per gli uomini di buona volontà».
Ma alla “grande gioia” si risponde con la testimonianza dello straordinario ‘incontro’ con il Verbo fattosi carne. Testimonianza e missione si coniugano insieme. La gioia di aver incontrato il Bambino della mangiatoia, che riconosciamo Signore, è una gioia diffusiva; esplode nel cuore e si fa annuncio e canto.
Nei pastori, che senza indugio, andarono a Betlemme alla ricerca del ‘segno’ e dopo averlo adorato, se ne tornarono «glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto» (Lc 2,20), e «riferirono ciò che del Bambino era stato detto loro» (Lc 2,17), ravvisiamo i tratti del discepolo di Gesù, che guarda, ascolta, medita, la Parola del Verbo e la comunica agli altri, anche ai più lontani dalla fede.
I pastori di Betlemme, i Magi d’Oriente e poi i pescatori di Cafarnao, da discepoli innamorati diventano missionari. Diventano testimoni e con grande gioia, generosità, convinzione, si aprono al mondo e percorrono le strade della terra. La missione della Chiesa è scritta in questi primi passi del Verbo di Dio, che è entrato nel tempo e nella storia degli uomini.
Allestire presepi e luminarie nelle nostre strade, nelle nostre case, negli ambienti in cui si vive richiama questa verità: Dio è con noi, per noi si è fatto uomo e su tutti riversa l’infinita misericordia del Padre celeste. Gli addobbi sono un segno, ma grazie alla preghiera, alla meditazione della Parola, e alla partecipazione al Sacramento dell’Eucaristia diventa nostra vita, nostra gioia e pegno sicuro che con l’ultima venuta del Cristo sarà piena comunione.
L’associazione “Amici del Presepe” di Pescaglia, dal 2007, cura l’allestimento Presepi nelle Marginette, piccole edicole sacre diffuse lungo le strade del paese, seguendo un suggestivo percorso che corre ai limiti del bosco per giungere, dalla chiesa parrocchiale, fino al Santuario della Madonna delle Solca.
Una strada umile, lungo la quale è scritta una grande storia, quella di un Dio che si fa uomo.
Con questa manifestazione il gruppo dei presepisti intende prolungare l’eco del gioioso annuncio evangelico: “Oggi è nato per Salvatore, che è Cristo Signore” (Lc 2,10-11).
Natale è questa “buona notizia” che sempre rallegra il cuore e il Presepe consente di ammirare, con il linguaggio di un’arte povera, il “mirabile segno” del Verbo di Dio fatto carne. Decorare un paese con scene della Natività è legare la vita degli uomini, le bellezze del paesaggio e dell’arte che lo caratterizza ai grandi valori della fede e della cultura cristiana, che hanno determinato la storia.
CLICCA QUI PER SFOGLIARE IL PDF COMPLETO
Le foto (di Paolo Casanova) che qui pubblichiamo vogliono tenere viva la memoria di questo grande evento, del quale mai ci dobbiamo dimenticare.
Sfogliare le pagine è come ripercorrere, dalla progettazione alla loro realizzazione; la costruzione delle varie scene rappresentano i momenti più salienti dell’infanzia di Gesù. Il camminare tra i presepi è un cammino di fede, di umanizzazione, di amicizia e di condivisione.

Con San Francesco impariamo a contemplare il tenerissimo mistero di Betlemme dove il Bambino, Figlio del Dio Altissimo, giace nella povertà di una grotta.

Annunciazione. [L’angelo] entrando da lei, disse: “Rallégrati, piena di grazia, il Signore è con te.” [Lc 1,28]
A questo annuncio approda tutta la storia della salvezza, la storia stessa del mondo.

Natività. “Questo è per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia.” [Lc 2, 12]

Adorazione dei Magi. Nato Gesù a Betlemme [..] ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo.” [Mt 2, 1-2]

Adorazione dei Magi. “Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.” [Mt 2, 11]

La fuga in Egitto. La Sacra Famiglia fugge in Egitto, perché ogni uomo perseguitato e fuggiasco trovi sempre un paese accogliente ed una casa ospitale.

La casa di Nazareth. La bellezza e la gioia della famiglia.

