Trasformare la sofferenza in rinascita

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26 Ottobre 2025

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Karidja Diabate e la figlia Anastasia (Fonte: Il Mediterraneo24)

Karidja, la fuga dalla Costa d’Avorio, l’accoglienza e la laurea in Servizio sociale per aiutare le donne come lei

Ha conosciuto in Sicilia l’amore di una nuova famiglia. Dopo anni di studio notturno e di lavoro, si è laureata alla Lumsa dedicando la sua tesi alla figlia Anastasia e a tutte le donne migranti “che hanno trasformato il dolore in dignità”. Oggi è assistente sociale

PALERMO. Con gli occhi pieni di luce e un gran bel sorriso Karidja Diabate mi accoglie per raccontarmi, piena di gioia, che si è laureata in servizio sociale.

“La mia tesi la dedico a mia figlia Anastasia e a tutte le donne migranti che hanno trasformato il dolore in dignità. La mia, è una laurea comunitaria per tutto l’aiuto amorevole che, in questi anni, tante persone mi hanno donato”.

Karidja Diabate ha 39 anni ed è originaria della Costa d’Avorio. Nonostante la sua storia sia piena di dolore, oggi, Karidja ha saputo trasformare la sua sofferenza in rinascita diventando un modello di resistenza e di speranza per ogni persona.

Nel gennaio 2017, in pieno inverno, è arrivata dalla Libia a Lampedusa in condizioni di salute molto gravi perché era incinta di Anastasia.

“Essendo incinta, stavo malissimo perché il viaggio era stato durissimo – racconta -. Mi hanno portata in ospedale a Palermo dove è nata la bambina, molto prematura di solo 32 settimane di gestazione. Oggi Anastasia ha 8 anni ed è piena di voglia di vivere”.

Dopo il ricovero in ospedale, l’accoglienza presso la comunità di laici comboniani de La Zattera è stata l’inizio di una vita nuova.

“All’inizio ero confusa, disorientata perché mi sentivo sola e avevo molta paura – racconta -. A poco a poco, però, grazie al calore e all’affetto di Dorotea, Toni, Maria e di tutta la comunità ho trovato una famiglia che mi ha accompagnato e si è presa cura di noi”.

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Karidja, la fuga dalla Costa d’Avorio, l’accoglienza e la laurea in Servizio sociale per aiutare le donne come lei

Ha conosciuto in Sicilia l’amore di una nuova famiglia. Dopo anni di studio notturno e di lavoro, si è laureata alla Lumsa dedicando la sua tesi alla figlia Anastasia e a tutte le donne migranti “che hanno trasformato il dolore in dignità”. Oggi è assistente sociale

PALERMO. Con gli occhi pieni di luce e un gran bel sorriso Karidja Diabate mi accoglie per raccontarmi, piena di gioia, che si è laureata in servizio sociale.

“La mia tesi la dedico a mia figlia Anastasia e a tutte le donne migranti che hanno trasformato il dolore in dignità. La mia, è una laurea comunitaria per tutto l’aiuto amorevole che, in questi anni, tante persone mi hanno donato”.

Karidja Diabate ha 39 anni ed è originaria della Costa d’Avorio. Nonostante la sua storia sia piena di dolore, oggi, Karidja ha saputo trasformare la sua sofferenza in rinascita diventando un modello di resistenza e di speranza per ogni persona.

Nel gennaio 2017, in pieno inverno, è arrivata dalla Libia a Lampedusa in condizioni di salute molto gravi perché era incinta di Anastasia.

“Essendo incinta, stavo malissimo perché il viaggio era stato durissimo – racconta -. Mi hanno portata in ospedale a Palermo dove è nata la bambina, molto prematura di solo 32 settimane di gestazione. Oggi Anastasia ha 8 anni ed è piena di voglia di vivere”.

Dopo il ricovero in ospedale, l’accoglienza presso la comunità di laici comboniani de La Zattera è stata l’inizio di una vita nuova.

“All’inizio ero confusa, disorientata perché mi sentivo sola e avevo molta paura – racconta -. A poco a poco, però, grazie al calore e all’affetto di Dorotea, Toni, Maria e di tutta la comunità ho trovato una famiglia che mi ha accompagnato e si è presa cura di noi”.

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Karidja Diabate e la figlia Anastasia (Fonte: Il Mediterraneo24)

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