Kenya | La missione è un sacco vuoto che si riempie sempre

Suor Joan con le ragazze di Kisauni - Mombasa
Dal Kenya, suor Joan Chemeli Langat, della Congregazione delle Sisters of St Joseph Mombasa, condivide la sua GMG
C’è un paradosso meraviglioso che contraddistingue la missione chi dona, non perde; chi si svuota, si riempie; chi condivide, moltiplica.
La missione è davvero come un sacco vuoto che si riempie sempre, perché nella logica del Vangelo, il dono non si misura con la quantità di ciò che si possiede, ma con la capacità di lasciarsi toccare dal bisogno dell’altro.
Nelle logiche del mondo, dare equivale spesso a rinunciare, aiutare i poveri sembra un gesto di generosità “in più”, quasi un lusso del cuore. Ma nella prospettiva della missione, il dare non è una perdita, è un atto che genera vita. Ogni volta che si tende una mano, che si spezza un pane, che si offre un po’ di tempo o di ascolto, qualcosa si trasforma, sia in chi riceve sia in chi dona.
Chi vive la missione lo sa: i poveri non sono solo destinatari di aiuto, ma maestri di umanità, custodi di una ricchezza invisibile che si manifesta nella fiducia, nella gratitudine, nella speranza.
Un sacco che non si svuota
Il “sacco” della missione non è un contenitore che si consuma, ma uno spazio interiore che si dilata. Più si dona, più cresce la capacità di accogliere.
È il mistero della Provvidenza e della Misericordia che si manifesta nel quotidiano: un pasto condiviso che basta per tutti, una parola di conforto che consola più chi la pronuncia che chi la riceve, un gesto di servizio che illumina due vite invece di una.
Chi vive il dono scopre che Dio riempie i vuoti che l’amore crea.
La conferma di suor Joan
«Il tema della Domenica Missionaria di quest’anno, celebrata domenica 19 ottobre, è “Missionari della speranza tra tutti i popoli”. E va di pari passo con le opere di misericordia promosse da spazio + spadoni con cui diamo speranza anche ai meno fortunati della società.
Siamo costruttori di speranza sotto diversi aspetti.
La misericordia di Dio è per tutti, ricchi o poveri, ed è per questo che diciamo: “La Misericordia di Dio è sempre all’opera”.
Io e la mia consorella lavoriamo insieme in Opera M. Con lei, per dare speranza in una zona povera (Kisauni – Mombasa), abbiamo distribuito tra le ragazze Sanitary pads e alcuni vestiti che ci sono stati dati da alcuni volontari. Erano molto grate a spazio + spadoni».
Un sacco che non si svuota
Il racconto di suor Joan ci conferma che il “sacco” della missione non è un contenitore che si consuma, ma uno spazio interiore che si dilata. Più si dona, più cresce la capacità di accogliere.
È il mistero della Provvidenza e della Misericordia che si manifesta nel quotidiano: un pasto condiviso che basta per tutti, una parola di conforto che consola più chi la pronuncia che chi la riceve, un gesto di servizio che illumina due vite invece di una.
Chi vive il dono scopre che Dio riempie i vuoti che l’amore crea.
Immagini
- Foto di suor Joan Chemeli Langat
Dal Kenya, suor Joan Chemeli Langat, della Congregazione delle Sisters of St Joseph Mombasa, condivide la sua GMG
C’è un paradosso meraviglioso che contraddistingue la missione chi dona, non perde; chi si svuota, si riempie; chi condivide, moltiplica.
La missione è davvero come un sacco vuoto che si riempie sempre, perché nella logica del Vangelo, il dono non si misura con la quantità di ciò che si possiede, ma con la capacità di lasciarsi toccare dal bisogno dell’altro.
Nelle logiche del mondo, dare equivale spesso a rinunciare, aiutare i poveri sembra un gesto di generosità “in più”, quasi un lusso del cuore. Ma nella prospettiva della missione, il dare non è una perdita, è un atto che genera vita. Ogni volta che si tende una mano, che si spezza un pane, che si offre un po’ di tempo o di ascolto, qualcosa si trasforma, sia in chi riceve sia in chi dona.
Chi vive la missione lo sa: i poveri non sono solo destinatari di aiuto, ma maestri di umanità, custodi di una ricchezza invisibile che si manifesta nella fiducia, nella gratitudine, nella speranza.
Un sacco che non si svuota
Il “sacco” della missione non è un contenitore che si consuma, ma uno spazio interiore che si dilata. Più si dona, più cresce la capacità di accogliere.
È il mistero della Provvidenza e della Misericordia che si manifesta nel quotidiano: un pasto condiviso che basta per tutti, una parola di conforto che consola più chi la pronuncia che chi la riceve, un gesto di servizio che illumina due vite invece di una.
Chi vive il dono scopre che Dio riempie i vuoti che l’amore crea.
La conferma di suor Joan
«Il tema della Domenica Missionaria di quest’anno, celebrata domenica 19 ottobre, è “Missionari della speranza tra tutti i popoli”. E va di pari passo con le opere di misericordia promosse da spazio + spadoni con cui diamo speranza anche ai meno fortunati della società.
Siamo costruttori di speranza sotto diversi aspetti.
La misericordia di Dio è per tutti, ricchi o poveri, ed è per questo che diciamo: “La Misericordia di Dio è sempre all’opera”.
Io e la mia consorella lavoriamo insieme in Opera M. Con lei, per dare speranza in una zona povera (Kisauni – Mombasa), abbiamo distribuito tra le ragazze Sanitary pads e alcuni vestiti che ci sono stati dati da alcuni volontari. Erano molto grate a spazio + spadoni».
Un sacco che non si svuota
Il racconto di suor Joan ci conferma che il “sacco” della missione non è un contenitore che si consuma, ma uno spazio interiore che si dilata. Più si dona, più cresce la capacità di accogliere.
È il mistero della Provvidenza e della Misericordia che si manifesta nel quotidiano: un pasto condiviso che basta per tutti, una parola di conforto che consola più chi la pronuncia che chi la riceve, un gesto di servizio che illumina due vite invece di una.
Chi vive il dono scopre che Dio riempie i vuoti che l’amore crea.
Immagini
- Foto di suor Joan Chemeli Langat

Suor Joan con le ragazze di Kisauni - Mombasa


