Il Giubileo continua nelle scelte concrete e nella misericordia vissuta

Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
A conclusione dell’anno giubilare, siamo chiamati a camminare come testimoni e pellegrini di misericordia
Con il rito solenne della chiusura della Porta Santa, il Giubileo giunge al suo compimento visibile, ma non si esaurisce. Si conclude un tempo straordinario di grazia, di pellegrinaggi e di conversione, mentre si apre una fase nuova, affidata alla responsabilità quotidiana dei credenti e delle comunità cristiane nel mondo.
Nel corso dell’Anno giubilare, milioni di fedeli hanno attraversato porte sante, camminato come pellegrini di speranza, sostato in silenzio davanti alla misericordia di Dio.
Il Giubileo ha segnato un tempo favorevole per riconciliarsi, per rimettere al centro il Vangelo, per riscoprire le opere di misericordia come stile di vita.
La chiusura della Porta Santa non è un gesto di conclusione, ma segna un nuovo percorso. Il Papa ha infatti più volte ricordato che il Giubileo non termina con un rito, ma continua nelle scelte concrete: nel perdono offerto, nell’accoglienza dei poveri, nella cura dei feriti della storia, nella costruzione di ponti dove crescono muri.
Il tempo straordinario lascia spazio all’ordinario, chiamato però a essere trasfigurato dalla grazia ricevuta.
Le Chiese locali, i movimenti, le famiglie e i singoli fedeli portano ora con sé quanto seminato: cammini di riconciliazione, impegni di carità , progetti di pace. È questa l’eredità più preziosa del Giubileo, che non si misura nei numeri, ma nella capacità di generare speranza concreta.
Ora che la Porta Santa si chiude, resta aperta la porta del cuore. Il Giubileo si consegna alla storia come un invito permanente a vivere da riconciliati e da testimoni, perché la misericordia celebrata diventi misericordia vissuta, ogni giorno, nelle pieghe spesso ferite del nostro tempo.
Immagine
- Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
A conclusione dell’anno giubilare, siamo chiamati a camminare come testimoni e pellegrini di misericordia
Con il rito solenne della chiusura della Porta Santa, il Giubileo giunge al suo compimento visibile, ma non si esaurisce. Si conclude un tempo straordinario di grazia, di pellegrinaggi e di conversione, mentre si apre una fase nuova, affidata alla responsabilità quotidiana dei credenti e delle comunità cristiane nel mondo.
Nel corso dell’Anno giubilare, milioni di fedeli hanno attraversato porte sante, camminato come pellegrini di speranza, sostato in silenzio davanti alla misericordia di Dio.
Il Giubileo ha segnato un tempo favorevole per riconciliarsi, per rimettere al centro il Vangelo, per riscoprire le opere di misericordia come stile di vita.
La chiusura della Porta Santa non è un gesto di conclusione, ma segna un nuovo percorso. Il Papa ha infatti più volte ricordato che il Giubileo non termina con un rito, ma continua nelle scelte concrete: nel perdono offerto, nell’accoglienza dei poveri, nella cura dei feriti della storia, nella costruzione di ponti dove crescono muri.
Il tempo straordinario lascia spazio all’ordinario, chiamato però a essere trasfigurato dalla grazia ricevuta.
Le Chiese locali, i movimenti, le famiglie e i singoli fedeli portano ora con sé quanto seminato: cammini di riconciliazione, impegni di carità , progetti di pace. È questa l’eredità più preziosa del Giubileo, che non si misura nei numeri, ma nella capacità di generare speranza concreta.
Ora che la Porta Santa si chiude, resta aperta la porta del cuore. Il Giubileo si consegna alla storia come un invito permanente a vivere da riconciliati e da testimoni, perché la misericordia celebrata diventi misericordia vissuta, ogni giorno, nelle pieghe spesso ferite del nostro tempo.
Immagine
- Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni


