La cenere del perdono

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18 Febbraio 2026

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Ceneri-quaresima-perdono-opere-misericordia
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Foto di Ahna Ziegler su Unsplash

Perdonare le offese ricevute, ma anche perdonare se stessi. La Quaresima ci faccia incontrare con la fragilità e il bisogno di essere amati

1. La Quaresima come tempo di grazia

2. Perdonare le offese ricevute

3. Il dono del perdono verso se stessi

4. La misericordia che rinnova la vita

1. La Quaresima come tempo di grazia

La Quaresima è un invito a fermarsi, a respirare profondamente e a guardare dentro di noi. Non è solo un periodo di digiuno o penitenza, ma un tempo in cui la Chiesa ci chiama a riconoscere la nostra fragilità e ad aprirci alla misericordia di Dio.

l gesto simbolico della cenere sulla fronte ci ricorda che siamo polvere, creature fragili, eppure amate: un punto di partenza per ogni cammino di conversione.

2. Perdonare le offese ricevute

Il Vangelo ci esorta a perdonare chi ci ha ferito, anche quando il torto è grande e il dolore profondo. La Quaresima ci invita a liberare il cuore dal risentimento e dall’odio, come un atto concreto di giustizia e di pace interiore.

Perdonare non significa giustificare il male subito, ma scegliere di non restare prigionieri del rancore, aprendosi alla possibilità di guarigione e di riconciliazione.

3. Il dono del perdono verso se stessi

Perdonare se stessi è forse la sfida più grande. Spesso ci portiamo addosso rimpianti, colpe e fallimenti, dimenticando che anche noi siamo fragili e bisognosi di misericordia.

La Quaresima ci invita a riconoscerci creature amate da Dio, degne di perdono, capaci di ricominciare. Accettare la nostra vulnerabilità non è debolezza, ma apertura alla grazia che trasforma e rinnova.

4. La misericordia che rinnova la vita

La cenere del mercoledì iniziale e le pratiche quaresimali diventano così simboli di un perdono che scende su di noi e attraverso di noi. Accogliere la misericordia significa anche esercitarla: verso gli altri e verso se stessi.

È un invito a vivere con cuore leggero, a liberare l’anima dai pesi, a costruire relazioni più autentiche.

In questo percorso, la Quaresima diventa un tempo di speranza concreta: siamo fragili, sì, ma amati, e questo amore ci rende capaci di perdonare e di rinascere.

Immagine

Perdonare le offese ricevute, ma anche perdonare se stessi. La Quaresima ci faccia incontrare con la fragilità e il bisogno di essere amati

1. La Quaresima come tempo di grazia

2. Perdonare le offese ricevute

3. Il dono del perdono verso se stessi

4. La misericordia che rinnova la vita

1. La Quaresima come tempo di grazia

La Quaresima è un invito a fermarsi, a respirare profondamente e a guardare dentro di noi. Non è solo un periodo di digiuno o penitenza, ma un tempo in cui la Chiesa ci chiama a riconoscere la nostra fragilità e ad aprirci alla misericordia di Dio.

l gesto simbolico della cenere sulla fronte ci ricorda che siamo polvere, creature fragili, eppure amate: un punto di partenza per ogni cammino di conversione.

2. Perdonare le offese ricevute

Il Vangelo ci esorta a perdonare chi ci ha ferito, anche quando il torto è grande e il dolore profondo. La Quaresima ci invita a liberare il cuore dal risentimento e dall’odio, come un atto concreto di giustizia e di pace interiore.

Perdonare non significa giustificare il male subito, ma scegliere di non restare prigionieri del rancore, aprendosi alla possibilità di guarigione e di riconciliazione.

3. Il dono del perdono verso se stessi

Perdonare se stessi è forse la sfida più grande. Spesso ci portiamo addosso rimpianti, colpe e fallimenti, dimenticando che anche noi siamo fragili e bisognosi di misericordia.

La Quaresima ci invita a riconoscerci creature amate da Dio, degne di perdono, capaci di ricominciare. Accettare la nostra vulnerabilità non è debolezza, ma apertura alla grazia che trasforma e rinnova.

4. La misericordia che rinnova la vita

La cenere del mercoledì iniziale e le pratiche quaresimali diventano così simboli di un perdono che scende su di noi e attraverso di noi. Accogliere la misericordia significa anche esercitarla: verso gli altri e verso se stessi.

È un invito a vivere con cuore leggero, a liberare l’anima dai pesi, a costruire relazioni più autentiche.

In questo percorso, la Quaresima diventa un tempo di speranza concreta: siamo fragili, sì, ma amati, e questo amore ci rende capaci di perdonare e di rinascere.

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Foto di Ahna Ziegler su Unsplash

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