Il gruppo degli Amici. Costruire presepi è un cammino di amicizia e di fraternità… verso l’incontro con Cristo Signore.
Immagini
- Foto di Umberto Palagi
I presepi nelle Marginette, a Pescaglia (Lucca): per gioire, per testimoniare, per imparare ad essere misericordiosi
(Testo di Umberto Palagi – Foto di Paolo Casanova)
“Vi annuncio una grande gioia”.
Il tempo di Avvento e il Natale è un tempo ricolmo di grazia e carico di speranza. Ma è anche un tempo nel quale possiamo riconoscere la misteriosa presenza del Signore che svela il mistero della sua vita e viene a visitare e condividere la nostra vita.
La sua venuta inonda del chiarore della sua gloria i nostri giorni e infonde nei cuori una gioia incommensurabile. Si, come dice S. Bernardo di Chiaravalle, «Colui che è la gioia e la gloria degli angeli, proprio lui è diventato salvezza e consolazione dei miseri.
Colui che è grande ed elevato nella sua città colma di gloria i cittadini, proprio lui, piccolo e umile in terra di esilio, colma di gioia gli esuli, e colui che nelle altezze dei cieli è la gloria del Padre è diventato sulla terra pace per gli uomini di buona volontà».
Ma alla “grande gioia” si risponde con la testimonianza dello straordinario ‘incontro’ con il Verbo fattosi carne. Testimonianza e missione si coniugano insieme. La gioia di aver incontrato il Bambino della mangiatoia, che riconosciamo Signore, è una gioia diffusiva; esplode nel cuore e si fa annuncio e canto.
Nei pastori, che senza indugio, andarono a Betlemme alla ricerca del ‘segno’ e dopo averlo adorato, se ne tornarono «glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto» (Lc 2,20), e «riferirono ciò che del Bambino era stato detto loro» (Lc 2,17), ravvisiamo i tratti del discepolo di Gesù, che guarda, ascolta, medita, la Parola del Verbo e la comunica agli altri, anche ai più lontani dalla fede.
I pastori di Betlemme, i Magi d’Oriente e poi i pescatori di Cafarnao, da discepoli innamorati diventano missionari. Diventano testimoni e con grande gioia, generosità, convinzione, si aprono al mondo e percorrono le strade della terra. La missione della Chiesa è scritta in questi primi passi del Verbo di Dio, che è entrato nel tempo e nella storia degli uomini.
Allestire presepi e luminarie nelle nostre strade, nelle nostre case, negli ambienti in cui si vive richiama questa verità: Dio è con noi, per noi si è fatto uomo e su tutti riversa l’infinita misericordia del Padre celeste. Gli addobbi sono un segno, ma grazie alla preghiera, alla meditazione della Parola, e alla partecipazione al Sacramento dell’Eucaristia diventa nostra vita, nostra gioia e pegno sicuro che con l’ultima venuta del Cristo sarà piena comunione.
L’associazione “Amici del Presepe” di Pescaglia, dal 2007, cura l’allestimento Presepi nelle Marginette, piccole edicole sacre diffuse lungo le strade del paese, seguendo un suggestivo percorso che corre ai limiti del bosco per giungere, dalla chiesa parrocchiale, fino al Santuario della Madonna delle Solca.
Una strada umile, lungo la quale è scritta una grande storia, quella di un Dio che si fa uomo.
Con questa manifestazione il gruppo dei presepisti intende prolungare l’eco del gioioso annuncio evangelico: “Oggi è nato per Salvatore, che è Cristo Signore” (Lc 2,10-11).
Natale è questa “buona notizia” che sempre rallegra il cuore e il Presepe consente di ammirare, con il linguaggio di un’arte povera, il “mirabile segno” del Verbo di Dio fatto carne. Decorare un paese con scene della Natività è legare la vita degli uomini, le bellezze del paesaggio e dell’arte che lo caratterizza ai grandi valori della fede e della cultura cristiana, che hanno determinato la storia.
CLICCA QUI PER SFOGLIARE IL PDF COMPLETO
Le foto (di Paolo Casanova) che qui pubblichiamo vogliono tenere viva la memoria di questo grande evento, del quale mai ci dobbiamo dimenticare.
Sfogliare le pagine è come ripercorrere, dalla progettazione alla loro realizzazione; la costruzione delle varie scene rappresentano i momenti più salienti dell’infanzia di Gesù. Il camminare tra i presepi è un cammino di fede, di umanizzazione, di amicizia e di condivisione.

Con San Francesco impariamo a contemplare il tenerissimo mistero di Betlemme dove il Bambino, Figlio del Dio Altissimo, giace nella povertà di una grotta.

Annunciazione. [L’angelo] entrando da lei, disse: “Rallégrati, piena di grazia, il Signore è con te.” [Lc 1,28]
A questo annuncio approda tutta la storia della salvezza, la storia stessa del mondo.

Natività. “Questo è per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia.” [Lc 2, 12]

Adorazione dei Magi. Nato Gesù a Betlemme [..] ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo.” [Mt 2, 1-2]

Adorazione dei Magi. “Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.” [Mt 2, 11]

La fuga in Egitto. La Sacra Famiglia fugge in Egitto, perché ogni uomo perseguitato e fuggiasco trovi sempre un paese accogliente ed una casa ospitale.

La casa di Nazareth. La bellezza e la gioia della famiglia.

Il gruppo degli Amici. Costruire presepi è un cammino di amicizia e di fraternità… verso l’incontro con Cristo Signore.
Immagini
- Foto di Umberto Palagi

Fonte: Associazione "Amici del Presepe" di Pescaglia (Foto di Paolo Casanova)


