I sogni di un missionario… DONARE

Foto di p. Giovanni Piumatti
Che cosa sogna un missionario? In questa nuova rubrica, ce lo racconterà padre Oliviero Ferro, missionario saveriano
Siamo abituati a vedere i missionari e le missionarie come persone “di azione”, concrete, che fanno i fatti. Perché, di fronte alla povertà e a tante situazioni drammatiche, sanno tenere i piedi per terra.
Tuttavia, prima di agire, loro sognano in grande. La loro stessa vocazione è il sogno di Dio che si realizza nel mondo; è il segno di un pensiero che sa darsi le ali per volare lontano e farsi vicino.
Partire, sperare, crescere, imparare, donare…
Sono solo alcuni dei sogni dei missionari. Sono i desideri di infinito che hanno nel cuore, e che traducono in amore, servizio e condivisione nella vita dei fratelli incontrati.
Dai sogni alle opere, appunto.
“Dio ama chi dona con gioia” ce lo dice la Parola di Dio.
È il sogno di ogni missionario: donare la vita per i fratelli del mondo.
Lo si impara durante gli anni di formazione. Viene ribadito durante gli incontri personali. Lo predichiamo a chi ci chiede perché partiamo. Poi viene il bello. Si parte, pieni di tante cose, di buoni propositi. Ma arrivati sul posto, nella nostra bella Africa, si comincia a capire che donare non è così semplice come pensavamo.
Donare non è dare delle cose, portare i soldi per realizzare dei progetti. Ma è condividere la propria vita con loro fino in fondo, senza riposarsi. È dare il proprio tempo, la propria gioia, le proprie tristezze, i propri sogni…fino ad arrivare a donare il proprio sangue.
Non è facile questo cammino. Ma mi sembra di avere capito che donare è mettere il proprio cuore vicino al cuore del fratello, farlo battere insieme al suo, lasciare che i due cuori diventino una cosa sola. E per fare questo non basta un giorno, un anno. Ci vuole tutta la vita.
È un sogno che deve essere realizzato, giorno dopo giorno, senza stancarsi mai, senza aspettarsi un grazie, senza pensare che abbiamo fatto tutto. Anzi, ogni giorno bisogna aggiungere qualcosa di nuovo.
Abbiamo ricevuto molto dal Buon Dio. Ora è il momento di trasformare in dono continuo, sapendo che riceveremo anche noi un dono da questi nostri fratelli e sorelle africani.
Immagine in evidenza
- Foto di p. Giovanni Piumatti
Che cosa sogna un missionario? In questa nuova rubrica, ce lo racconterà padre Oliviero Ferro, missionario saveriano
Siamo abituati a vedere i missionari e le missionarie come persone “di azione”, concrete, che fanno i fatti. Perché, di fronte alla povertà e a tante situazioni drammatiche, sanno tenere i piedi per terra.
Tuttavia, prima di agire, loro sognano in grande. La loro stessa vocazione è il sogno di Dio che si realizza nel mondo; è il segno di un pensiero che sa darsi le ali per volare lontano e farsi vicino.
Partire, sperare, crescere, imparare, donare…
Sono solo alcuni dei sogni dei missionari. Sono i desideri di infinito che hanno nel cuore, e che traducono in amore, servizio e condivisione nella vita dei fratelli incontrati.
Dai sogni alle opere, appunto.
“Dio ama chi dona con gioia” ce lo dice la Parola di Dio.
È il sogno di ogni missionario: donare la vita per i fratelli del mondo.
Lo si impara durante gli anni di formazione. Viene ribadito durante gli incontri personali. Lo predichiamo a chi ci chiede perché partiamo. Poi viene il bello. Si parte, pieni di tante cose, di buoni propositi. Ma arrivati sul posto, nella nostra bella Africa, si comincia a capire che donare non è così semplice come pensavamo.
Donare non è dare delle cose, portare i soldi per realizzare dei progetti. Ma è condividere la propria vita con loro fino in fondo, senza riposarsi. È dare il proprio tempo, la propria gioia, le proprie tristezze, i propri sogni…fino ad arrivare a donare il proprio sangue.
Non è facile questo cammino. Ma mi sembra di avere capito che donare è mettere il proprio cuore vicino al cuore del fratello, farlo battere insieme al suo, lasciare che i due cuori diventino una cosa sola. E per fare questo non basta un giorno, un anno. Ci vuole tutta la vita.
È un sogno che deve essere realizzato, giorno dopo giorno, senza stancarsi mai, senza aspettarsi un grazie, senza pensare che abbiamo fatto tutto. Anzi, ogni giorno bisogna aggiungere qualcosa di nuovo.
Abbiamo ricevuto molto dal Buon Dio. Ora è il momento di trasformare in dono continuo, sapendo che riceveremo anche noi un dono da questi nostri fratelli e sorelle africani.
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- Foto di p. Giovanni Piumatti

Foto di p. Giovanni Piumatti


