Per i poveri, l’ancora di una vita stabile

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16 Novembre 2025

di: 

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Foto di Kristina Kutleša su Unsplash

Il direttore di “Cuore Amico” ricorda che aiutare i poveri è dare loro un’ancora di salvezza e di speranza

(di don Flavio Saleri)

Il messaggio di papa Leone per la Giornata Mondiale dei Poveri, che si celebra oggi 16 novembre, richiama che la speranza è come un’àncora che offre stabilità e sicurezza.
Il tanto bene che i nostri benefattori compiono attraverso la nostra Associazione, collaborando con i poveri perché non manchino loro scuole, dispensari, panetterie, mulini, pozzi, ospedali e tanto altro, rafforza la loro fiducia in un mondo più umano e giusto che non si affermerà mai con le armi.

Anche aiutare a costruire piccole chiese aiuta la speranza, perché confidare in Gesù che ha assunto la nostra povertà per renderci tutti ricchi, ci fa cogliere che «la più grave povertà è non conoscere Dio. L’immensa maggioranza dei poveri possiede una speciale apertura alla fede: hanno bisogno di Dio e non possiamo tralasciare di offrire loro la Sua amicizia, la Sua benedizione, la Sua Parola, la celebrazione dei Suoi Sacramenti» (Papa Francesco).

Certo, quanto facciamo è necessario, ma non basta: l’aiuto ai poveri è una questione di giustizia e carità, e occorre affrontare le cause strutturali della povertà promuovendo politiche che garantiscano lavoro, istruzione e casa a tutti.

Ma ognuno getti la propria ancora per promuovere un mondo migliore.

Don Flavio Saleri
direttore di Cuore Amico

Fonte

Immagine

Il direttore di “Cuore Amico” ricorda che aiutare i poveri è dare loro un’ancora di salvezza e di speranza

(di don Flavio Saleri)

Il messaggio di papa Leone per la Giornata Mondiale dei Poveri, che si celebra oggi 16 novembre, richiama che la speranza è come un’àncora che offre stabilità e sicurezza.
Il tanto bene che i nostri benefattori compiono attraverso la nostra Associazione, collaborando con i poveri perché non manchino loro scuole, dispensari, panetterie, mulini, pozzi, ospedali e tanto altro, rafforza la loro fiducia in un mondo più umano e giusto che non si affermerà mai con le armi.

Anche aiutare a costruire piccole chiese aiuta la speranza, perché confidare in Gesù che ha assunto la nostra povertà per renderci tutti ricchi, ci fa cogliere che «la più grave povertà è non conoscere Dio. L’immensa maggioranza dei poveri possiede una speciale apertura alla fede: hanno bisogno di Dio e non possiamo tralasciare di offrire loro la Sua amicizia, la Sua benedizione, la Sua Parola, la celebrazione dei Suoi Sacramenti» (Papa Francesco).

Certo, quanto facciamo è necessario, ma non basta: l’aiuto ai poveri è una questione di giustizia e carità, e occorre affrontare le cause strutturali della povertà promuovendo politiche che garantiscano lavoro, istruzione e casa a tutti.

Ma ognuno getti la propria ancora per promuovere un mondo migliore.

Don Flavio Saleri
direttore di Cuore Amico

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Foto di Kristina Kutleša su Unsplash

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