I sogni di un missionario… PERDONARE

il: 

23 Luglio 2025

di: 

perdono
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Foto di  Suzy Hazelwood (Pexels)

Che cosa sogna un missionario? In questa nuova rubrica, ce lo racconterà padre Oliviero Ferro, missionario saveriano

Siamo abituati a vedere i missionari e le missionarie come persone “di azione”, concrete, che fanno i fatti. Perché, di fronte alla povertà e a tante situazioni drammatiche, sanno tenere i piedi per terra.

Tuttavia, prima di agire, loro sognano in grande. La loro stessa vocazione è il sogno di Dio che si realizza nel mondo; è il segno di un pensiero che sa darsi le ali per volare lontano e farsi vicino.

Partire, sperare, crescere, imparare, donare…
Sono solo alcuni dei sogni dei missionari. Sono i desideri di infinito che hanno nel cuore, e che traducono in amore, servizio e condivisione nella vita dei fratelli incontrati.

Dai sogni alle opere, appunto.

Tutti nella vita, chi più o chi meno, abbiamo dovuto soffrire per delle ingiustizie e abbiamo fatto fatica a perdonare.

Anche in Africa non è facile. Quante volte, li ho sentiti dire che anche per loro era difficile perdonare, perché l’offesa e il male ricevuto erano troppo grandi. Ma dopo un po’ venivano a dirmi: “Ora, Padre, mi sento meglio. L’ho perdonato”.

Rimanevo a bocca aperta e non sapevo cosa dire. Allora mi sono messo a sognare. Era un sogno strano.

Ero io che andavo da loro e chiedevo di essere perdonato. Ho provato a metterlo in pratica. Ho chiesto loro perdono se non li ho capiti, accettati così come sono, se ho preteso troppo da loro, se ho pensato che erano inferiori a me, se non ho avuto pazienza.

Qualcuno mi ha detto che mi perdonava. Ma ha aggiunto che bisogna dimenticare il passato e camminare insieme.

Solo così il perdono reciproco diventa sorgente di vita nuova.

Immagine in evidenza

Che cosa sogna un missionario? In questa nuova rubrica, ce lo racconterà padre Oliviero Ferro, missionario saveriano

Siamo abituati a vedere i missionari e le missionarie come persone “di azione”, concrete, che fanno i fatti. Perché, di fronte alla povertà e a tante situazioni drammatiche, sanno tenere i piedi per terra.

Tuttavia, prima di agire, loro sognano in grande. La loro stessa vocazione è il sogno di Dio che si realizza nel mondo; è il segno di un pensiero che sa darsi le ali per volare lontano e farsi vicino.

Partire, sperare, crescere, imparare, donare…
Sono solo alcuni dei sogni dei missionari. Sono i desideri di infinito che hanno nel cuore, e che traducono in amore, servizio e condivisione nella vita dei fratelli incontrati.

Dai sogni alle opere, appunto.

Tutti nella vita, chi più o chi meno, abbiamo dovuto soffrire per delle ingiustizie e abbiamo fatto fatica a perdonare.

Anche in Africa non è facile. Quante volte, li ho sentiti dire che anche per loro era difficile perdonare, perché l’offesa e il male ricevuto erano troppo grandi. Ma dopo un po’ venivano a dirmi: “Ora, Padre, mi sento meglio. L’ho perdonato”.

Rimanevo a bocca aperta e non sapevo cosa dire. Allora mi sono messo a sognare. Era un sogno strano.

Ero io che andavo da loro e chiedevo di essere perdonato. Ho provato a metterlo in pratica. Ho chiesto loro perdono se non li ho capiti, accettati così come sono, se ho preteso troppo da loro, se ho pensato che erano inferiori a me, se non ho avuto pazienza.

Qualcuno mi ha detto che mi perdonava. Ma ha aggiunto che bisogna dimenticare il passato e camminare insieme.

Solo così il perdono reciproco diventa sorgente di vita nuova.

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Foto di  Suzy Hazelwood (Pexels)

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